9

Figli e bacche velenose

Si parla di: Senza categoria

nandina domestica“Allora? Siete a posto? Posso andare?”

“Si sì, vai tranquilla Lisa, ché qui ci siamo noi!”

“Siete sicuri? Mi raccomando, guardateli. Che si cacciano nei guai come niente, questi!”

“Uff… tranquilla ti dico! ‘Siamo mica nati ieri! E guarda che i figli li abbiamo avuti prima di te!”

“Va bene, allora vado. Mi raccomando”.

Mi chiudo la porta alle spalle e vado a sbrigare le ultime commissioni prima della partenza. Ho incaricato i miei genitori di curare i miei figli, Public Enemy e Godzilla, per qualche ora. Come sapete non sono una che delega ma quando ho bisogno, ho bisogno: e chi meglio di mamma e papà possono sostituirmi? Loro sono sempre disponibili e attenti, e conoscono ogni risvolto della vita e delle abitudini dei miei figli…


Continua dopo il click...

9 commenti

Il senso di dignità quando si diventa mamma

Si parla di: Senza categoria

taxisQualche anno fa, diciamo sei, avrei magari ritenuto possibile il fatto di ritrovarmi un giorno seduta sul muretto di una stazione dei Taxi in centro ad aspettare per venti minuti un’auto che non arrivava mai. Magari avrei anche dato per probabile il fatto che avrei avuto per mano un mio ipotetico figlio, affamato e assonnato. Perchè no.

Ma mai avrei creduto possibile il ritrovarmi a un certo punto lì, zainetto rosso e giallo di Bugs Bunny sulle spalle, con non uno, ma ben due bambini di cui una assolutamente logorroica.

Ecco, sei anni fa se mi fossi vista lì, metti nella sfera di cristallo di una ipotetica veggente, le avrei dato della ciarlatana e me ne sarei andata sorridendo. Tsè, avrei pensato, come dire che io fra sei anni mi ridurrò così, al limite del ridicolo. Per favore, vai a raccontarlo a qualcun altro. Anche se avrò dei figli manterrò sempre la mia dignità.

Povera illusa…


Continua dopo il click...

19 commenti

Quando la forchetta deve scegliere tra cucchiaio e coltello

Si parla di: Senza categoria

forchetta_coltello“Mamma, aspetta! Non toccare, non vedi che il cucchiaio e la forchetta si stanno sposando?”

Domenica mezzogiorno. Mia figlia Public Enemy, di quattro anni e mezzo, è seduta a tavola in attesa del succulento pasto preparato dal Capofamiglia e nel frattempo gioca con le posate. Le tiene in piedi, una accanto all’altra, e le fa camminare al ritmo di una improbabile marcia nuziale.

“Oh che bello, tesoro! Si sposano?”

“Sì. Si vogliono bene”.

“Capisco. Però senti, e il coltello? Che fa il coltello? Resta solo?”

Public Enemy rimane interdetta per un istante. Uno soltanto.

“Beh, il coltello è anche lui il fidanzato della forchetta”.

“Ennò, cara mia. La forchetta si sposa col cucchiaio, e basta. Non può avere altri fidanzati”.

“Perchè?”

“Eh, eheheh, perchè. Perchè funziona così. Se lei si sposa col cucchiaio, basta. Non può avere un altro fidanzato. Deve stare per sempre solo col cucchiaio. Altrimenti, se avesse preferito il coltello, avrebbe dovuto sposare il coltello. Non può mica andare a vivere con tutti e due”.

Public riflette. Poi un lampo di genio le illumina lo sguardo.

“Senti mamma, allora facciamo così: la forchetta si sposa col cucchiaio e vanno a vivere insieme in una bella casa con i cavalli bianchi in giardino, però lei è anche fidanzata col coltello, ma di nascosto. Il cucchiaio non lo saprà mai”.

Hai capito. Mica scema, la forchetta.

(Foto di Shock2006)

10 commenti

Il mio folle lunedi mattina

Si parla di: Senza categoria

mamma bacioQuesta mattina nel dormiveglia avevo intuito che qualcosa sarebbe andato storto, ma non avevo idea dell’entità della cosa.

Tutto inizia nel momento in cui alzandomi alle sette e mezza trovo un post-it del Capofamiglia sullo specchio del bagno che recita:

 ”Per cortesia:

  • chiamare tecnico lavastoviglie;

  • filtro frigorifero;

  • pagare multa”

Come se, quando ci siamo sposati, il prete avesse annunciato a gran voce solenne: “E tu, Lisa, ti occuperai di tutte le incombenze che il QuiPresente ti chiederà. Farai da cuoca, da assistente e da segretaria. E ne sarai felice.” E da lì fosse partito il coro di voci bianche che intonava il Panis Angelicum.

Non ci siamo.  

L’ondata di colpi di tosse di Godzilla, mio figlio di due anni e mezzo, mi distoglie dai miei pensieri. Urge chiamare l’ambulatorio per un appuntamento con la pediatra. Come ogni lunedì…


Continua dopo il click...

10 commenti

9

La vendetta della domenica mattina

Si parla di: Senza categoria

libriPrima o poi arriva il momento in cui ti rendi davvero conto che se vuoi fare una cosa, una cosa per te stessa, in casa tua, devi imparare a farla con loro intorno. E avere loro intorno implica interazione costante con loro.

Non da sola, in una stanza silenziosa, rilassata, con il tuo CD preferito nello stereo e magari un drink alla mano. No, in genere sei in una cameretta piena di giocattoli rumorosi e talvolta anche contundenti, con i figli-alieni che urlano, litigano e pretendono attenzione. Meno attenzione concederai loro, più saranno spietati. 

In genere hai anche una pigna di biancheria asciutta da piegare lì a fianco che profuma di ammorbidente al Marsiglia, una cucina che fa schifo e un tempo allucinante fuori che non promette miglioramenti di sorta. E, se mai un CD dovesse suonare nello stereo, stai certa che si tratta di ‘chichichi cococo curucurucuru quaqua’ di Pippo Franco. O cose analoghe. 

Per fare un esempio pratico, mettiamo caso che una domenica mattina ti venga voglia di andare su Amazon e ordinarti dei libri per l’estate. Vuoi ordinare sei o sette libri, spassosi al punto giusto e sceglierteli con attenzione…


Continua dopo il click...

9 commenti

La metafora ‘scimmie e leoni’

Si parla di: Senza categoria

leoneQuando si è in due e si decide di stare insieme per sempre, si nuota come due delfini fianco a fianco nell’oceano della vita. Ci si sente vicini, simili, affiatati, pronti per affrontare le onde che ci aspettano.

Poi si decide di formare una famiglia, di avere dei figli.

Se ne parla insieme come una cosa bellissima, che ci trasformerà, ci farà crescere insieme. “Da delfini diventeremo leoni, perchè ci saranno i piccoli da difendere, ci saranno le difficoltà della savana da affrontare, in branco”, ci si promette.

Ed ecco che arrivano i figli.

E quel giorno tu ti risvegli leonessa, come da schema.

Poi ti giri, ti guardi intorno, e non vedi il leone. Non lo vedi mica. Vedi tutto lo zoo, vedi le altre leonesse, ma il leone non si palesa.

Allora cerchi, cerchi, e cerchi, finchè ti accorgi che il tuo delfino, che doveva diventare leone insieme a te, è finito nella gabbia degli scimpanzè. Se ti va di sfiga, anche fra gli orangutan…


Continua dopo il click...

17 commenti

Tutto in ordine

Si parla di: Senza categoria

bimbo bagno“Hai messo a posto i giochi in sala?” Chiedo a mia figlia con un lieve senso di impotenza, dato che ormai per farle fare le cose devo arrabbiarmi ogni volta.

“Sì, mamma. E’ tutto a posto”.

“Vengo a vedere?”

“Sì, mamma. Vieni pure a vedere!”

Con fare inquisitorio mi reco di là.

Decine di mattoncini Lego ben allineati spuntano da sotto il divano. Sfilze di pentolini fanno capolino da dietro i cuscini. Qualche fetta di pizza in PVC tradisce un nascondiglio di fortuna da sotto una coperta. Una palla giace imbarazzata dietro la televisione, in bilico fra i cavi. Due orsi di peluche, uno bianco e uno bruno, fanno capolino fra le riviste. Una bambola senza un braccio mi saluta dal pavimento dello sgabuzzino appena ne apro la porta. Un flauto giallo griffato ‘Cip e Ciop’ staziona sotto il mobile della TV.

A tre anni il concetto di ‘mettere a posto’ equivale a ‘far sparire temporaneamente dalla visuale della mamma’.

“Mmmmmhhh. Tesoro, però… quel flauto? Non possiamo toglierlo da là sotto?”

“Ma mamma, quello è il suo posto preferito”.

(foto di Jeff, the Rhino)

10 commenti