Tre anni

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Mio figlio Godzilla ha compiuto tre anni.

Tre anni. Sono già passati tre anni.

Tre anni da quando l’ho preso in braccio per la prima volta.

Tre anni da quando Public Enemy, sua sorella maggiore, ha cenato per una settimana di fila con il viso rivolto verso il muro ripetendo all’infinito: “Mettilo giù. Mettilo giù, per favore. Mettilo giù.”

Tre anni da quando, uscita dalla sala operatoria (è nato con parto cesareo) ho rivisto il Capofamiglia (che non ha potuto ovviamente assistere all’operazione), e lui la prima cosa che mi ha detto è stata “Ho già ricevuto quarantadue SMS di congratulazioni. Ti spiace se esco in corridoio a rispondere?” Ma sì, certo, vai. Comunque sto bene, grazie. Abbiamo un figlio in più, siamo in quattro. Sono felice. Non è meraviglioso?

Tre anni da quando, l’indomani, il Capofamiglia si è presentato nella mia stanza di ospedale con un fantastico anello (lui è un uomo di fatti, non parole). Tre diamanti incastonati in modo un po’ diverso dal solito, due più piccoli e uno più grande. “Quelli piccoli sono Public Enemy e Godzilla, quello grande sei tu” mi ha spiegato con orgoglio e gli occhi pieni di commozione. Pausa di silenzio. Contemplo il gioiello-ritratto di famiglia. Un momento, manca qualcosa. ”E tu? Non ci sei?”, ho subito osservato - dato che si vanta delle sue spalle grosse poteva anche autorappresentarsi che magari ci scappava un bel pietrone da un paio di carati (Nonostante gli antidolorifici, lo stordimento post-parto e tutto quanto, la mia lucidità in certe situazioni è lodevole)…

Tre anni da quando ho capito che potevo voler bene a un altro bambino senza nulla togliere a Public Enemy. Perchè l’amore di una madre non si divide, ma si moltiplica.

Tre anni da quando è iniziata questa vita folle di sdoppiamenti, corse, risvegli a scacchiera, malattie alternate, gelosie, capricci e nervosismo (e mettiamoci dentro anche le trasferte del Capofamiglia).

Tre anni soltanto, e non potrei già più fare a meno di lui.

Tanti auguri, piccolo Godzilla.

E a voi, come hanno cambiato la vita i vostri figli dal loro arrivo?

 

11 commenti

  1. 1.

    Tiz, grazie a te. Per essere passata di qua e aver condiviso questo tuo pensiero. fa bene anche a ognuna di noi, sentire che non siamo le sole ad arrivare a sera esauste.

  2. 2.

    ho tre figli uno di 7 anni e 2 gemelli di 4!!!
    E’ stato difficilissimo sia nell’organizzazione sia per affrontare tutte le gelosie del maggiore pero’ rifarei tutto non posso immaginarmi senza di loro e anche se la nascita dei gemelli e’ stata come una forte scossa di terremoto sono felice di averli avuti e spesso gli dico: “ma come farei senza di voi?”
    stasera ero un po’ giu’ perche’ mi hanno prosciugato per tutto il giorno ma leggervi mi ha fatto sentire meno sola grazie!!

  3. 3.

    la mia seconda ha un anno e mezzo eppure mi sembra di non aver mai vissuto senza di lei. faccio fatica a ripensare a quando eravamo SOLO in tre. e anch’io ho scoperto che potevo amare un altro figlio, come ho amato la più grande fin dal primo momento che l’ ho vista , sulla mia pancia tutta sporca e con gli occhietti ben spalancati come per guardarmi bene e capire che d’ ora in poi sarebbe stata con me!

  4. 4.

    Sai lisa, la risposta è nel tuo racconto e cioè che essendo io figlia unica, loro non riuscivano a capire che l’arrivo di un secondo figlio, non avrebbe dimezzato l’amore che avevo per la prima, ma lo avrebbe accresciuto perchè l’amore, con la A, aumenta, non si dimezza. Un bacio Monica

  5. 5.

    Monica: accidenti, ma come mai questa reazione così forte da parte loro per l’arrivo di un nuovo figlio? che difficile deve essere stato per te! Meno male che la cosa si è sistemata. Ovviamente. :)

  6. 6.

    Ciao a tutte. Quando è arrivata la mia cucciola, ora ha 8 anni, ma sempre cucciola è, siamo stati tutti strafelici, compresi i nonni materni, cioè i miei. A distanza di un anno e mezzo, quando ho comunicato hai miei che aspettavo il secondo, apriti cielo, fulmini e saette e nonostante non mi reggessi in piedi (avevo nausea 24 ore su 24 con ovvie conseguenze), me ne hanno dette di tutti i colori, tanto da indurre mio marito a metterli alla porta. C’ho sofferto, io sono figlia unica, ma non mi sarei immaginata mai una tale reazione. Dopo qualche ora sono tornati con due scarpette da neonato per chiederci scusa e dirci che erano contenti anche loro. Ora, a distanza di 5 anni, i miei genitori impazziscono per il loro “fricchialino”, così lo chiamano affettuosamente e nessuno di noi potrebbe fare a meno di lui.

  7. 7.

    ale: :) ))

    supercri: Hai davvero ragione, la sopravvivenza mentale è quella più a rischio quando arrivano i piccoletti…

    Meg: E’ proprio vero. E’ una cosa stranissima, ma per ogni figlio che arriva aumenta l’amore che c’è in casa. Nonostante, nutile nasconderlo, aumentino anche le difficoltà e i nervosismi.

  8. 8.

    Da prima figlia di una bella famiglia numerosa, ho sempre saputo che l’amore che i genitori provano per i figli non è una quantità fissa che si divide tra i figli stessi (e quindi più figli ci sono, meno amore tocca in dotazione a ciascuno di loro!), ma è una quantità esagerata che cresce e si moltiplica per ogni nuovo figlio/a che arriva, e in seguito per ogni genero/nuora, per ogni nipotino/a (vedo i miei genitori che vogliono davvero un bene unico e speciale a ciascuno di noi figli, ma anche a tutti quelli che sono arrivati a casa loro portati da noi!)…purtroppo io ho un unico figlio, anche se ne avrei voluti altri, proprio per l’esempio che mi hanno sempre dato i miei genitori, ma putroppo altri non ne sono arrivati…cerco di rifarmi con i nipoti, con gli amichetti di mio figlio, perchè i bambini sono meravigliosi e l’amore e l’affetto non sono mai troppi (e loro ti ripagano sempre!)

  9. 9.

    mi è scesa una lacrimuccia :) quando è nata la Nana Bionda ho sentito che un amore immenso avvolgeva la mia nuova famiglia per farla diventare invincibile, come i super eroi, improvvisamente eravamo diventati potentissimi… una sensazione fantastica
    dopo tante notti in bianco, stanchezza, nervosismi e crisi isteriche varie da parte di entrambi la mia favola nn è + così favolosa, ho capito che nn siamo super eroi, ma semplici eroi che + che alla vittoria suprema puntiamo alla sopravvivenza (anche mentale oltre che fisica)
    ma NON POTREI STARE UN MINUTO senza la mia famiglia, senza la nanetta che mi dice che sono la migliore mamma del mondo :) e nemmeno senza l’uomo che nn dice ma fa

  10. 10.

    ma tu di più :) )))))))

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