Avevo studiato, e anche insegnato anni dopo, che “il marketing è quell’attività che trasforma le aspettative del consumatore in impulsi operativi per l’azienda”. Mi ricordo un mio allievo, Teo, che questa frase non riusciva proprio a impararla. Chissà se Teo, nel frattempo, è diventato il marito di una matrigna. Perché Teo dovrebbe capirlo, adesso, questo concetto, se per caso ha divorziato e ha rimesso su casa con la nuova compagna.

Leggo infatti su Repubblica di qualche giorno fa che designer e mobilieri si stanno adeguando al dilagare di divorzi e di famiglie ricostituite, e che quindi costruiscono mobili con un nuovo concetto, seguendo appunto le esigenze dei nuovi consumatori, come dettano le regole del marketing che Teo non capiva.

L’articolo racconta che è cambiata l’idea di casa. “In un paese in cui un matrimonio dura in media tre anni e mezzo (gasp, NdM) è assurdo comprarsi dei mobili costosi e ingombranti”. Insomma, i nuovi mobili sono pensati per essere, anche loro, separati e ricostituiti.

Un po’ mi dispiace, perché ai mobili ci si affeziona parecchio, però fa anche piacere vedere che, lentissimamente, anche il marketing si sta adeguando alla nostra realtà. E mi dispiace ancora di più, ma, se si adegua il marketing, quindi se ci son di mezzo i grandi giochi dell’economia, più della metà della fatica è fatta. Buon per noi. E per tutti i Tei che ci hanno scelte.

Rossella Calabrò

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Rosso matrigna

Si parla di: Allarme Ex, matrigna

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Le matrigne si sposano in rosso. O perlomeno, la maggior parte di quelle che conosco io, l’hanno fatto. Perché?

Mica saranno tutte more, che il rosso per la mora è la morte sua. Un po’ come il matrimonio, ma questa è un’altra storia.

Be’, un po’ perché sposarsi in bianco per le seconde o terze nozze del proprio marito, insomma, fa un po’ strano. Senza contare che il bianco ingrassa. Un po’ perché sposarsi in nero pare brutto, anche se la linea ci guadagnerebbe. E un po’, secondo me, perché rosso fa provocazione.

Sì, cara (‘nsomma) ex moglie, mi sposo, e mi sposo nella spettacolarità del technicolor.

Sì, figliastri, eccomi qua, sono la tipa del papà, e adesso quel botolone rosso ve lo trovate anche stampato sul citofono di casa. Peeeeee! Chi è? La moglie. Apperò.

E poi, le matrigne si sposano in rosso perché il rosso è il colore della passione. E, se una non si sposa un marito con prole per passione, perché dovrebbe farlo? Ah, già, il rosso è anche il colore della pazzia.

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