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Calze, Calzini e calzette!

Si parla di: bio e ecologico


Se c’è una cosa che davvero mi appassiona sono calze, calzini e calzette.
Questa propensione ce l’ho per me che sono “cresciutella”…come direbbe la mia mamma… figuriamoci se parliamo di abbigliamento per bambini!
I calzini che vedete qui sopra fanno parte di una linea dell’azienda statunitense Trumpette, di proprietà di un papà single che, dopo 10 anni di esperienza nel settore moda, adotta un bambino e inizia a creare prima per lui.. e poi per molti altri (tutti noi quindi!!). La sua storia la trovate qui!
Nascono così la linea disney, golf e anche in cotone biologico per ciò che riguarda le calzettine, ma anche divertenti t-shirts, body, persino scarpine e borse.
Sul sito insomma si trova di tutto ma il pezzo forte della Trumpette a mio parere resta l’originale linea di “calze, calzine e calzette” tra cui appunto, i fantastici Mary Jane da bambina che vedete in foto e che troverete in tante varianti!
Ottima idea regalo!! Non vi sembra?

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C’è tempo fino al 10 marzo per potersi iscrivere e partecipare all’edizione 2010 del Cartier Women’s Iniziative Award, indetto da Cartier, che vuole premiare le migliori iniziative imprenditoriali femminili nel mondo.

 

Il concorso, nato nel 2006, ha infatti carattere  internazionale. Unico requisito richiesto: essere a capo di un’azienda da almeno tre anni, che risponda alla creatività e alla capacità di sostenere economicamente lo sviluppo responsabile della stessa.

I premi vengono consegnati ogni anno a cinque laureate, una per ciascun continente: Africa, Asia, Europa, America Latina e America del Nord.

Le  finaliste sono quindici e verranno selezionate da una giuria indipendente, mentre le vincitrici riceveranno svariati premi.

Oltre infatti al trofeo, potranno usufruire di un anno di coaching con professionisti Cartier, McKinsey & Co. e la business school INSEAD, un premio di 20.000 dollari, un viaggio a Parigi per le finali internazionali e  un network di conoscenze utile per lo sviluppo della propria azienda.

Per poter partecipare alla selezione occorre presentare un’idea imprenditoriale originale,  ma ovviamente non finisce qui. A “partorire” l’idea deve essere una donna che occupa la posizione di leadership.

Il concorso è aperto a tutte le donne di ogni nazionalità e settore.

L’edizione 2009 del Cartier Women’s Initiative Award ha visto la partecipazione di 820 donne di 70 nazioni differenti.

E’ un’iniziativa interessante e volevamo segnalarvela!

 

Maria Cimarelli

Working Mothers Italy

 

 

Per info: http://www.cartierwomensinitiative.com/cms/  

Foto: Cartier Womens Iniziative

 

 

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principesse dimenticate e sconosciuteQuante volte ci hanno raccontato di principesse che si addormentano per poi aspettare un bacio che le porti finalmente alla vita? Di principesse costrette a baciar rospi e a far la figura delle stolte, eternate dalle grandi favole tramandate di generazione in generazione? Siete come me madri di giovani fanciulle alle quali non volete più raccontare di donne che vivono solo del tocco atrui? Eccolo il libro delle vere principesse.

Philippe Lechermeier e Rébecca Dautremer hanno saputo scriverne un libro davvero fantastico, nel vero senso del termine. Ogni singola illustrazione racconta e le parole che vi sono apposte integrano la spinta alla fantasia… la pricipessa delle sabbie, Romina la Gitana, Confidente, Sconosciuta, Grimaldella o Vuota il Sacco. E la principessa de’ Zig Zag? Più veloce del lampo. Inafferrabile. Impossibile prenderla. Non si ferma mai. La principessa Toctoc, completamente rincitrullita, prende alla giornata la vita. Il suo regno le somiglia: ogni sera la marmaglia, nel momento in cui si psoglia, si dimentica chi è…

Questo è un libro Fabbri Editori, è del 2007 ma resterà a lungo un gioiello. Non è economico, 22 euro, ma vi assicuro che son soldi ben spesi, perché non si finisce mai, ma proprio mai, di scoprire cose nuove, in ogni angoletto, in ogni pagina, ad ogni rilettura. Si capisce che vorrei averlo pensato io?

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L’ora del bagnetto!


Dovete fare il bagnetto al vostro neonato ma nel vostro bagno non c’è una vasca? Non avete spazio per una vaschetta con i piedi di quelle tradizionali? Persino il vostro lavandino è di dimensioni un tantino ridotte?
Ecco la soluzione per voi:
si chiama PujTub.
Nuova invenzione dell’ azienda americana Puj (per l’appunto!!) viene realizzato in materiale anti-batterico, ipoallergenico e atossico e ha un design accattivante.
La sua forma e il materiale morbido avvolgono il neonato donandogli una sensazione di comfort.
La sua caratteristica migliore è però questa: finito il bagnetto il PujTub si appiattisce e si può comodamente riporre dietro alla porta del bagno o in qualsiasi parete dove ci sia spazio per un gancio cui appenderlo!

puj-tub-hanging.jpg

Inoltre: vi salverà dagli schizzi, lascerà le vostre mani libere e lo potrete portare in viaggio o in trasferta con voi!
Non male per un solo prodotto, no?

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iphone_nursingtracker.jpgC’erano una volta puerpere vaganti alla ricerca di post-it che, una volta trovati, si rivelavano incomprensibili a loro stesse. C’erano una volta neomamme che si annodavano nastrini sulle spalline del reggiseno per ricordarsi “i turni” dell’ultima poppata.

Poi, è arrivato Steve Jobs e la nostra vita è cambiata… Scherzi a parte, il Nursing tracker è solo una delle migliaia di applicazioni sviluppate per iPhone ma potrebbe essere fondamentale per voi se state allattando un neonato.

Nursing Tracker è pensato per rendere meno “confusi” i primi giorni di allattamento. Con una spilla da balia (virtuale!) è possibile appuntarsi a quale seno è stato attaccato il bebé per l’ultima poppata, quando è stato allattato e per quanto tempo.
E’ possibile salvare l’andamento delle poppate ed esportare un fantastico file di statistiche da presentare al pediatra in occasione dei controlli. Il costo è di 4.99 dollari, poco più di un blocchetto di fogli adesivi.

Seppur pensata per l’allattamento al seno, l’applicazione si presta benissimo anche per l’allattamento con il biberon, visto che permette di indicare anche la quantità di latte assunta, sebbene in once. Ma voi non state a preoccuparvi per la conversione e registrate il dato che vi serve. Beh, poi c’è da ricordare che è possibile monitorare fino a sei neonati contemporaneamente ma mi pare proprio una di quelle “finezze” che dan soddisfazione agli sviluppatori ma poi nessuno usa.

Infine, la buona notizia è che non dovete necessariamente passare ad iPhone per semplificarvi il puerperio: l’applicazione è compatibile anche con iPod Touch. Se siete in gravidanza, quindi, non perdete l’occasione e portatevi avanti. Del resto, si dice che la musica nel pancione faccia tanto bene…

www.smamma.net

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“Buongiorno dottoressa. Il direttore generale (ndr: o direttore delle risorse umane) la aspetta nel suo ufficio”.

Quando alle neomamme manager, e non, viene detta questa frase la prima reazione o pensiero non è più “vorranno farmi i complimenti per la bimba” ma “per quanto ancora avrò il mio posto di lavoro?”.

Questo è il primo pensiero dopo l’ennesimo caso di uscita concordata di una brava neomamma manager di una nota multinazionale austriaca che coordinava un team di 28 persone.Manager_mamma

 Laurea in Bocconi a pieni voti, una che i compiti a casa e sul lavoro li sapeva fare….E che li aveva anche fatti: ultima riunione fino ad una settimana prima del parto, non “sparendo” durante il congedo di maternità come spesso si “accusano” (!) le mamme soprattutto (ma non solo) a certi livelli.

 Stefania Boleso ha avuto il coraggio di raccontare la sua storia pur sapendo che il rischio che correva era di non trovare un’altra azienda che le offrisse un lavoro e rompendo il silenzio di tantissime donne e mamme come lei che hanno vissuto e stanno vivendo la sua stessa esperienza.

Riporto l’ultima frase dell’intervista:

Il rischio c’è. Ma credo vada corso. Quantomeno per aiutare mia figlia a vivere  in un mondo migliore.

Vorrei non ripetere sempre le stesse cose che vengono ricordate dopo queste notizie, però semplicemente fare poche considerazioni su cosa accadrebbe se  queste aziende fossero “segnalate”:

la prima è che la pubblicità negativa derivante forse disincentiverebbe queste pratiche, se non altro perché magari non in linea con i “Valori” pubblicizzati dal marchio (famiglia, lealtà, ecc ecc);

la seconda è che sarebbe utile per sfatare o per lo meno “sgonfiare” il mito della neomamma che sfrutta qualsiasi trucco o tipologia di astensione e malattia per rimanere a casa alle spalle di un’azienda…purtroppo sono sempre di più i casi in cui sono le aziende che non danno a priori opportunità di sviluppo; la terza è che se fossi un responsabile delle Risorse Umane di un’azienda (magari competitor della multinazionale in questione) farei a gara per accaparrarmi la mamma manager dell’articolo, se non altro cinicamente per ottenere un’immagine esattamente opposta a quella dell’azienda che l’ha licenziata…

Vi aspetto per i commenti!

Maria

WMI Team

Foto di Erik

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La spesa si fa insieme: il G.A.S.!

Si parla di: bio e ecologico

spesa-solidale.jpgQualche tempo fa fui incuriosita dalla realtà dei GAS, Gruppo d’Acquisto Solidale, un po’ perchè ero stufa di fare code e code alle casse dei super e un po’ perchè avevo voglia di conoscere ciò che mangio e do da mangiare ai miei figli; mi misi alla ricerca di qualcosa nella mia zona e con grande stupore scoprii che ne avevo uno proprio dietro casa, così mi lanciai all’avventura!

Quello che trovai però mi lasciò delusa, perchè non corrispondeva per niente all’idea che mi ero fatta, per di più avevo coinvolto diverse persone e tutte ne uscirono molto dubbiose dall’incontro.

Fu così che non mi persi d’animo e inizia a cercare in internet informazioni sulla possibilità di aprire un GAS tutto mio; conobbi retegas e lì trovai le risposte a tutti i miei dubbi: non solo era possibile aprire un GAS senza costituirsi associazione ma, anzi, molti GAS erano nati proprio così definendosi GAS spontanei; era quello che cercavo!

Assieme ad un’amica decidemmo di tracciare le linee guida del nostro GAS: cercavamo prodotti bio, ma non necessariamente certificati, il più possibile a Km0 (cioè vicino alla nostra città) e che magari avessero anche un risvolto solidale…quante pretese!

Mesi di ricerche e contatti ci permisero di trovare diversi produttori che avevano le caratteristiche richieste e il 1 dicembre aprimmo ufficialmente il nostro GAS.

Inizialmente eravamo un piccolo gruppo, con al massimo una decina di famiglie, ma ora, dopo un paio di mesi d’attività sfioriamo i 40 partecipanti e ne siamo molto contente! L’organizzazione è molto “casereccia” si fa quel che si può quando si può, in genere chi riesce s’incontra una volta al mese per un aperitivo, che puntualmente si trasforma in cena, durante il quale si ha modo di conoscersi meglio e dividere la spesa; il resto è gestito molto via internet.

Nella teoria possiamo definire il G.A.S., Gruppo di Acquisto Solidale, come un gruppo di persone che decide di incontrarsi per riflettere sui propri consumi e per acquistare prodotti di uso comune, utilizzando come criterio guida il concetto di giustizia e solidarietà. (cit. retegas )

Chi aderisce al GAS lo fa essenzialmente per sviluppare un consumo etico, bypassare la grande distribuzione e mangiare sano.

Fondamentalmente è errata la concezione di aderire ad un GAS per risparmiare, ormai al supermercato si trovano prodotti a prezzi ridicoli; facendo la spesa dal produttore è impossibile trovare prezzi competitivi ma, sicuramente si risparmia in termini di tempo e salute, e poi, non andando più al super si evita la “sindrome da carrello vuoto”e quindi il risparmio è anche in denaro :)

E voi? Fate parte di un GAS? Vi piacerebbe?

Aspetto i vostri commenti!

Immagine: altroquotidiano

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Giochi e fiabe sul web

Si parla di: giochi per bambini

Fantavolando risorse per bambini
Abbiamo parlato della sicurezza dei bambini sulla rete e quindi dei rischi che si possono correre navigando senza cautele ma non riesco proprio a demonizzare il mezzo, che trovo sempre fonte di risorse stimolanti.
Certo è importante fare una selezione dei contenuti, essere sempre vigili.
Ma di contenuti adatti ai bambini ce ne sono molti: dai siti con raccolte di disegni da stampare a colorare, blog con tutorial per giochi creativi, siti web interattivi con personaggi dei cartoni animati.

A questo proposito vi segnalo Fantavolando che ho trovato molto bello, creato da Rita, insegnante appassionata di multimedialità e letteratura per l’infanzia: ha raccolto fiabe, filastrocche, giochi multimediali, animazioni, tutto materiale dedicato ai bimbi dai 3 ai 10 anni.

animazioni per bambini

Potete trovare inoltre contenuti dedicati ai genitori e anche agli insegnanti, come suggerimenti per progetti e laboratori.

E per guidare i bambini all’uso del computer ci sono dei giochi dedicati per stimolare il coordinamento nell’uso del mouse, e delle animazioni che potrete usare per inventare storie e giocare con la fantasia

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Una tutina banana

tutina bimbo bananaNo dico avete visto questa tutina banana per i nostri piccoli?
Non è bellissima?
Ha anche il bollino blu sul cappellino con tanto di picciuolo!
Sembra la tutina che indossava pisellino di Braccio di Ferro, lo ricordate?
Esiste anche in versione baccello di fagiolo e peperoncino, ma secondo me quella banana è imbattibile.
Tra l’altro questo genere di tutine a sacco sono comodissime, niente ghettine o tute con piedini da infilare, e parlo per esperienza diretta e sofferta!
Per me sono state indispensabili nei primi mesi di vita dei miei figli, quando in piena notte dovevo cambiare almeno un paio di pannolini e rivestire di tutto punto i cuccioli!
Queste in particolare le trovate su the Spoon Sisters, un sito creato da due sorelle pieno di cose veramente carine ed originali per grandi e per piccini.
Siete andati a vedere?
Avete trovato il regalo perfetto per la festa del papà? Oppure quella forchetta areoplanino che tanto cercavate per il vostro frugoletto?
Vi è scattata la voglia di acquisto compulsivo ma sarebbe meglio risparmiare?
Per tutti voi la possibilità di usufruire di un buono sconto su qualsiasi importo d’ordine!
Per maggiori informazioni vi invitiamo a visitare la pagina Sconti e Promozioni del Mercatino dei Piccoli.
Se invece avete bisogno di aiuto con l’inglese sono certa che Letizia sarà lieta di aiutarvi, vero Letizia? :D .

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Febbraio 2010 Archivi - Mommy Pride

nidocolletta.jpg

Ebbene sì! Oggi voglio parlarvi della nostra esperienza coi pannolini lavabili all’asilo nido. È un asilo nido comunale, che ha frequentato prima Luca, per due anni, e che ora frequenta Elisa da settembre 2009.

Alla nascita di Elisa, ho iniziato a raccontare della nostra scelta “eco” all’interno dell’asilo nido, sia alle mamme sperando di contagiarne qualcuna, sia alle educatrici, perchè volevo far capire che è davvero una scelta possibile e compatibile con la vita di mamma, moglie, lavoratrice e anticasalinga perfetta come me!

Al colloquio preinserimento, le educatrici e l’educatore (ebbene sì, abbiamo la fortuna di avere un educatore uomo!) si sono rese disponibili per provare ad usare i pannolini lavabili, dicendomi che come vengono rispettate le scelte dei genitori vegetariani, così a rispettavano la nostra, accettando di usare i pannolini lavabili; che piacevole accoglienza!

Per la comodità di tutti, abbiamo scelto di portare solo pannolini pocket, e le educatrici si sono stupite di quanto siano simili ai cugini usa e getta.

L’organizzazione pratica avviene così: il lunedì mattina, assieme all’asciugamano, alla bavaglia e alla federa pulite portiamo una borsa di stoffa contenente circa 12 pannolini puliti e printi all’uso, e una wet-bag vuota, che portiamo a casa piena nel pomeriggio. I giorni seguenti, se ho dei pannolini pronti, li porto, e al venerdì riporto a casa la sacca intera.

Devo dire che le educatrici sono sempre state molto brave nel cambio e non sono mai capitati incidenti!

Purtroppo non tutti gli educatori sono così disponibili e in alcuni nidi non si è ancora giunti ad un accordo; proprio per aiutare i genitori che si trovano in difficoltà, il gruppo NonSoloCiripà ha raccolto le testimonianze di tante mamme e proposto un protocollo d’intesa con le Asl; se volete aiutarci con le vostre esperienze potrete farlo nel forum.

Sul sito pannolinilavabili.info invece, esiste una sezione dedicata al censimento degli che asili nidoaccettano i lavabili, fate la vostra segnalazione!

E se volete fare una sorpresa alle maestre dei vostri figli, stampate il CiriNido e regalateglielo!

Immagine Iperlocale

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Ciao a tutte!

Mi presento, sono Maria di Working Mothers Italy, una mamma e professionista come tante che cerca di conciliare la vita privata e la famiglia con gli impegni professionali.

Proprio per le innumerevoli gioie ma altrettante difficoltà incontrate sulla nostra strada dall’istante in cui abbiamo scoperto di aspettare le nostre piccole, io e Manuela abbiamo fondato la 1° associazione italiana per

newlogo_wmi.jpg

 

mamme lavoratrici con l’obiettivo di creare un network professionale, di sostegno reciproco e di contatto diretto con il mondo del lavoro, di scambio di informazioni e di esperienze attraverso il social network sul web dell’associazione al quale si può accedere gratuitamente.

WMI ha tra gli obiettivi anche corsi di formazione per mamme, sessioni di coaching alle mamme  (o mom coaching) e aiuto nella preparazione professionale a colloqui o stesura curriculum vitae.

I temi del mercato del lavoro in Italia, delle reali opportunità che vengono offerte alle donne e mamme sono sempre di più riportati e commentati da tutti i media ma le soluzioni…?!?

Per questi e tantissimi altri motivi interverrò nel Blog Mommy Pride di Donna Moderna ogni mercoledì e venerdì per seguire e commentare con tutte voi argomenti legati a donne/maternità e lavoro, imprenditoria femminile o semplici news sul mondo del lavoro.

Vi aspetto numerose con i vostri interventi, commenti e suggerimenti sugli argomenti che vorreste fossero approfonditi nel blog ma anche nel Forum lavoro di Donna Moderna

Cosa aggiungere?Gli inglesi direbbero…Stay tuned!

A prestissimo,

Maria

WMI Team

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  Vi ricordate le oche del Campidoglio? O ricordate meglio il mito del supplizio di Tantalo? Bene, esiste una collana speciale per bambini che si chiama Banane Oro, di Mondadori, che racchiude volumetti da 5,5 euro l’uno, fonte inesauribile di storie da raccontare ai vostri bambini. Come me e le mie figlie rimarrete incantate dai vecchi miti spiegati in modo divertente, chiaro e abbastanza fedele ai classici di questi libricini. Avete presente quando i figli vi chiedono: “mi racconti una storia?” E voi non riuscite a farvene venire in mente una? Ecco il vostro pozzo di S. Patrizio! Minimo investimento e storie a bizzeffe: farete amare i miti ai vostri bimbi e, chissà, un giorno ne capiranno meglio i significati più profondi, intanto fateli divertire e divertitevi anche voi!

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Non so a voi ma a me piace rinnovare il look della cameretta dei miei figli, poi si sa loro crescono, le famiglie si allargano, i gusti cambiano.

Come venire incontro a questi desideri senza dover ri-tinteggiare o addirittura cambiare carta da parati?
Per me la risposta è: gli adesivi da parete, o wall-stickers.
Harmonie Intérieure
Sono relativamente economici, facili e veloci da posizionare, non sporcano, e una volta che ci si è stufati basta rimuoverli e sostituirli con qualcosa di diverso!
Oramai se ne trovano di diverse formecolori e soggetti più o meno ovunque.

Nel caso cerchiate qualcosa di originale, particolare e di design allora dovete assolutamente guardare tra i meravigliosi e poetici stickKIDS del duo di designer-papà francesi che si celano dietro Harmonie-Interieure.
Le loro creazioni mi ricordano le ombre cinesi ed hanno quel gusto vintàge così romantico… Alberi, elefanti, giraffe  e bambini che giocano e sembra quasi di vederli rincorrersi sulle pareti!
Colori e dimensioni sono a scelta, quindi adattabili alle diverse esigenze.
HU2 stickers
Se invece preferite qualcosa di meno onirico, i vostri figli siano teenager o adorino i videogiochi magari anche un pò retrò, potrebbero interessarvi gli adesivi arcade di Super Mario e Donkey Kong della Nintendo, li ricordate? Io lo confesso ci ho giocato moltissimo :) .

Infine, per accontentare anche i più tradizionali, vi potrebbero interessare le pecorelle con i numeri da contare prima di fare la nanna, le farfalle per volare con la fantasia, le nuvole o il trenino di Hu2 stickers.

La verità? A me piacciono tutte e non solo per la cameretta!
E voi quali preferite?

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mercatino dei piccoli
Shhhh!!! Silenzio… si sta aprendo il Sipario!

Eccoci… ci siamo!!!

Shhhh…..

Buongiorno!
Siamo il Mercatino dei Piccoli, siamo felici di presentarci a tutti/e voi, lettori di donnamoderna.com!

Il Mercatino dei Piccoli nasce in rete come spazio privilegiato per la presentazione di idee utili e originali, nella maggior parte dei casi nate dalla genialità di neogenitori che hanno messo a frutto le loro esperienze in maniera creativa.
Da oggi saremo anche qui, su mommypride.
Con 2 articoli settimanali vi faremo un sunto di ciò che facciamo giornalmente.

Speriamo che ciò di cui parleremo possa entusiasmarvi così come succede a noi.
Vi chiediamo di partecipare attivamente inviando commenti! Saremo felicissime di raccogliere le vostre opinioni e di farne tesoro.

Benvenuti/e nel Mercatino dei Piccoli!

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Febbraio 2010 Archivi - Mommy Pride

Eccomi ancora qui, con un nuovo consiglio semplice, economico, ecologico e magari un po’ banale: la borsa di stoffa!

borsastoffa.jpgLa motivazione che mi ha spinto alla svolta è stata più che altro di carattere economico; è vero che (purtroppo) i sacchetti di plastica costano poco, ma comprandoli ogni giorno, a fine mese i soldi buttati via rappresentavano un bel gruzzoletto.

Le borse di stoffa invece, le compri una volta sola, anzi se sei fortunato te le ragalano, e al limite le lavi; non ci sarà più il pericolo di veder rotolare in giro uova e pomodori a causa di inaspettate rotture e smetteremo anche d’inquinare!

Si perchè, solo nel 2008, in Italia ne sono state prodotte 300 mila tonnellate, con l’utilizzo di 430 mila tonnellate di petrolio e 200 mila tonnellate di anidride carbonica emessa nell’atmosfera.

Nel mondo intero, si parla di cifre come 500 bilioni e un trilione di sacchetti utilizzati ogni anno, realizzati con l’8% del petrolio totale prodotto.

Anche in fase di smaltimento, i sacchetti di plastica inquinano: impiegano circa 400 anni per decomporsi e se vengono inceneriti, producono sostanza tossiche; aggiugiamo poi che molti vengono dispersi negli oceani mettendo a rischio la vita di molte specie animali e vegetali.

Fatte queste piccole considerazioni, è facile comprendere perchè in molti paesi i sacchetti di plastica siano stati messi al bando già da diversi anni; in Europa la legge prevede l’abolizione dal 1 gennaio 2010, ma l’Italia ha ottenuto la proroga di un anno. Qualcosa però sta iniziando a cambiare, visto che, in diversi supermercati, viene incentivato l’uso delle borse di stoffa o dei sacchetti in mater-bi.

Se volete cimentarvi nella realizzazione di borse di stoffa, nel sito di porta la sporta troverete diverse spiegazioni, oltre a tante informazioni utili sul loro porgetto.

Che dire? Avere sempre con noi una borsa di stoffa non ci costa molto, né i termini di tempo, né in termini di peso, ma il nostro piccolo gesto avrà grande risvolto sull’ecosistema.

Immagine jacopofo

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Giocare ai travasi

travasi montessori

Come vi ho raccontato parlando di paste e plastiline, il travaso è uno dei giochi preferiti di Gabriele, fin da quando aveva circa un anno.
Abbiamo iniziato proprio a quell’età durante l’estate a fare i primi esperimenti con l’acqua e ho notato subito quanto lo appassionasse. E quanta concentrazione ci metteva a travasare, appunto, un po’ d’acqua da un bicchierino all’altro!
In apparenza è un’attività davvero semplice, ma per i bambini così piccoli racchiude una molteplicità di sfumature che richiedono attenzione e partecipazione di tutti i sensi: pensate semplicemente allo sforzo per tenere un bicchiere in mano, l’equilibrio nel tentativo di far scendere il liquido nell’altro contenitore, la sensazione tattile nel toccare una superficie bagnata (perché non sempre il travaso va a buon fine!

Il travaso è un metodo molto caro alla pedagogista Maria Montessori che ha realizzato diverse attività didattiche specifiche per lo sviluppo motorio e sensoriale del bambino.
In questo caso il ruolo del genitore o insegnante è quello di offrire il materiale e di aiutare il bambino ad organizzare gli oggetti ma lasciando libero di agire secondo il suo istinto: lavorando da solo il bambino conquista la disciplina e l’indipendenza.

I materiali che potete usare sono ciotole, mestoli, cucchiai, vasetti, imbuti, ecc, vi consiglio di usare i più normali utensili delle vostre case anche con il rischio che si rompano: l’oggetto che cade e si rompe manda un messaggio chiaro al bambino che la volta successiva starà attento!
Potete poi scegliere se usare liquidi, magari acqua di colori di vesri o sostanze solide, come farina o fagioli, per esempio.

E’ molto importante che la concentrazione del bambino sia attirata solo sul travaso, e quindi che l’ambiente sia sgombro da altri stimoli e questa è una cosa che consiglio per qualsiasi gioco, e inoltre che gli vengano dati anche gli strumenti per organizzare il lavoro: il bambino sarà libero per esempio di travasare i bicchierini pieni di acqua in una caraffa ma bisogna suggerirgli di non fare altri tipi di travasi finchè la caraffa non sarà piena, e inoltre se bagnerà in giro potrete dargli una spugnetta per asciugare.

Crescendo potrete complicare un po’ il gioco inserendo elementi diversi, come per esempio dover riempire una figura con i chicchi di riso, o differenziare i travasi in base ai colori (acqua rossa in recipiente rosso) e questo aiuterà a stimolare l’intelligenza andando pari passo con la crescita: qualche spunto di questo tipo potete trovarlo sul sito My Montessori Journay

Foto di Avalore

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I giocattoli che parlano Inglese

Si parla di: bilinguismo

Giocattoli che parlano Inglese Se andate in un qualsiasi negozio di giocattoli troverete moltissima offerta di giocattoli che parlano Inglese. Schiacci un tasto, e dice Rosso. Sposti la leva e dice Red. Utili? No.

Non lo dico io, lo dice la Ricerca. I bambini in età prescolare, sicuramente fino ai 3 anni circa, non imparano una lingua da mezzi passivi, cioè televisione, DVD, giocattoli, etc. Insomma, sprecate soldi e tempo. Ma allora che li fanno a fare questi giocattoli? Li fanno perché così voi li comprate, ma a meno che non possano citare una ricerca scientifica specifica che attesti l’impatto sull’apprendimento del prodotto diffidate.

Attenzione però, questo non significa che dovete buttare via i giocattoli e i DVD che avete già comprato. Affatto. Vuol dire che dovete sedervi per terra e giocare con vostro figlio, o figlia. O guardare i DVD con loro. I bambini non imparano da strumenti meramente passivi, ma imparano, e molto, dall’interazione con le persone, soprattutto da persone con cui hanno una relazione affettiva solida, insomma da voi genitori.

Quindi se vi mettete a giocare con loro, ripetete le frasi dette dal giocattolo o dal DVD, fate di queste parole un gioco, allora sì che i bambini imparano!

Il vostro accento non è da madrelingua? Se è per questo scommetto che neanche il vostro accento italiano è tanto puro, il mio non lo è (purtroppo). Succede, la lingua è una cosa viva e duttile, non esiste la perfezione, e soprattutto la lingua si evolve! L’accento migliorerà sicuramente se nel tempo i bambini, e poi ragazzi, avranno modo di essere esposti alla lingua parlata anche da altre persone, scopri tutti i metodi per crescere un bambino bilingue . Quando sono piccoli però i bambini non hanno bisogno di un’insegnante madrelingua, ma di passare del tempo giocando con mamma e papà.

Infine, una provocazione, le migliori bambole bilingui sono le bambole che non parlano!

Immagine di futurestreet

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Non preoccupatevi…non ho improvvisamente deciso di raccontarvi dell’ultimo ritrovato della NASA, ma dell’alternativa agli assorbenti interni, altro argomento delicato: sto iniziando a farci l’abitudine.

L’alternativa di cui vi voglio parlare sembra essere la novità del 2000 – o forse no – visto che secondo un articolo sulla moon cup (ehm, non mastico bene l’inglese, però penso sia abbastanza intuitivo) venne inventata nel 1937 e da allora non è molto cambiata!

mooncup

Dopo aver storto il naso e pensato cose poco carine, ripensateci. Non mi aspetto che qualcuno dica: “Ecco! Ho trovato la soluzione!”, anche perché io stessa ci ho impiegato moltissimo prima di decidermi, però qualche dato può essere utile, se non altro per rifletterci e magari provarci.

Evito accuratamente di addentrarmi in particolari “particolari” riguardanti l’utilizzo pratico, ma cerco di fare due conti.

Stimando in maniera approssimativa l’età media del primo ciclo mestruale a 12 anni, e quella della menopausa a 50, otteniamo circa 38 anni di fertilità e 456 cicli mestruali; ora, se per 5 giorni di ciclo ipotizziamo l’uso di 25 assorbenti esterni, avremo un consumo di 11.400 assorbenti per una sola donna, che – finendo nella spazzatura – impiegheranno circa 500 anni per decomporsi!

Proviamo anche a pensare, in linea generale, a quanto può costarci tutto questo, facendo una media di 0,31 cent ad assorbente.e moltiplicandolo per il consumo totale, avremo una spesa che si aggira attorno ai 3500 euro!

Se poi vogliamo parlare di salute, oltre al fatto che la composizione degli assorbenti è poco chiara (si parla di materiali come il cotone, la viscosa e il rayon e di processi sbiancanti, ma nulla in merito ad altre sostanze) per i tamponi interni c’è da prendere in considerazione la TSS che, in quanto ad effetti collaterali non scherza. Insomma: ne vale davvero la pena?

La coppetta ha un costo medio di 24 euro (ce ne sono da 35, ma anche da 12) ed è garantita per 5/10 anni. Al massimo potremo spendere 100 euro e, al termine, butteremo una coppetta di silicone, al posto di montagne di assorbenti. Senza contare che non dovremo più
preoccuparci di alcuna sindrome da shock tossico!

Fermo restando che l’utilizzo e la funzione sono gli stessi, esistono moltissime marche di coppetta mestruale, alcune colorate e di taglie differenti. Anche in questo caso c’è solo l’imbarazzo della scelta.

coppetta mestruale

Io ne ho scoperto l’esistenza mentre aspettavo Elisa e non è stato amore a prima vista, anzi! Più ci pensavo e più m’incuriosiva l’idea di vedere questo strano aggeggio e di provare se era davvero così comodo, che alla fine ho ceduto e non potevo fare scelta migliore!

Ora, una delle mie missioni, è convincere le colleghe e le amiche alla conversione e qualcosa si sta smuovendo!

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Paste e plastiline

Si parla di: giochi per bambini

U&GLe giornate sono ancora molto fredde, ma ci sono delle mamme con la tempra forte che nonostante i pochi gradi riescono a portare i bambini al parco, o almeno a fare una passeggiata!
Io non sono una di queste :)

Io continuo a cercare valide alternative nelle mura di casa, e prediligo le attività da divano che sono però poco gradite da mio figlio!
Il gioco delle coccole non lo fa più molto volentieri :D
Preferisce i giochi che sporcano. Molto.
E quelli rumorosi.
E quelli che quando da un momento all’altro la sua attenzione viene catturata da un rumore inesistente dall’altra stanza e mi lascia lì da sola, io mi guardo intorno e vorrei possedere un’aspirapolvere gigante per risucchiare tutto e non pensarci più.
E approfittarne anche per cambiare anche i mobili!

Tra queste tipologie di giochi, insieme al disegnare, ci sono anche le varie plastiline fatte in casa, da modellare per creare decorazioni, piccoli personaggi e quadretti.
Fino ad ora abbiamo sperimentato queste:
la pasta di sale e il didò homemade

Le ricette sono molto semplici e Gabriele spesso mi aiuta a mescolare gli ingredienti: non vi dico quante volte ci siamo fermati a questa fase del gioco, mischiare, toccare… ma del gioco dei travasi vi parlerò un’altra volta ;)

Pasta di sale
1 tazza di farina
1 tazza di sale fino (ridotto in polvere con un macina caffè)
1 tazzina di acqua
1 cucchiaino di olio di semi
mescolare prima il sale con la farina, aggiungere piano piano l’acqua e infine l’olio. I lavoretti fatti con questo impasto vanno poi messi in forno a 50°

Didò (la ricetta l’ho presa dal sito di Claudia Lacasanellaprateria)
2 tazze di farina
1 tazza di sale fino
1/2 tazza di Maizena
2 cucchiai di olio
2 cucchiai di polvere di allume di potassio o cremor tartaro (in farmacia)
2 tazze d’acqua
coloranti alimentari
Mescolare gli ingredienti nell’ordine descritto sopra, tenendo da parte i coloranti scaldare in un pentolino a fuoco medio per 3-4 minuti.
Dividere l’impasto in parti corrispondenti al numero di colori che avete a disposizione, poi aggiungere i coloranti

Noi facciamo una gran fatica a conservare i nostri lavoretti, abbiamo molte opere incompiute: Gabriele reimpasta, colora, rimodella, e questo gli basta.
La cosa più bella è vederlo giocare con un pastrocchino senza forma e sentirgli raccontare che sta giocando con una barca!
E se alla fine di tutto non sembra ancora soddisfatto cediamo ad un cartone animato in tema, tutto fatto in pongo, come il tenerissimo Pingu!

Foto di OrangeElephant e di
CanadianLiving

4 commenti

Sapeste quanto mi è piaciuto, quanto è piaciuto alle mie figlie e quante copie ho già regalato! Manuela Salvi e Francesca Cavallari hanno saputo partorire questo divertente e illustr(at)issimo libro che, più di molti discorsi che i genitori possono fare, sa spiegare ai bambini che ognuno deve poter essere come si sentedi essere.

Non c’è un modo giusto di sentirsi e magari noi genitori questa cosa la dovremmo finalmente imparare! Se un bambino ama vestirsi da bambina, o viceversa, deve potersi sentire libero di farlo, senza discriminazioni, senza che qualcuno si permetta di ridicolizzarlo!

La casa editrice FATATRAC sposa progetti davvero interessanti che dietro a libri illustratissimi propone significati profondi, indispensabili direi, per educare divertendo bambini sempre più consapevolmente cittadini del mondo!

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