Giornata Internazionale della Lingua MadreOggi 21 Febbraio è l’International Mother Language Day, o la Giornata Internazionale della Lingua Madre. Una ricorrenza annuale istituita dalle Nazioni Unite già nel 1999, perchè non si dimentichi mai che la lingua è cultura, che tutti hanno il diritto alla propria lingua e alla propria identità, e che molte lingue stanno svanendo, fagocitate da un bisogno di globalizzazione. Eppure mantenere le lingue è una ricchezza, sia per la società che per gli individui, e ogni forma di bilinguismo è un dono enorme, per molti motivi.

Il tema di quest’anno (ogni anno c’è un tema specifico) è The information and communication technologies for the safeguarding and promotion of languages and linguistic diversity. Ossia Il ruolo della tecnologia nel preservare le lingue e la diversità linguistica.

E un tema interessante, che associa due concetti molto lontani. L’antico, perchè le lingue sono strumenti antichi, e le lingue che stanno scomparendo sono le lingue che vengono percepite (erroneamente) come meno utili nel mondo moderno. E il moderno, la tecnologia, che oltre a portarci verso il futuro può anche aiutarci a rimanere in contatto con il nostro passato.

Come? Raccontatecelo voi…

Qual è la vostra lingua madre ( o paterna)?

Come vi aiuta la tecnologia a mantenere viva questa lingua e a trasmetterla ai vostri figli?

Dite la vostra anche nel forum!

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carnevale-alfabeto-AVi propongo un Carnevale alquanto inusuale, un Carnevale di lettere! Anzi, il Carnevale dell’alfabeto Inglese.
Ferme tutte, no, non travestiamo i bambini da lettere dell’alfabeto, sai che allegria…

Il carnevale è una festa, e il carnevale delle lettere è un modo per imparare le lettere in festa, giocando, con le mani, carta colla e fantasia. Il Carnevale dell’alfabeto Inglese nasce da una mamma di un bambino bilingue, Italiano e Inglese, che sta insegnando al bambino a leggere in Inglese, quindi le sue proposte sono basate sulle parole Inglese e secondo me sono un ottimo strumento per giocare con l’ Inglese, che è il primo modo per far entrare la lingua nella propria vita. Poi ovviamente, nulla vieta di rubare l’idea e adattarla a qualsiasi lingua…

Qualche esempio? A for Apple, Ant, Alligator, e quanti modi ci sono per costruire una piccola Ant o un alligatore non poi così minaccioso…
D for Dinosaur, sì ma quanti ce ne sono di Dinosauri…

E poi E for EGG, EARTH, ELEPHANT, EMPTY, ENERGY e ENVELOPE, ma la E deve ancora uscire, il Carnevale dell’alfabeto Inglese esce una volta alla settimana, il venerdì… sul blog unelefanteapois.

Spero che vi divertirete!

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scuola bilingue, internazionale o normale E’ di nuovo il periodo dell’anno in cui bisogna scegliere il nido, la scuola materna, o addirittura, che sofferenza la scuola elementare.

Se anche già non lo sapessi come mamma, non potrei non accorgermene dalle email che ricevo. Famiglie che mi chiedono un consiglio su quale scuola scegliere… E’ meglio una scuola bilingue o una internazionale? Ha senso scegliere una scuola bilingue solo per la materna per poi rientrare nella scuola pubblica? Vale la pena di fare sacrifici, magari anche cambiare casa, per poter mandare i bambini ad una scuola bilingue/internazionale? E ancora, ma quale lingua scegliere? Perchè mica tutti scelgono l’Inglese… Ciò che accomuna tutte queste email, è la sensazione dell’urgenza. Di trovarsi di fronte ad una scelta importantissima che determinerà il futuro dei bambini, una scelta decisiva e magari irreparabile.

Ecco, io vorrei sfatare il mito che o si manda un bambino ad una costosissima scuola privata o non parlerà mai un buon Inglese e non avrà mai una vera chance. Non è così, non deve essere così.

Chiariamoci, è indubbio che quante più ore di esposizione si hanno ad una lingua tanto meglio la si impara. Non metto in discussione che a queste scuole si impari l’Inglese, o altre lingue, molto bene, ci mancherebbe! Però le scelte educative richiedono sempre un compromesso, nessuna scelta è perfetta, ideale, quindi l’importante è sapere quale tipo di compromesso si fa e quali sono le alternative, perchè ci sono sempre alternative.

Per chi volesse approfondire vi invito a dare un’occhiata a questi post sulla scuola materna e sulla scuola elementare bilingue/internazionale, o nello specifico sulle scuole di Roma e Milano.

Per chi fosse curioso di sapere invece che tipo di scelta ho fatto io, sappiate che il mio bambino, di 3 anni, è iscritto ad una scuola materna pubblica, dove non fa progetti di lingua, ed è molto improbabile che in futuro frequenti una scuola bilingue/internazionale, non se continueremo a vivere dove viviamo…

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Bilinguiamo, PistoiaSabato, 22 Gennaio, a Pistoia si tiene Bilinguiamo, Seminario di educazione al plurilinguismo.

Il seminario è l’occasione per fare il punto sul bilinguismo e plurilinguismo, nelle famiglie e nella società, con la partecipazione di vari esperti, ma soprattutto di tante famiglie. Significativo che sia stato organizzato da un’associazione di donne, Le A.P.I. Associazione per l’Intercultura.

Se siete nella zona, o vi va di esserci, credo trovereste l’evento molto interessante e mi farebbe piacere incontrarvi, io ci sarò e porterò con me non solo la mia esperienza personale, ma anche quella di tutte le famiglie che seguono Bilingue per Gioco e tramite questo canale si confrontano, superano piccole e grandi difficoltà e cercano di migliorarsi.

Il seminario inizia alle 9 (io intervengo alle 14), e la sede è presso la Biblioteca San Giorgio, Via Sandro Pertini, a Pistoia, ingresso libero e aperto a tutti. Volantino allegato, quiqui.

Ci vediamo lì!

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I compiti per casa

Si parla di: educazione

Finite le vacanze di Natale, alzi la mano chi ha passato le vacanze a fare i compiti per casa con i bambini!

Tante a quanto pare…

Posto che bisognerebbe discutere sull’opportunità che i genitori facciano i compiti con i figli, che è un tema a sè, rimane anche da capire se questi compiti servano o meno, e a cosa.

La questione è tutt’altro che chiara, se non altro perchè i compiti sono un fenomeno tipicamente italiano. Se in altri paesi si riesce ad istruire i bambini senza sovraccaricare le loro serate, fine settimana e vacanze di compiti non si spiega perchè in Italia debbano essere indispensabili. Soprattutto in considerazione del fatto che spesso il livello di istruzione raggiunto in questi altri paesi è pari o superiore a quelli degli Italiani.

Le mamme straniere che vivono in Italia sono veramente perplesse di fronte a questo fenomeno, ma anche le italiane non scherzano. Lamentarsi dei compiti non basta, bisogna capire che funzione hanno e se e come si potrebbe evitarli. Per esempio sarebbe da capire se le direttive ministeriali per gli insegnanti veramente raccomandano di dare molti compiti, o invece no, come probabilmente accade.

I compiti sono quindi un mezzo educativo o un retaggio culturale?

Un confronto spassionato sul tema tra genitori e insegnanti sarebbe molto utile, a livello locale come ad un livello più ampio. Un confronto però che non si basi su “il bambino è stanco” oppure “senza compiti non si impara” (chi l’ha detto?), ma su dati e fatti, raccolti in Italia e all’estero.

Imagine di peapodsquadmom

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Il mondo è un gioco

Ho provato diverse volta a far capire al mio bambino cos’è il mondo, dove sono alcuni paesi, almeno quelli in cui vivono amici e parenti. Gli ho mostrato mappamondi, carte e altro. Niente.
A 3 anni non sembra che sapere come’è fatto il mondo lo interessi granchè, poco male, avrà tempo per capirlo…

Però a Natale ha ricevuto davvero un bel regalo, un puzzle del mondo. Un puzzle semplice, con pezzi grandi e colorati. Poco Eurocentrico… tutta l’Europa era un pezzo unico, fortuna che l’Italia si distingue per conformazione…

Un successone, è piaciuto molto e finalmente quando gli spiegavo le storie di paesi, e continenti mi stava a sentire interessatissimo! Il mondo finalmente era davvero alla sua portata.

Purtroppo il Puzzle che abbiamo ricevuto in Italia non si trova, nemmeno su Amazon, però qualcosa di simile si trova con una certa facilità, per esempio Puzzle Animals of the World (60 Pieces). Davvero un bel modo per giocare insieme e cominciare a pensare a tutti paesi, le culture, e ovviamente le lingue del mondo.

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harry potter in inglese, libro e audiolibroCosa regalare questo Natale ad un ragazzo, o ragazza, o forse bambino o bambina (ma quand’è che diventano ragazzi?) che si è già letto tuuuuutto ma proprio tuuuutto Harry Potter, si è visto tuuuuuuutti i film e ha anche il poster in camera?

Semplice. Si regala Harry Potter.

Di nuovo?

Sì ma in versione originale.

No perchè se uno è veramente fissato con Harry Potter, o qualsiasi altro libro per inciso, non c’è niente di più bello che leggerlo nella versione in cui è stato scritto, quella vera verissima, quella di Harry (non Erri), wizards, witches and few magic stones.

Poi ovviamente se già si sa la storia diventa più facile leggere anche il libro, magari con un po’ di aiuto da parte di mamma e papà, e/o del libro magico delle parole (anche noto come vocabolario).

Poi, se uno è veramente intrippatissimo, si va di audiobook. Anzi, per dirla tutta, forse si può partire dall’audiobook, in macchina, e poi passare al libro. Gli audiobook di Harry Potter sono letti da un lettore di eccezione,  Stephen Fry, uno che apre bocca e tu rimani lì stecchita a farti trasportare da qualche parte, possibilmente in Inghilterra…

Che ne dite, vi va l’idea?

Per inciso, dove si comprano i libri di Harry Potter? I libri si comprano anche su Amazon.it, dove per esempio si trova il num 1 Harry potter and the Philosopher’s stone o anche altri libri della serie, tra l’altro a prezzi veramente scontati, i libri in lingua nelle nostre librerie costano ben di più…

Diverso il discorso degli audiobooks… su amazon.it c’è qualcosa, tipo Harry Potter & the Philosopher, letto proprio da Stephen Fry, altri titoli, tipo il famoso primo titolo Harry Potter and the philosopher’s stone si trovano su amazon.co.uk, e alla fine mi pare costino anche meno…

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canzoni di natale in ingleseLa settimana scorsa quando sono andata a prendere mio figlio all’asilo stavano ascoltando un CD di musiche (non cantate) di Natale, in quel momento stava suonando il grande classico, Jingle Bells.

Poco dopo sento un paio di bambini che cantano Jingle bells, parole un po’ buttate lì, si capiva e non si capiva, ma decisamente quei bambini stavano cantando una canzone in Inglese, e di gusto.

Perchè Jingle bells sì e tutte le altre canzoni, di Natale e non, invece no? Perchè Jingle bells ormai la cantano veramente tutti, e invece se dobbiamo far ascoltare ai bambini un CD di Nursery Rhymes, o altre canzoni Inglesi, immancabilmente ci chiediamo “ma gli farà male? gli creerò confusione?”

Cantare in Inglese, o qualsiasi altra lingua, non crea mai confusione, l’unica differenza tra Jingle bells e tutte le altre canzoni di Natale è che Jingle bells ci viene propinata a tutti i momenti da tutte le direzioni mentre le altre canzoni dobbiamo essere noi a proporle, mettendo su un CD per esempio. E mettiamolo via! Che non fa male…

Sfruttiamo quindi il Natale per far entrare le canzoni in Inglese nella nostra quotidianità. Per esempio vi consiglio davvero questo libro, che trovate su Amazon.it: canzoni di natale in inglese per bambiniChristmas Songs Book and CD. E’ un bellissimo libro, veramente ben illustrato, e contiene i testi delle più famose canzoni di Natale Inglesi, che sono poi riportate anche nel CD allegato con degli arrangiamenti davvero ben fatti.

Però mi raccomando, finito il periodo del Natale si continua a cantare in Inglese, semplicemente si cambiano canzoni…

Immagine di kelp1966

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C’era una volta un papà, che aveva due bambini, uno era piccolo, e l’altro era piccolissimo.

Questo papà era un po’ mammo, ma i due bambini avevano anche una mamma, che era molto mamma. Insomma era una famiglia piena di m.

Quando il papà/mammo doveva assentarsi per qualche giorno per lavoro il povero papà/mammo andava un po’ in crisi. Come faranno i miei bambini senza di me?

Allora il papà/mammo andava sulla spiaggia (lavorava sempre vicino ad una spiaggia, perchè faceva barche)

papà mammo sulla spiaggia

e disegnava i suoi bambini sulla sabbia, così gli sembrava di averli più vicini

i bambini sulla spiaggia

e poi si faceva una foto davanti al mare, che era uguale uguale al mare che avevano davanti alla loro casa, che era un po’ come dire guarda la luna che è la stessa luna che guardo io, chiazza di petrolio in più o in meno… (sul mare, non sulla luna)

papà mammo mare e luna kodak

e poi mandava subito subito le foto a casa, così quella povera donna della mamma che già si doveva smazzare un bimbo piccolo che mangia solo quello che vuole lui e uno piccolissimo che mangia solo quello che produce lei ora doveva anche smazzarsi un dai dai bambini andiamo a vedere il papà/mammo che ci ha mandato le foto di noi sulla spiaggia!

famiglia davanti al computer kodak

Ma la mamma, come tutte le mamme, era un po’ santa e un po’ martire, e quindi tutte le volte, con velocità commovente, inoltrava le foto anche al nonno, che non viveva vicino al mare, e che se le guardava insieme al cuginetto, anche lui abbastanza piccolo, ma meno piccolo del bambino piccolo e del bambino piccolissimo.

Il nonno e il cuginetto passavano tantissimo tempo a guardare le foto sul computer, tutti i giorni, così gli sembrava che lo zio, e la zia, e i cuginetti piccolo e piccolissimo, e il mare, e il vento e la spiaggia fossero più vicini.

Finchè un giorno la mamma del cuginetto abbastanza piccolo gli disse: nonno, da oggi cambia tutto. Lascia stare il computer, che ogni volta prima di accenderlo devi svegliare il criceto, ho una cosa bellissima per te: la cornice digitale Kodak Pulse! Ci stanno 4000 foto, e le puoi ricevere direttamente da internet, anche tramite wi-fi, non devi più metterti a scaricarle una a una sulla pennetta! E poi le hai sempre lì a portata di mano, puoi guardartele in ogni momento che ti sembra di avere il piccolo, il piccolissimo e il mare sempre davanti!

Se pensate che il nonno abbia detto, lascia stare che non la so usare vi sbagliate. Il nonno ha fatto un sorriso grande come una casa, ha detto era ora!, ha chiesto me la colleghi? e ci si è tuffato. Nonno e nipote sono ancora lì che parlano ai cuginetti, al cane Ciccio (che meriterebbe una storia a sè) e al mare.

La mamma di piccolo e piccolissimo appena l’ha saputo ha detto, eh, farebbe comodo anche a me… è tanto bello avere un papà/mammo un po’ poeta e un po’ artista, ma un po’ di tecnologia aiuterebbe dal punto di vista pratico… Come darle torto…

Questa storia vi è stata offerta da Kodak, che ci ha messo la Cornice digitale, che davvero in una famiglia sparpagliata come la nostra ci serviva, da mio fratello, Antonio Aldo Quaranta anche noto come papà/mammo, che ci ha messo la poesia e le immagini, e da me, mamma del cuginetto abbastanza piccolo, che ci ho messo i testi e il cinismo.

E per non chiudere con la parola cinismo, chiudiamo con un’immagine poetica, che riassume il nostro amore per il mare, un amore che accomuna tutta la famiglia…

tersicore antonio ardo quaranta

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L’inglese sulla spiaggia

Si parla di: bilinguismo

Inglese per bambiniE se in spiaggia ci mettessimo a canticchiare qualche canzoncina con i bambini? Magari in Inglese? E’ un’idea. Sì le vacanze sono per riposarsi. Però le vacanze sono anche per stare insieme. Per giocare insieme.

Ok, non sempre è una scelta, a volta tocca stare insieme, magari una vorrebbe essere in un villaggio dove c’è qualcuno che si cucca i bambini da mattina a sera e invece tocca sorbirseli che era quasi meglio andare a lavorare.

Però ecco se vogliamo (o dobbiamo) stare insieme, proviamo anche a divertirci.

A questo punto magari cantare una canzoncina tutti insieme è una bella alternativa all’urlare dietro a tuo figlio perchè ruba paletta e secchiello degli altri bambini.

Allora provate una canzoncina in Inglese. Solo per provare. Vedete un po’ come va.

Però non una canzoncina qualsiasi, una da mimare con le dita. Sono più divertenti. Sono irresistibili. Ai bambini piacciono un sacco. E vanno bene per tutte le età. I piccoli muovono le ditina, i grandi cantano.

Allora volete provare? Eccone una, che non sbaglia mai, piace sempre! Tommy Thumb, Tommy ThumbWhere are you? Here I am, here I am How do you do? Per la cronaca, Tommy thumb è il pollice. Il resto del testo e il video per vedere come si canta (con la voce e con le mani) lo trovate qui. Ah, le canzoni vanno bene anche in montagna, e sono una necessità in macchina!L. di bilinguepergioco.comImmagine di jaewalk 

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487166408_605c2f959d1.jpg Quale bambino resisterebbe di fronte alla scena di una balena che cerca di mangiarsi un calamaro gigante da 12m. 12 metri, proprio così…. sai che frittura?Ecco i bambini magari non pensano alla frittura ma alle meraviglie del mare sì, e si emozionano e sono curiosi. Anche io, che bambino non sono, mi sono letta tutto d’un fiato quest’articolo su calamari giganti, balene con e senza denti, e… dulcis in fundo… la cacca di balena. Decisamente un articolo intrigante… Lo trovate qui: The biggest living thing with teeth, parte di una rubrica settimanale sulle meraviglie del mondo animale.Per l’appunto è in Inglese, questo è il trucco! Se mostriamo ai bambini, e ragazzi, articoli interessantissimi in Inglese avranno il desiderio spontaneo di leggerli, e quindi di imparare la lingua.Come fare? Per esempio mostrando quest’articolo su calamari e balene al nostro bambino, glielo leggiamo noi, a voce alta, e gli spieghiamo cosa dice. La settimana prossima lo stesso, gli leggiamo il nuovo articolo e glielo spieghiamo, magari poi facciamo una ricerca in internet per trovare foto e video di questi animali.  E via così…L’interesse per la lingua Inglese deve passare attraverso l’interesse per temi che il bambino sente vicini e interessanti, non è mai fine a sè stesso.  Immagine di Jon hansonhttp://www.bilinguepergioco.com

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Scuola MontessoriL’Italia è patria della Montessori ma i suoi metodi, purtroppo, sono molto più adottati all’estero che sul patrio suolo. Se ne parla talmente poco che è difficile avere delle idee chiare in merito. Se poi vogliamo confrontare il metodo Montessori con quello Steineriano, delle scuole Waldorf, o quello delle scuole di Reggio Emilia caschiamo un po’ tutti dalle nuvole.Per chi ci tenesse a chiarirsi le idee senza doversi leggere tutti i testi originali di questi fenomenali pedagoghi suggerisco un post veramente chiaro e conciso che mette a confronto gli indirizzi Montessoriano e Steineriano. Comunque la conclusione più importante a mio parere è che la scuola, ogni scuola, dipende strettamente dalle persone che ci lavorano, che contano spesso più degli indirizzi teorici. Per questo per scegliere di mandare i bambini ad una scuola alternativa bisogna informarsi molto, capire bene che tipo di metodologia viene impiegata e chi sono le persone che accompagneranno i bambini nella crescita. Non sono scelte da farsi sommariamente e a cuor leggero, l’impatto può essere veramente importante, sia in positivo che in negativo. Tanto per fare un esempio i fondatori di Google attribuiscono il proprio successo proprio al fatto di aver frequentato un asilo Montessoriano, vedete qui. Immagine di normanack 

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canzone per la mamma in ingleseNiente è efficace come le canzoni mimate per far imparare le lingue ai bambini. Mentre le dita e le manine si muovono su e giù loro ridono contenti, e senza saperlo imparano, i versi si ripetono cadenzati e ripetuti, e loro senza saperlo imparano…Eccovi allora una bella canzone, facile facile da mimare. Questa canzone è molto amata dalle mamme Inglesi ma va a pennello alle mamme chiocce Italiane. Adattissima ai piccoli, che rimarranno stregati dal movimento delle mani e verranno introdotti ai numeri da 1 a 5.Five little ducks (la mano indica il numero 5)Went out one dayOver the hill and far away (la mano fa su e giù sulle colline e si allontana)Mother duck said (la mano a papera che fa qua qua)“Quack, quack, quack, quack.”But only four little ducks came back. (la mano indica il numero 4)Four little ducks Went out one dayOver the hill and far awayMother duck said”Quack, quack, quack, quack.”But only three little ducks came back.Three little ducks Went out one dayOver the hill and far awayMother duck said”Quack, quack, quack, quack.”But only two little ducks came back.Two little ducks Went out one dayOver the hill and far awayMother duck said”Quack, quack, quack, quack.”But only one little duck came back.One little duck Went out one dayOver the hill and far awayMother duck said”Quack, quack, quack, quack.”But none of the five little ducks came back.Sad mother duckWent out one dayOver the hill and far awayThe sad mother duck said”Quack, quack, quack.”And all of the five little ducks came back.Si canta così.Qui trovate altre canzoni in Inglese, come mimarle e come cantarle.Immagine di dcysurfer

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bambini e futuroSecondo le istruzioni del ministro Gelmini in ogni classe non dovrebbero mai esserci più del 30% di bambini stranieri, cosa succede se però i bambini iscritti superano questa quota?Semplice, si chiede di fare eccezione alla regola, la deroga viene autonomamente concessa e tutto va avanti come prima.
In Lombardia 129 scuole, circa il 16% del totale, hanno fatto richiesta di deroga e tutte l’hanno ottenuta.Quindi?
Potrebbe essere il momento di dare attenzione a questo fenomeno ma in positivo, magari, non sia mai detto, per imparare da esperienza simili. Per esempio la scuola Di Donato a Roma. In questa scuola, situata nell’Esquilino, un quartiere difficile, ad alto rischio, con tassi molto alti di immigrazione, i genitori si sono rimboccati le maniche, hanno creato l’Associazione genitori di Donato, hanno riutilizzato tutte le strutture della scuola e l’hanno fatta diventare un centro della vita culturale di tutto il quartiere. Hanno dato il buon (ottimo) esempio ai propri figli, hanno creato vera integrazione, hanno fatto nascere mille attività e progetti che arricchiscono i bambini e chiunque vive nella zona, hanno dato nuova vita all’intero quartiere.

Ma queste informazioni si sa fanno poca notizia, l’allarmismo invece vende benissimo. Speriamo che i genitori delle scuole Lombarde che hanno avuto la deroga invece di organizzare dimostrazioni sdegnate prendano esempio dai Genitori di Donato. Immagine di  woodleywonderworks

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I bambini imparano l’Inglese riciclando.jpg

Oggi è il giorno mondiale della terra. Si faranno conferenze, eventi, programmi. Poi domani si ritorna a far scorrere l’acqua mentre si lavano i denti, mescolare vetro e umido nei rifiuti, lasciare la luce accesa. Perchè? Perchè ci scocciamo a pensare sempre all’ambiente, a essere responsabili, a pensare al futuro anche nell’attimo di un gesto quotidiano.Diverso sarebbe se il gesto ecologico fosse divertente, qualcosa che si fa non per responsabilità (o non solo) ma perchè è un gioco. Già… un gioco… E se poi questo gioco fosse in Inglese, in modo da offrire il pretesto per parlare la lingua? Interessante, vero?I giochi di società possono essere estremamente utili nel proporre una lingua a bambini e ragazzi senza che nemmeno se ne accorgano, in modo assolutamente divertente. E sono anche un’ottima occasione per passare del tempo insieme.Eccolo qui il gioco: What’s Rubbish?, lo si trova su Amazon. Oppure si trovano anche dei giochi online, anche se dal punto di vista linguistico, e comunicativo, sedersi intorno ad un tavolo è molto meglio che sedersi davanti ad un computer, comunque qui trovate diverse risorse. Consiglio: qualsiasi gioco scegliate giocatelo solo in Inglese, dal primo momento. Associate il gioco alla lingua, come se fosse impossibile giocarlo in Italiano.Immagine di Urbanwoodswalker

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Imparare l’Inglese precocemente e la televisioneLa televisione e i DVD possono effettivamente aiutare l’apprendimento di una lingua, tipo l’Inglese, ma solo in determinate situazioni. Innanzitutto dalla televisione non si impara prima dei 3 anni, alcuni dicono dei 6 anni, quindi se proprio volete mettere il bambino davanti allo schermo per preparare la cena ci può stare, ma non raccontatevi che almeno così impara l’Inglese.Poi bisogna scegliere programmi adatti ed educativi. Questo significa per prima cosa no alla televisione,  visto che la pubblicità è quanto di meno educativo ci sia in giro, meglio invece scegliere dei DVD di qualità. Qualità vuole dire contenuti adatti ai bambini, lenti (le immagini in velocità bombardano i bambini di informazioni che non possono assorbire) e con messaggi positivi. Un esempio per tutti è Sesame Street, un programma unico nella storia, ogni puntata è stata disegnata, testata e finalizzata per ottimizzare l’apprendimento, e la ricerca mostra che in effetti funziona.Poi l’ideale sarebbe che mamma e/o papà  guardassero i programmi con i bambini. E la cena? Eh lo so, non sempre si può, però a volte sì, cerchiamo almeno di non farci sfuggire quelle volte. Quindi guardare la televisione insieme, ripetere le frasi dette dai personaggi, commentare quanto avviene (in lingua), ri-descrivere le immagini. Insomma parlare. Usare la televisione come un pretesto per parlare. Un’idea rivoluzionaria, eh?

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scuola esclusiva per bambiniNormalmente si pensa di dover offrire ai propri figli la migliore istruzione possibile, quindi la migliore scuola. Chi può non di rado spende molti soldi per mandare bambini e ragazze a scuole private o comunque esclusive.Non sempre è una buona idea, ed ecco almeno un motivo.Le scuole migliori, sono anche le più competitive, spesso i genitori di molti bambini iscritti a quelle scuole si aspettano che i propri figli siano i migliori, e glielo dicono molto chiaramente. Ma non si può essere tutti i migliori, inevitabilmente qualcuno sarà migliore degli altri. Tutto normale, se non fosse per l’enorme pressione esercitata dai genitori, pressione che a volte può diventare veramente distruttiva. Al punto che anche chi ha veramente del talento può uscirne con l’autostima a pezzi, e l‘autostima nella vita conta, e serve, molto più dei voti…L’alternativa può essere una scuola normale, con livelli di competizione più sostenibili, in cui poter sviluppare un senso più giusto delle proprie capacità, oltre ad aver modo di convivere e confrontarsi con spaccati di società più rappresentativi del mondo reale.Personalmente ho avuto modo, in età adulta, di frequentare una scuola veramente selettiva. Il primo giorno ci è stato detto questo, e lo ricordo come se fosse oggi: “Ognuno di voi è abituato a essere tra i primi, qui non potrete essere tutti tra i primi.” Questa cosa ha mandato in crisi persone  adulte e navigate, figuriamoci cosa può fare ad un ragazzino… Immagine di nigel@hornchurch

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Dove si comprano i libri per bambini in Inglese (o qualsiasi altra lingua)?

In molti si aspettano che io abbia qualche trucchetto per avere accesso ai libri in lingua. Purtroppo no. Modi facili per procurarsi libri in Inglese non ce ne sono. Nelle grandi città ci sono le librerie interazionali, purtroppo però la sezione bambini è spesso deludente, a volte molto deludente.Non rimangono che tre opzioni.

1) Accontentarsi. Fino ad un certo punto però… Se si trovano dei libri carini ma non entusiasmanti, può andare, se si trovano solo dei libri creati apposta per insegnare le lingue ai bambini, scappate, l’abbiamo già detto qui

2) Comprare in Internet. Personalmente uso Amazon, che in Europa ha un sito UK (in sterline), uno FR e uno DE, ma ci sono sicuramente anche altre librerie online.
E’ sicuro? Beh diciamo che su un sito fidato come Amazon io compro senza nemmeno pensarci, l’importante è che il sito sia sicuro, se usate una prepagata poi limitate al massimo i rischi.
Si trova buona scelta? Fantastica! Addirittura migliore di quella che si trova nelle librerie Inglesi, perchè la libreria ha problemi di stoccaggio, Amazon no, quindi hanno veramente una scelta vastissima da offrire.
Come si fa a scegliere i libri se non li si vede? Io leggo le recensioni che i vari lettori lasciano su Amazon, finora mi sono trovata molto bene, anche se devo confessare ho perso non poco tempo a spulciarle… Qui trovate libri, CD, ecc. che mi sento di suggerire, nelle varie lingue.
Tempi di consegna? In genere vengono indicati prima di completare il pagamento, comunque spesso sono rapidissimi, qualche giornata.
La spedizione si paga?
Sì, ma spesso il libro costa meno di quanto costa in libreria nel paese d’origine, certo meno del sovrapprezzo applicato nelle librerie Italiane, alla fine direi che si va in pari.

3) Andare in biblioteca.
Spesso hanno sezioni con libri in diverse lingue, accessibili gratuitamente.

Immagine da “A Journey Round My Skull”

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libri in Inglese che piacciono ai bambini.jpgLa settimana scorsa Bologna si è vestita di colori per la Fiera Internazionale del Libro per Ragazzi. La Fiera in sè era per gli operatori, uomini e donne piuttosto seri. Non c’era alcuno spazio per i bambini ma poco male, perchè la città tutta si era attrezzata per offrire attività ai bambini in un evento parallelo, Bolibrì. Letture, laboratori, presentazioni, giochi e creazioni, una vera meravigliosa festa. Perchè il libro è la porta verso mondi meravigliosi, è lo strumento attraverso il quale grandi e bambini scappano dalla propria quotidianità e coltivano sogni e magia. I libri stimolano la creatività e la fantasia, doti che non solo ci rendono la vita più piacevole, ma sono anche indispensabili per il progresso e lo sviluppo.

Mi sono aggirata tra gli stand della fiera cercando libri così, magici e speciali, e ne ho trovati tanti, tantissimi, la fantasia umana non finisce mai di stupirmi. Solo in un caso ho trovato libri veramente brutti, e cioè quando ho dato un’occhiata (fuggevole e orripilata) ai libri creati per insegnare le lingue, e in genere anche i libri per la didattica in generale. Mamma mia!

Conclusione, non comprate i libri che promettono di insegnare i colori, i numeri e gli animali in Inglese ai vostri figli . Non fatelo per il loro bene! Comprategli invece un paio di libri seri, di quelli che le mamme Inglesi ( o Americane, o Indiane o che so io), usano per i propri figli. Scegliete libri da amare, non da usare. Vi garantisco che saranno più efficaci anche per l’apprendimento, perchè se gli togli alla magia, del libro non rimane molto…

Immagine di Tiffanywashko

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mamme e immigrazione.jpgChi sono le donne immigrate che sempre più spesso condividono la nostra vita e la nostra intimità, prendendosi cura di persone anziani e bambini o amministrando la nostra casa? Sono badanti, donne delle pulizie, baby sitter, e mamme.

Sì mamme. Mamme globali di famiglie globali, come le definisce Paola Bonizzoni nel suo libro “Famiglie globali. Le frontiere della maternità”, che verrà presentato domani alle 21 a Milano presso La Scighera, quartiere Bovisa, indicazioni qui.

Mamme che spesso hanno dovuto lasciare a casa i proprio figli affidandoli alle cure di nonne e parenti, che sono partite per offrire loro un futuro migliore, ma pagano un prezzo altissimo per questo futuro. Come vi sentireste voi se per nutrire e educare i vostri figli doveste trasferirvi all’estero? Vederli solo su uno schermo? Sentire la loro voce che si fa di volta in volta più distante, mentre poco alla volta diventate sempre meno parte della loro quotidianità? Non è un bel pensiero vero?

Ma soprattutto, quanto hanno da offrire queste donne, e mamme, a noi, alla nostra famiglia, alla nostra società? Ci portano il mondo in casa, ci insegnano le lingue, se ne diamo loro una possibilità (come effettivamente fanno alcune famiglie), spesso hanno un’enorme ricchezza interiore da condividere. I loro figli possono essere ricongiunti alle madri, i modi esistono, e un aiuto sincero e affettuoso da parte di un cittadino Italiano può fare la differenza. Questi bambini e ragazzi sono una risorsa preziosa, soprattutto se inseriti precocemente nella società italiana. Sono i bambini che possono aprire le porte del mondo ai nostri figli (e insegnare loro la propria lingua) e che un domani potranno fare da ponte tra l’Italia e mercati economici che sono ancora in via di sviluppo e quindi ricchi di potenzialità.

Perchè andare alla presentazione di domani in del libro “Famiglie globali. Le frontiere della maternità” di Paola Bonizzoni?

- Perchè è un’opportunità unica per riflettere si questi temi con un panel di esperti
- Perchè queste mamme fanno parte della nostra società e della nostra famiglia, capendole e aiutandole aiuteremo noi stessi
- Perchè il mondo si sta rimpicciolendo e non possiamo evitarlo, impariamo invece a gestirlo, insieme ai nostri compagni di viaggio

Se riuscite a portare con voi la vostra badante, baby sitter, donna delle pulizie fatelo. Si parla di loro, parliamone con loro.

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