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Il pelo nell’uovo

Si parla di: Vacanze

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Pasqua con chi vuoi, si dice.

Ma, a voler proprio cercare il pelo nell’uovo, e come vedete dalla foto non è difficile, questo non vale per una mogliastra.

Per noi vale il detto: Pasqua con chi vogliono loro.

Insomma, dipende da che accordi hanno preso il maritastro e la sua ex sulla dislocazione della prole. Prole che, insieme a noi, non ha un minimo di potere decisionale.

Ma, consoliamoci, Natale è ancora peggio. Perché è vero che si dice Natale con i tuoi, ma va’ a sapere chi sono i tuoi, i suoi, i nostri, i loro.

Be’, mogliastre, buona Pasqua. Con o senza la sorpresa.

 

(Fotografia di Roberta Costa)

 

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Il piatto piange

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Lo so che tanto, se non è un agnello è un vitello o un maialino, e che mica vale di più un agnello solo perché è bellino.

Però, siccome anche noi mogliastre siamo un po’ agnelli sacrificali, non è che per una volta facciamo le vegetariane e non contribuiamo alla strage alimentare?  (Oddìo, ma com’è che oggi scrivo tutto in rima?)

Anche perché un agnello che mangia un agnello è cannibalismo. Adesso, va be’ che siamo matrigne, che siamo quellelà e tutte quelle robe lì, ma cannibali no. Certo, se l’agnellino fosse figlio di una ex pecora del nostro, uhm,  montone, ecco, magari un morsino in quel caso ci scapperebbe.

Ma gli agnelli sono figli di pecore che non hanno mai sposato nessuno dei nostri mariti, quindi lasciamoli stare e sostituiamoli con un bell’uovo di cioccolato. Che, Natale con i tuoi (o, nel nostro caso, con i suoi) ma, Pasqua, con chi vuoi. E noi, questa volta, un agnellino sul piatto non lo vogliamo. Vero?

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