Le piccole liti da spiaggia: è il caso di intervenire?

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parco giochiSarà giusto intervenire nelle piccole liti da spiaggia?

Sarebbe meglio starsene seduti a guardare come se la cava tua figlia davanti alla prepotenza degli altri bambini oppure è preferibile intervenire per evitarle l’umiliazione di vedersi maltrattare dai suoi coetanei, palesemente meno sensibili di lei?

La mia filosofia è sempre stata quella di lasciare che se la cavino da sè. Tra fratelli soprattutto, ma anche con i coetanei nei luoghi di pubblico dominio. Perchè all’asilo e a scuola io non ci sono a difenderli, perchè il coraggio va trovato dentro di sè senza interferenze, perchè la forza nell’affrontare il mondo è una qualità che si impara a proprie spese.

Certo però ci sono delle volte in cui questo mi risulta difficile.

Come quando qualcuno le sottrae un gioco in piscina e le rovescia secchiate d’acqua in faccia se lei fa per riprenderselo.

Come quando qualcuno vieta a mio figlio di due anni e mezzo di entrare nella casetta del parcogiochi e lui resta lì immobile senza dire niente perchè tanto non sa nemmeno parlare.

Come quando qualcuno li minaccia di morte imminente per causa di un indomabile mostro che sta per palesarsi davanti a loro e che come prima cosa mangerà la loro mamma.

Ecco, io mi chiedo: come vi comportate voi, altre mamme lì fuori? Come convivete con la presenza di bambini dall’aggressività mal gestita nella vita dei vostri figli?

(Foto di Foundphotoslj)

14 commenti

  1. 1.

    Lisa: la tua amica sarà la benvenuta qui, a dire la sua quando vorrà :)
    Sono d’accordissimo con il fatto che i figli non siano nostri, ma siano di passaggio sulla Terra, dove il nostro ruolo èsolo quello di avviarli verso la loro vita, che è e rimarrà sempre solo loro… Però non sono nemmeno d’accordo con lo scaraventarli nel mondo brutalmente ‘perchè tanto impareranno a cavarsela’… voglio dire, se l’impatto avviene meno traumaticamente possibile che male c’è?

  2. 2.

    Che la pratica di questo attegiamento educativo sia difficile, non lo metto in dubbio, ma non mi piace che questa nostra difficoltà venga “giustificata” come una “giusta” reazione per difendere il nostro cucciolo. Come recita una poesia: “i nostri figli non sono nostri, ma di passaggio sulla Terra” . Il compito di noi genitori è dargli gli strumenti per volare fuori dal nido, altrimenti cadono.
    Grazie per aver risposto così prontamente. Ho consigliato questo blog ad un’amica e credo che presto interverrà anche lei su qualche argomento, ne parlavamo ieri sera durante una sagra del tartufo dove i nostri figli “interagivano” con altri bambini…

  3. 3.

    Lisa: A parole, sono d’accordissimo con te. Con l’atteggiamento che descrivi. Fornire ai nostri figli gli strumenti necessari per ottenere dei risultati è sicuramente più educativo e costruttivo che fornire loro i risultati bell’e pronti. Ma a parole. Nella pratica, poi, cara lisa, io faccio molta fatica. Mi spiego: se i miei figli litigano tra loro, lascio che se la sbrighino fra loro. Se litigano con dei coetanei, idem. Che si accordino, che trovino il modo di uscirne, che imparino. Però poi, quando si trovano davanti al bambino parecchio più grande che con la forza o l’astuzia si prende gioco di loro, allora mi sento chiamata in causa. Magari ingiustamente, ma non mi va che così piccoli subiscano le angherie di un gradasso che si fa forte davanti ai deboli. Non ci riesco.

    Per quanto riguarda pulcini ed aguzzini… beh, essendo io molto severa con loro nell’insegnare il rispetto per gli altri, li tratto spesso come aguzzini da correggere nell’atteggiamento. Ecco perciò che nel momento in cui il rispetto viene meno verso di loro, li vedo come dei pulcini indifesi.
    Ma, ahimè, hai ragione tu: fa tutto parte del processo di crescita sociale. Anche nostro, perchè attraverso queste esperienze impariamo, in fondo, ancora a crescere, anche noi.

  4. 4.

    Ho letto con interesse tutti gli interventi. Come voi sono molto severa con i miei figli riguardo al rispetto degli altri, ma dissento con tutte voi sulla gestione dei conflitti tra bambini. Io penso che se la debbano cavare da soli, ossia, se mio figlio (che sto osservando) mi si avvicina piangendo perchè un altro bambino gli ha tirato un ceffone o gli ha impedito di accedere ad un gioco, piuttosto che intervernire direttamente (minando la sua autostima), gli suggerisco quale potrebbe essere il modo migliore di gestire il conflitto.
    Credo che tutte noi da bambine abbiamo avuto a che fare col prepotente di turno quando nessuno poteva difenderci e abbiamo trovato una via…
    Dare degli strumenti aiuta il bambino a diventare autonomo e aumenta la sua autostima.
    Non aiutiamo i nostri figli facendo da cuscinetti tra loro e il mondo, perchè si troveranno presto ad affrontare le insidie del mondo e noi non potremo difenderli più di tanto (mi riferisco all’adolescenza, ma anche alla vita da adulti)
    E poi… scusate… chissà perchè quando le mamme parlano dei propri figli li definiscono pulcini e i figli degli altri sono aguzzini?
    Io ho due figli e mi è capitato di vederli pulcini ed aguzzini… in realtà sono bambini e quei comportamenti, per quanto fastidiosi, fanno parte del processo di crescita sociale che li porterà ad essere adulti .
    Mi piacerebbe ricevere dei commenti su questo, grazie.
    Lisa

  5. 5.

    ELENA: è vero. Bambini lasciati da soli perchè evidentemente ritenuti in grado di cavarsela da soli.

    ZIACRIS: sono d’accordo con te. Anche io sono piuttosto dura con i miei bambini quando si tratta di prestare i giochi, rispettare le file sugli scivoli e sulle altalene, permettere a tutti di giocare insieme. Perciò mi aspetterei che anche gli altri lo facessero. Per insegnare un atteggiamento che poi nella società adulta sarebbe positivo, a voler ben guardare. Non mi sorprende che ci siano così tante persone prepotenti poi: evidentemente nessuno ha insegnato loro fin da piccoli l’abc della convivenza.

    MELAMY: già. Spesso la prepotenza e l’aggressività sono viste come buon segno. Segno di leadership.

    LUCY: accidenti, i tuoi sono proprio vicini di età! E capisco anche il tuo essere ‘chioccia’: in fondo sono ancora molto piccoli. Certo, dipende anche molto da chi si ha davanti: se l’interlocutore è un bimbo loro coetaneo è anche curioso lo stare a guardare come se la sbrigano da soli, ma se si intromette uno più grande e più forte allora condivido appieno l’intervento materno.

    CRISTINA: Anche mia figlia quando andava all’asilo nido arrivò al punto da non voler più andare per colpa di un bambino che l’aveva morsa in faccia. E’ davvero difficile convivere con queste situazioni perchè da un lato ti rendi conto che il bambino che morde sta solo esprimendo un disagio di cui probabilmente non è responsabile, anche perchè a bambini di due anni non si può attibuire la responsabilità delle loro azioni. Dall’altro però io come madre non accettavo questa situazione in classe di mia figlia. Non mi sembrava giusto doverla sottoporre per forza alle violenze gratuite di un bambino con problemi. E così accade ovunque. Accade alla Scuola dell’Infanzia, accade alla Scuola primaria, al parcogiochi, alla spiaggia, alla festa di compleanno. Come ci si debba comportare per non ferire nessuno e insegnare ai nostri figli che il mondo è questo, è sempre un grande interrogativo.

    RAFFA: Come dicevo prima, non è colpa loro se assumono atteggiamenti aggressivi. E quello che racconti tu di quella madre che rideva davanti alla violenza del figlio è davvero agghiacciante. Ma temo che sia un po’ diventato il metodo educativo di parecchie famiglie, il cui motto sembra essere: quanto è migliore mio figlio perchè è più forte e più spavaldo del tuo.

  6. 6.

    i bambini vanno educati con pazienza e determinazione e alla base non è sempre colpa di essi se si manifestano alcune circostanze sgradevoli. Ho purtroppo assistito anni fa ad una scena in cui la madre istigava il suo piccolo a comportarsi in maniera scorretta “tanto per ridere un pò” ammetteva. Veramente certi atteggiamenti di alcuni genitori ti lasciano senza parole e in quel frangente mi sono sentita disorientata. Ovviamente il bambino e non per colpa sua veniva allontanato di tutti.

  7. 7.

    Anch’io come Lucy vigilo sui miei figli….il problema è qdo sono all’asilo…poi sarà a scuola….se nn imparano a difendersi….resteranno sempre insoddisfatti.
    Il mio picccolo spesso tornava a casa coi graffi ,un morso sul braccio….finchè un giorno nn ce l’ho fatta e…me la son presa garbatamente con la maestra ,che tra l’altro stimo tantissimo.
    Ora che l’anno prossimo inizierà lascuola …io ho chiesto alla maestra se per favore poteva segnalare qta antipatia forte tra lui e il suo compagno.aguzzino in modo da nn trovarsi ancora in classe insieme.Si è una parola forte…aguzzino….ma c’è stato un periodo che mio figlio nn voleva piu’ andare al’asilo.Allora con pazienza e segnalato il fatto alla maestra ,piano piano mio figlio ha ripreso fiducia.Io ho sempre insegnato il rispetto e a gestire il conflitto nn usando le mani….purtroppo il nn urlare a loro (i miei figli)qdo litigano proprio nn riesce.Mase tutte lemamme insegnassero ai bambini lebuone maniere forse…chissà.
    E’ anche vero
    che ci sono bambini nervosi che magari nn riescono ad esprimere il loro disagio se nn con l’aggressività fisica.Succede.Pero’ un conto lamaleducazione e un conto ildisagio.O no?Mi interessa ilvs parere.Grazie.

  8. 8.

    Io vigilo attentamente sui miei tre figli: chiedo loro di rispettare la fila ai giochi, li esorto a lasciare spazio ai più piccoli (e loro sono piccoli, 4, 3 e 1 anno), li aiuto, in caso di bisogno, a salire su scivolo e altalena e, quando li vedo in balia di un prepotente, mi precipito alle loro spalle, sorrido al bimbo e gli spiego, con fermezza, che così non si fa. Sono una chioccia, lo so, ma loro sono poco più che dei pulcini e non voglio che la volpe di turno renda i loro momenti di relax un problema

  9. 9.

    Anche io me lo chiedo sempre : dove sono gli altri genitori? E la risposta certe volte ce l’ho: sono a due metri che bevono il caffe’ incuranti di loro figlio che sta’ urlando contro un altro, prendono il sole sotto l’ombrellone mentre il bambino ruba i giocattoli a tutti gli altri bambini della spiaggia o magari ( ed e’ il caso peggiore ) lo stanno osservando compiaciuti del suo comportamento, perche’ dimostra di essere un bambino forte e che non si fara’ mettere i piedi in testa. I bambini si comportano seguendo spesso l’esempio che hanno in casa. Anche per questo quando poi anche un genitore interviene reclamando per un gioco sottratto o per un calcio assestato loro alzano le spall, sorridono e dicono ” Cosa vuole.. sono bambini!”

  10. 10.

    io, da nonna, adotto la tecnica di lasciarli sbrigare fra di loro quando si tratta di gestire chi fa la conta, chi arriva per primo, ma quando vedo che la Tata viene prevarica, o usano le mani addosso a lei per rimarcare il possesso di un giocattolo o di uno spazio, io intervengo, non mi interessa fare la figura della chioccia, io difendo la mia piccolina, perchè penso di essere abbastanza dura nei suoi confronti quando lei prevarica gli altri bambini, quindi pretendo che le altre mamme siano dure con i loro figli quando diventano dei tiranni, specialmente nei confronti dei più piccoli

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