Fare le valigie per un mese al mare è molto più semplice che preparare quelle per un week end sulla neve. è una questione pratica. D’estate le giornate si vivono al mare, al sole e non c’è bisogno di grandi numeri di indumenti. Ma cosa portarsi dietro per le nottate estive?

Per la carrozzina o il lettino.
Niente copertine.
Un lenzuolino di cotone andrà benissimo. Meglio se cotone biologico.

Il cuscino
Molti sono i medici che sconsigliano l’uso del cuscino. Il bambino potrebbe involontariamente portarselo al volto e avere difficoltà a respirare.
Tuttavia ne esistono alcuni forati che possono agevolare il sonno in alcune posizioni, ad esempio quella sul fianco. Se il vostro bambino è ormai abituato al cuscino, portatevi dietro il suo che è qualcosa di familiare in un ambiente nuovo.

Il pigiama
La regola che vale sempre e comunque è quella del buon senso: non è il caso di coprire troppo un bambino soprattutto durante il sonno. In linea di massima una canotta potrebbe andare benissimo sia per i neonati che per i bambini più grandi.

La zanzariera
Se sapete che l’addormentamento del bambino avviene in orari non compatibili con i vostri, e immaginate che si addormenterà qualche sera nel passeggino/carrozzina perché siete fuori, una zanzariera potrebbe evitare fastidiose punture e garantirgli un sonno tranquillo.

Voi, invece, cosa mettete in valigia per le notti estive?

Serena Sabella – Bismama .com

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Siamo agli sgoccioli, le scuola stanno per chiudere e sta per iniziare il periodo tanto bello quanto stressante delle vacanze.Si perchè, diciamocelo, per i genitori che hanno dei bambini piccoli, la vacanza non è poi questo grande momento di relax :-/Fai i bagagli, organizza, parti, vesti, spoglia, metti la crema, fai la doccia, cucina, apparecchia, sparecchia, lava, pulisci…e in spiaggia mille occhi!Insomma di cose da fare ce ne sono tante, in particolare volevo evidenziare due “problemi”, con relativa soluzione per alleviarli.

1- L’ansia di perdere i bambini nelle spiagge affollate, negli aeroporti, alla stazione, durante una fiera, un festa di paese, in un supermercato o in un grande centro commerciale. Ricordo in alcune occasioni di vare messo nelle tasche dei miei figli, quando erano molto piccoli, dei biglietti sui quali avevo scritto i miei dati anagrafici e i mie recapiti. Lo stesso tipo di ansia devono averla avuta anche altri due genitori che però si sono adoperati per trovare una soluzione. E cosi hanno creato un braccialetto antismarrimento, colorato, impermeabile e sicuro (perchè solo un adulto può agganciarlo e sganciarlo) dove inserire il numero di telefono di mamma o papà! In questo periodo, ma solo per pochi giorni, lo trovate in offerta qui!

2- La pipì a letto. Si perchè l’estate è sempre il momento ideale per provare a togliere il pannolino ai bambini di due o tre anni. Periodo in cui, ovviamente, non sempre il bambino si ricorda di avvertire o di andare sul vasino…e la mamma si ritrova a lavare mille vestiti al giorno. La notte poi non ne parliamo, quando si macchiano lenzuola e materassi, sono dolori. Anche per questo “problema”, o quantomeno per salvare almeno il materasso, ci sono dei prodotti che ho provato personalmente, utili, di ottima qualità e realizzati con materiali impermeabili ma anche traspiranti e con una particolare attenzione alla pelle del bambino e alle allergie. Si tratta di traverse e coprimaterassi per culle e lettini che potete trovare in offerta solo per pochi giorni, qui

3- E vi segnalo anche un simpatico zainetto, Zoopack, disponibile in 10 diversi animali, comodissimo per quando si passa fuori la giornata, che sia al mare, in città o in montagna grazie alla sua capienza che permette di portare giochi, o cambi, alla sua tasca isotermica per portare la merenda e alla sua retina esterna per le bibite. Anche gli zainetti Zoopack, sono acquistabili in offerta qui

Pronti a mettere tutto in valigia? :D

www.mercatinodeipiccoli.com

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Quando a svegliarti è la terra.

Si parla di: sonno

La terra trema.
E lo fa senza preavviso, senza dare il tempo di raccogliere il necessario prima di uscire di casa, senza dare il tempo di pensare, capire o piangere, senza neanche, a volte, dare il tempo di attivare l’istinto di sopravvivenza.
E lo fa anche di notte. Svegliando ancora quei genitori che da giorni dormono come sentinelle, svegliando i nostri bambini che hanno imparato che, da un po’, andare a dormire con la tuta da ginnastica è meglio.
Quel risveglio per loro è così veloce, ovattato, impastato e strano da non accorgersi che chi li tiene in braccio corre più veloce della paura. E il buio condiviso, lì fuori in strada, rotto dal rumore delle vibrazioni, terrorizza più di ogni altra cosa. Perché l’angoscia è contagiosa, ormai la strada è il teatro di un’epidemia, e non c’è nessuno che sappia consolare perché non c’è nessuna consolazione.
Ci sono solo i sogni di quei bambini che sono alla terza o quarta notte passata in macchina e che sperano.
“Mamma, ma quando torniamo a casa?”
Sognano la routine, quella rassicurante, quella fatta anche dal litigio tra fratelli, quella in cui le lacrime si versano su un giocattolo e non sull’asfalto. Quella in cui gli occhi della mamma sorridono e non sono incastrati in un presente dove non c’è prospettiva per il futuro.
E magari pregano anche, chiedendo solo l’opportunità di una nuova vita normale nella quale la terra rimane ferma sotto i piedi e non ti crolla sulla testa.

Ho sentito da poco dei cari amici che sono in Emilia e ho sentito la loro paura che tutto, da un momento all’altro, possa crollarti sotto i piedi. E mi hanno raccontato quello che ho scritto su con le parole imbevute di panico. E il mio pensiero, oggi, è con loro e con i loro bambini che questa notte avrebbero voluto passarla nel loro lettino. E invece.

Bismama

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Addormentare il neonato, e garantire serenità e riposo ai genitori, diventa una priorità nei primi mesi di vita di un bambino, e uno degli standard della qualità della vita per tutta la famiglia. In tema di ninna nanne, i neo genitori si trovano però di fronte ad un’offerta assai limitata, per lo più fatta di monotoni carillon.

Nella loro esperienza di padri, e partendo da una preferenza per la musica leggera italiana di ieri e di oggi, i creativi di T-Rex&Bros hanno dato vita a DJ Nanna®, un vero e proprio bebè, in una allegra tutina rosa fucsia completata da cuffie da ascolto verdi, che fa il disc jockey e propone ai suoi coetanei le melodie più belle del pop italiano, in versione ninna nanna.
Pausini, Nannini, Ramazzotti, De Andrè: i grandi successi della musica italiana sono in versione ninna nanna, arrangiati e suonati dal vivo per accompagnare il bambino verso il relax e l’addormentamento.
Su iTunes
e altre piattaforme online sono disponibili i primi quattro CD di DJ Nanna®, ispirati ai classici della musica leggera italiana, e su www.djnanna.com si ascoltano le preview dei brani. Da maggio i CD si acquistano in tutti i negozi Io Bimbo.
DJ Nanna® suona “Strani Amori”, “Meravigliosa creatura”, “Una storia importante” e “La canzone di Marinella”.
10 tracce per ogni CD, che include anche un brano originale inedito, scritto dagli esecutori delle musiche ispirandosi all’artista di riferimento. E in cantiere già ci sono i grandi successi internazionali, che andranno presto ad arricchire la discoteca di DJ Nanna®. Gli utenti internazionali troveranno invece tutte le musiche distribuite da DJ Beddybye® .


Niente più monotoni carillon, ma la migliore musica d’autore, di ieri e di oggi, in una versione musicale adeguata al benessere del bambino, e allo stesso tempo gradevole per gli adulti.
Il momento della ninna-nanna diventa così un chill out per tutta la famiglia, e in casa si crea l’ambiente sereno, ideale per addormentare il piccolo ma anche per rilassare i grandi.
Le canzoni più amate dagli appassionati di musica italiana sono le melodie di base, materia prima nelle mani di Jean Charles Carbone e Marco Fasolo, musicisti della Abnegat Records Studio che le hanno arrangiate e suonate dal vivo, quasi “in punta di piedi”, facendo piano, come per non svegliare chi riposa. Ritmi dilatati e rallentati, strumenti addolciti, suoni soffici e riverberati, i rumori della natura (come il calmo scorrere dell’acqua del ruscello, il gracchiare lontano dei ranocchi, gli uccellini, il vento tra le canne, il dolce sciabordio delle onde del mare), e un insieme di strumenti acustici, sono gli ingredienti di un’esecuzione che mantiene tutta l’emozione del suonare insieme, diffondendo un’atmosfera di calma e relax.
DJ Nanna® è su Facebook e online, con www.djnanna.com, il sito di e-commerce per i prodotti a marchio Dj Nanna®, e www.yobaby.it, il blog dedicato al mondo dei bambini.

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App per far addormentare i bambini

Si parla di: sonno

Se un genitore è esaurito si vede dai mezzi che usa – e cerca – per risolvere il problema “sonno”.
Il suo grado di esaurimento, invece, si misura in base a quante App che dovrebbero conciliare il sonno ha installato sul proprio smartphone.

In realtà, giorni fa me ne ha parlato un’amica. Evidentemente abbastanza vicina al dessert. Io, però, come si fa quando ti giurano – sui parenti antipatici – che la soluzione che tu non avresti mai pensato essere quella giusta, quella più banale, funziona, allora cominci ad auto convincerti che si, la tua amica avrà i suoi buoni motivi per affermare che l’inventore delle app che favoriscono il sonno del bambino, andrebbe santificato per direttissima.

E così me ne ha consigliata qualcuna.
Io le sto testando ma non ho ancora dati statistici che possano farmi dire con certezza se funzionano. Tradotto: sono la solita sfigata alla quale va sempre male. Con me non funzionano. Sob!

In ogni caso, ve le elenco. Così, giusto per capire se la mia amica è stata improvvisamente graziata oppure se sono io quella che deve espiare le proprie colpe (poche!) tramite il sonno somministrato con il contagocce.

Le app sono per sistema operativo Android. Ma non escludo che ce ne siano di simili anche per iPhone.

Eccole:
Lullaby:Ninne nanna cantate dalle mamme di tutto il mondo per i loro bambini. Alcune canzoncine sono carine, altre, anziché farti venire sonno, ti fan venire voglia di lanciare il telefono dal balcone.

Sleepy: Avviando l’app il telefono si trasforma in un riproduttore di suoni rilassanti. Ammetto che è carina. I suoni fanno l’effetto scacciapensieri e rilassano davvero. Forse potrei addormentarmi io.

Carillon: Se i vostri bambini sono abituati ad addormentarsi al suono del carillon, questa app può essere utile perché non occorre portarsi dietro il pupazzo/carillon ma basta un clic sul cellulare.

Andate. Provate. Riferite.

Buona fortuna.

Bismama

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Sonnellino pomeridiano – winter edition.

Si parla di: sonno

Sono stata coraggiosa e mi merito un po’ di pacche sulla spalla. Non quelle da premio di consolazione ma quelle del tipo “Vai! Sei tutti noi!”.
Il fatto è che quando riesci a recuperare ore di sonno, per qualche giorno, sei pervasa da una sensazione di onnipotenza. And all is possible.

Ma dicevo, sono stata coraggiosa. Ormai in preda al sonno e all’isterismo souvenir di notti movimentate, ho pensato di bandire ogni tipo di riposo diurno per i bambini. Ci avevo già pensato visto che la piccola si avvicina ai tre anni, ma credevo di farlo dopo l’estate. Stremata, ho giocato d’anticipo.

Niente sonnellini e niente giochi sedentari. Let’s dance.

La prima notte ho avuto paura. Pensavo l’avrei passata con una piccola contorsionista da gestire. E invece. “Questione di fattore C” ho pensato.

La seconda notte, le ambizioni crescono. Azzardo un parcheggio della nana nella culla. Niente cosleeping. Lei dorme quasi per tutta la notte nel suo lettino.

Ora, il fattore C è troppo anche per questo. Evidentemente il nodo è venuto al pettine.

Certi bambini, anche secondo alcuni pediatra (tipo la mia), hanno bisogno di poche ore di sonno e, se ne concedete alcune durante il giorno la notte è andata.

Voi che esperienze avete con il sonnellino pomeridiano? Lo concedete anche in inverno quando le giornate sono veramente corte?

Aiuta o decima le ore di sonno notturno?

Bismama

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Io no, non le avevo mai viste ma appena mi sono capitate sott’occhio girando in rete, non ho potuto evitare di guardarle tutte. Sono una più carina dell’altra.
Sono lenzuola di cotone, prodotte dalla Bed Toppings, un’azienda australiana. La fondatrice dell’azienda, nonchè designer, è Sophie Farquhar che nel 2011 decide di dare vita al suo sogno: quello di dormire su una grande fetta di pane tostato imburrato :D
E’ così che crea queste lenzuola, disegnate a mano e 100% cotone sbizzarrendosi con tutta la sua fantasia e creando, tra coprimateraaso e copripiumino, oggetti incredibili, spesso orientati al cibo.
Ci sono le lenzuola che ricordano una tavoletta di cioccolata, o una scatola di sardine…ma anche scatole di matite e prati fioriti.
vi invito a vederle tutte direttamente sul sito di Bed Toppings, costano circa 85,00 $ e comprendono ovviamente il coprimaterasso, il copripiumino e la federa del cuscino. Mi sembra di vedere solo lenzuola per letti singoli. Si, lo so che dovrebbe essere un prodotto per bambini…ma io un letto matrimoniale “al cioccolato” me lo sarei fatto mooolto volentieri :D

Mercatino dei Piccoli

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Succede che il tempo passa ma, in rete, fra le mamme, l’argomento più gettonato rimane il sonno dei bambini. Anzi, il sonno che vorrebbero far fare ai bambini ma che, evidentemente, non riescono a gestire.

Più vado avanti e più aumentano le mamme che arrivano al mio blog digitando “Non dorme, cosa devo fare?”. Riesco perfino a immaginare il tono in cui quella frase, potendo, verrebbe pronunciata dal vivo. Perché è abbastanza un luogo comune che, se hai un bambino poco incline al sonno, incontrerai solo donne profondamente appagate dalle performance di Morfeo. Mamme che giurano che l’unica notte persa in tutta la loro vita è stata quella in cui hanno partecipato a quel rave che ci andavano tutti. E magari sarà anche la verità per alcune, ma è una percentuale irrisoria. Le altre mentono, ormai ne sono certa. Almeno una volta tutte le mamme (o in alcuni rarissimi casi, i papà più coraggiosi) si sono trovati a chiedere al dipinto della Vergine Maria una grazia. Una sola! O, al massimo, avere la soluzione al conflitto tra il sonno e il proprio bambino. Così, solo per mero desiderio di sopravvivenza. E per favore, non ditemi di no. Lasciate illibata questa mia convinzione.

Se poi, davvero esistono quelle mamme che non hanno (o hanno avuto) problemi di sonno coi propri bimbi, li avranno avuti con la gestione dell’addormentamento a saltello alternato doppio carpiato. Nella remota ipotesi che nessuno di questi casi si sia verificato allora c’è solo una spiegazione: queste donne hanno degli angeli custodi che ci sanno fare alla grande.

In rete, si sa, ci si parla e ci si dispera senza filtri, cercando addirittura di barattare su Subito.it, l’iPhone 4 per qualche ora di sonno. Intanto, nell’attesa di ricevere quella grazia, quello che mi salva è proprio leggere le insonnie altrui (spesso specchio delle mie) e le pacche di solidarietà di chi può capire e di chi, a quel rave, non c’è andata ma non ha dormito lo stesso.

Consoliamoci: passerà.

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Co-sleeping

Si parla di: educazione, sonno

Co-sleeping. Parliamone.

Letteralmente: condivisione del sonno.

Praticamente: cessione del proprio posto letto alla progenie in cambio di poche ore di sonno godute comodamente sul comodino. Accanto all’abat-jour.

Un quid pro quo. Come tutte le annose questioni che mettono in moto quei taciti accordi che sembrano essere convenienti quanto i due fustini del detersivo anonimo al posto del Dash. Apparentemente entrambe le parti hanno quello che vogliono, poi, nella pratica, c’è sempre un vinto e un vincitore. E, a volte, i ruoli si alternano.

Personalmente sono una sostenitrice del co-sleeping proprio per questo motivo. C’è un equilibrio perfetto tra la soddisfazione del bisogno di contatto del neonato e il sonno che riesci a scroccare con la coscienza silenziosa.

Nel mio caso, allattando al seno la seconda, la possibilità di dovermi alzare abbandonando il piumone a favore del “freddo e gelo” della camera buia, non era nemmeno contemplata, e quindi centrale del latte in modalità self-service tutta la notte!

Seriamente, penso che il co-sleeping – che per noi occidentali è un po’ una novità o comunque una stranezza, ma che per certi popoli orientali è normalità – sia una pratica che possa portare diversi benefici. Almeno, dalla mia esperienza di bis – mamma ho tratto queste conclusioni. Finora.

Tuttavia, rimane il fatto che, dopo averli abituati alla condivisione del sonno (e del letto), il distacco è più difficoltoso a livello pratico; ma, psicologicamente, come lo vive il bambino?

Come una fase di crescita o come un rifiuto?

Voi cosa ne pensate? Vi va di scambiarci le esperienze?

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Arrediamo la carrozzina. Mettiamogli le tende!

Si parla di: sonno

Nanna. Carrozzina. Bimba.

Tre cose inconciliabili per la mia bimba. Con l’omino le cose erano più semplici ma lei è molto più attiva e sperare di farla dormire durante una passeggiata, era (ed è ) cosa impossibile.

Spesso, però, sentivo alcune mie amiche che “no ma con la carrozzina non si esce, c’è umidità” oppure “c’è vento e può ammalarsi”. La fiera dell’ottimismo insomma.

La scorsa settimana mi hanno segnalato questo prodotto (quello nella foto) via mail. L’ho trovato davvero carino e ho pensato di parlarvene. Alle mie amiche – quelle di cui sopra – l’ho già fatto vedere, si!

Si chiama Baby Peace ed è una tendina protettiva in tessuto 100% organic e in tante fantasie carine.

Tramite degli anelli di plastica, si attacca alla cappottina della  carrozzina o al seggiolino dell’auto per proteggere il bambino dal sole, dal vento o dall’umidità nelle sere d’estate.

Protegge dal 99.5% dei raggi UVA e dal 99.7% delle radiazioni UVB.

Ogni tanto, andando in giro, vedo delle carrozzine coperte da lenzuola bianche che puntualmente si lanciano per terra mentre attraversi e sei a metà strada oppure in prossimità di una pozzanghera. Un classico.

Ecco, innanzitutto, il lenzuolino bianco buttato là fa un attimo un certo senso e poi ogni volta che cade la vostra pressione sfiora vette inesplorate. Ergo, ho pensato che segnalarvi questo prodotto sarebbe stata cosa buona e giusta.

Qui trovate le info e lo shop on line.

Bismama

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Voi direte che le copertine avvolgi neonato non sono una novità, ci sono da sempre…..ma questa è speciale!!!
Si tratta di una copertina studiata per avvolgere completamente il vostro neonato, compresa la testina e i piedini, che spesso con le classiche coperte rimangono fuori, perchè scivolano via. Studiata anche per i neonati prematuri, questo nuovo prodotto sta suscitando l’interesse di infermiere pediatriche e ostetriche.

Vediamo insieme le caratteristiche:

- in cotone 100% biologico certificato

- disponibile nelle tonalità: verde mela e bianco-grigio

-possibilità di scegliere lo spessore felpato e garzato

-compatibile per seggiolino dell’auto e ovetto

-ideale anche per neonati prematuri, dai 40 ai 55cm di altezza

Secondo alcuni studi del settore, questo modo di “infagottare” il proprio figlio lo fa dormire meglio, lo calma e riduce il rischio di SIDS.

Per maggiori informazioni e per acquistare la nuova copertina avvolgi neonato: www.ekobebe.it

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Oggetto di transizione.

Si parla di: educazione, sonno
L’oggetto di transizione per l’addormentamento, è un classico.
C’è chi ha i propri riti per propiziare il sonno: favola, musica, bagno, coccole… urla.
C’è chi, invece, dei riti se ne frega ma non può fare a meno della coperta preferita – tanto che lavarla sarebbe un sonnicidio - oppure il peluche a forma di papera, o il normalissimo e comune ciuccetto.
Ma quando l’oggetto di transizione è un seno o una pancia, rispettivamente appiccicati allo stesso torace, come ci si comporta?
C’è questa situazione che i miei figli non hanno mai amato un oggetto tanto da promuoverlo a “indispensabile”.
Hanno, però, sostituito il peluche con me!
Uno venera quel che resta dei miei addominali e l’altra è in adorazione per un seno.
Ricordo un giorno che, durante un incontro informale con la mia ostetrica, lei mi fece vedere un seno di silicone (?). Uguale uguale a uno vero.
Stesso colore e consistenza. Impressionante!
Il mio sguardo si è illuminato. Sono certa che avrà pensato “Ho seguito la panza di una maniaca per nove mesi”.
Prima di andarmene, ero convinta che quell’oggetto sarebbe servito più a me che a lei. Lei, lo usava solo per i corsi pre-parto. Io, invece, avrei potuto salvare la mia attività onirica e dare un’altra nuance alle occhiaie. Qualcosa che non fosse proprio grigio ma si avvicinasse al rosa cipria. Ecco.
Poi, il coraggio di entrare in un sexy shop e comprarne uno, non ce l’ho avuto. E il problema rimane. Se ne sta lì, appollaiato sull’abat-jour e mi guarda. Ridacchiando.
Intanto mi sto informando sull’eventualità di seguire gli incontri degli Assonnati Anonimi. Perché, ve lo dico, dormire con una simulazione di mammografia in corso è tutto fuorché una cosa piacevole!
La cosa che un po’ rincuora è non essere la sola. Ne ho parlato con altre mamme: ombelichi, lobi, capelli, nasi… sembrava di essere a lezione di anatomia col dottor House.
E voi, escludendo una mastectomia o un’incursione in un sexy shop, come risolvereste il problema? Anche i vostri bimbi hanno un oggetto di transizione?
Parliamone. Vi prego.

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Il titolo originale è Go the f**k to sleep!, la prima edizione è di giugno 2011 e su Amazon.com non scompare dalla top 100 da un bel pezzo.

Si tratta di un libro di filastrocche – inizialmente – dedicate all’addormentamento dei bambini, ma rivisitato per far sorridere e sdrammatizzare gli adulti.

Il linguaggio è scurrile e volutamente volgare. Vero e soprattutto geniale!

Si acciambellano i gatti coi loro micini
Gli agnelli pisolano con gli agnellini.
Anche tu sei al calduccio, amore di mamma
Ma adesso, tesoro, fa’ ‘sta cazzo di nanna.

Questa la prima strofa.

Fa sorridere, ok.

Ma subito dopo ti lascia quella sensazione di dejà-vu che riesci a ignorare solo se hai come parente stretta Santa Maria Goretti.

Insomma, quante volte, o perché troppo stanche o perché in preda all’occhio a saracinesca, in camera da letto e con l’abat-jour come altro unico interlocutore – oltre al nano – avete esclamato “Dormi cazzo!”. Questo libro sdrammatizza quei momenti facendovi sentire (qualora ce ne fosse bisogno) delle persone psicologicamente stabili.

La versione italiana è uscita da pochissimo e potreste averlo tra le mani.

Raccontate nel gruppo “Fai ‘sta cazzo di nanna” di DonnaModerna.com una delle vostre notti peggiori, non trascurate i dettagli. Siate sincere e non censuratevi.

Ogni racconto riceverà il pdf Fai ‘sta cazzo di nanna’ di A. Mansbach e R.Cortés, mentre i migliori  tra tutti quelli ricevuti entro il 16 ottobre, saranno pubblicati.

Che fate ancora lì?

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Poco sonno = isterismo?

Si parla di: sonno

Qualche giorno fa, nel mio blog,  ho pubblicato questo post.

Un mio sfogo generato da una serata rovinata. Aspettative passate al macero da una duenne irriverente.

Ho trovato pacchi di solidarietà lasciati tra i commenti, ma uno in particolare, quello di Claudia, già mamma di Momo e presto bismamma, mi ha fatto pensare per giorni:

caia coconi ha detto…

ti parlo con estrema solidarietà da mamma di un figlio urlante, dalla nascita. Momo non è mai stato un bimbo facile e ovviamente adesso che è immerso totalmente nei terrible twos sta acuendo le sue dinamiche. Io sono piuttosto rigida sulle regole, il padre meno, ma non è questo che fa funzionare le giornate o meno. Io sono più per lasciarlo piangere e urlare quando prende una cantonata per trasmettergli come dici tu il messaggio che cosi non ottiene niente, il padre invece cerca di instaurare in quel momento dialogo (cosa impossibile, ovviamente). Ovviamente ognuno di noi ci mette del proprio, comunque arrivo al dunque.
Quello che fa funzionare la giornata è altro.
Nel senso che io dopo due anni di lotte e tentativi ho capito quali sono i suoi “problemi” e prevenirli aiuta anche a eliminare sul nascere le sue crisi isteriche.
Non significa fargli fare quello che vuole, ma nelo specifico Momo ha veramente una grande sensibilità col sonno, se dorme poco o male è isterico.
Quindi DEVO a QUALSIASI COSTO garantirgli il sonno, e così tutti stiamo meglio.
Uscire certo, ma o quando lui si è addormentato o artatamente incastrato con la possibilità che si addormenti prima di essere eccitato o stimolato da quello che andiamo a fare.
Un discorso un po’ complesso, che NON ha fondamenti pedagogici, ma è la nostra soluzione tarata su nostro figlio.
Non sempre riesco a essere ferrea con me e con lui e farcela, perché anche quello ci procura stress e fatica, ma diciamo che diamo una botta al timpano e una alla campana.

Ecco.

In realtà Claudia ha ragione da vendere. Non ci saranno studi scientifici ma ci sono evidenze innegabili. Questo – riflettendoci su – accade anche con Second. Se rispetta gli orari e i sonnellini, la giornata fila liscia e lei diventa un clone di Baby Mia.

Se, invece, salta un sonnellino o viene svegliata in un momento “no” allora è il putiferio. L’apocalisse anticipata sull’agenda dei Maya.

Quello che cerco di capire è: il mancato sonnellino o il riposo insufficiente, può in qualche modo agitare  innervosire i bambini al punto da diventare delle iene ingestibili? Può, per proprietà transitiva, essere causa dell’esaurimento nervoso di noi genitori?

Avete avuto esperienze simili?

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È estate. È sera. Siete in pizzeria.

Mettiamo che – almeno d’estate – abbiate un bimbo che vi fa la grazia di dormire.

Complice la stanchezza accumulata a causa del caldo, del mare, delle corse e del sole, a una certa ora il vostro piccolo crolla indisturbato affondando il viso nel piatto della pizza margherita. Con nonchalance.

Una volta che dorme, beato, tranquillo e in una maniera che potrebbe cadere un meteorite accanto al suo passeggino e lui non si sveglierebbe, voi vi guardate negli occhi: non potete sprecare l’occasione. Una passeggiata è un obbligo morale verso voi stessi. Un po’ di vita mondana, vedere gente, fare cose… dovete uscire! Potreste fare le ore piccole. Ok, niente discoteca ma il bar della piazzetta, il ritrovo dei pescatori, la bisca clandestina, qualcosa all’alperto andrà benissimo.

Spesso, però, le località che scegliete come meta per le vacanze le trovate già affollate da un altro tipo di fauna: le zanzare. E si sa, è molto più semplice che un bimbo venga punto mentre dorme che in altri momenti.

Quindi ecco qui alcuni piccoli accorgimenti per rientrare in casa con un bimbo senza ponfi esagerati.

Il rimedio più efficace (e anche l’unico per i neonati sotto i tre mesi d’età) consiste nell’applicare delle zanzariere sul passeggino o carrozzina. In generale, comunque, di sera è meglio coprire il più possibile il bimbo con indumenti leggeri lasciando scoperte solo piccole zone.

Per i bimbi al di sopra dei tre mesi e fino ai due anni il repellente che si può usare con pià tranquillità è il Citrodiolo. È blando ma allo stesso tempo, ha una discreta efficacia in questa fascia d’età. Lo potete trovare in alcuni prodotti Vape (controllate l’etichetta per accertarvi che ci sia).

Dai due anni ai dodici anni, invece, il principio attivo più efficace è l’Icaridina, contenuta in alcuni tipi di Autan.

Dopo i dodici anni si possono cominciare a usare alcune tipologie di farmaci e uno di questi è il Deet, cioè il principio attivo più efficace (contenuto in molti più prodotti come Off, alcuni Autan e Vape).

Da poco, in commercio esistono anche dei cerotti (Senza Zzz® by Cer’8) – che ho testato personalmente – contenenti  principi attivi naturali (estratto di pomodoro selvatico, eucalyptus citriodora e olio essenziale di citronella). I cerotti possono essere posizionati ovunque (sugli abiti, sul passeggino o anche direttamente sul corpo) e risultano totalmente innocui per la persona e per l’ambiente. Liberano un profumo capace di tenere a distanza zanzare e altri insetti nell’area di circa un metro.

Se poi, la sfiga vuole che il bimbo venga punto, potete usare del ghiaccio, dei gel al cloruro di alluminio esaidrato oppure del gel di Aloe (ricavato direttamente dalla foglia della pianta – io lo faccio spessissimo).

Ora non avete proprio scuse. Andate e diventate dei viveur estivi.

Buone vacanze. Notturne e non.

Info: Dott. Raffaele D’errico

Bismama di Bismama.com

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Ce l’hai fatta.

Dopo solo ventitremila saltelli, diciotto melodie intonate a cappella, sette  crampi all’avambraccio e innumerevoli porconamenti, si è addormentato. Gaudio et giubilo.

Ora, il prossimo step è poggiarlo nella culletta/carrozzina/lettino.

Qui c’è bisogno di una massiccia dose di autocontrollo: occorre andare in apnea, eseguire i giusti movimenti (come se faceste yoga), non sbattere né provocare alcun rumore, essere leggiadre come una piuma.

Avete seguito tutte le istruzioni passo passo? Ok.

Non vi serviranno a niente. Lui, l’infingardo, si sveglierà appena lo mettete giù; comincerà a mugolare, poi a piangere e infine urlerà in modalità “Telefono Azzurro”. Voi,  per abbassamento della soglia di sopportazione del rumore più che per istinto materno, cercherete di calmarlo. Seguiranno saltelli, canzoni, crampi e porconamenti.

Ecco. In questo circolo vizioso ci ho vissuto un bel po’ di settimane. Quando però il mio sistema nervoso ha convocato un’ assemblea straordinaria con gli ultimi neuroni rimasti vigili ho capito che l’alternativa c’era: la fascia portabebé!

Ho avuto difficoltà a trovarla e a capire come si usasse, visto che l’unico libretto di istruzioni di cui era dotata era scritto in tedesco. Ma, una volta capito il meccanismo e fatta qualche prova tecnica con un Cicciobello, le mie giornate hanno assunto una piega totalmente diversa.

Avevo le mani libere e potevo lavorare al pc o cucinare senza tener sempre in braccio la nana con conseguente perdita di sensibilità a braccio e dita. Spesso la allattavo anche in fascia. La cosa più divertente, erano i commenti delle persone in strada che pensavano avessi il bottino di una qualche rapina e invece era solo la nana che, portata a spasso, si faceva delle grosse dormite.

Ora, la cultura delle fasce portabebé e del “portare” in genere, comincia a diffondersi ma se ne parla ancora troppo poco. È proprio con l’intento di diffondere tra le mamme questo nuovo modo di gestione dei neonati che nasce Mammarsupio.

Mammarsupio viene fuori da un piccolo gruppo di mamme con le più disparate professionalità ma con una cosa in comune: la passione per la fascia lunga. Questa passione è giustificata da tutti i benefici – ormai largamente dimostrati – che comporta il “portare” in fascia; inoltre, secondo questo gruppo di mamme, è il modo migliore per “stare” con i bimbi piccolissimi e per “portare” quelli più grandi. Un unico oggetto che risolve i problemi di trasporto dalla nascita fino ai due anni e mezzo.

Nelle grandi città dove per spostarsi occorre prendere i mezzi, la fascia rimane, effettivamente, una delle poche alternative per una passeggiata tranquilla. Tra l’altro il bambino non è ad altezza “tubo di scappamento” come nel passeggino ma più in alto e, quindi, respira meno smog.

Tenere i neonati in fascia, insomma sembra effettivamente LA soluzione, soprattutto per i più irrequieti e quelli che chiedono costantemente il contatto fisico. Io l’ho testato sulla mia pelle, per me è stata la soluzione che ha segnato la svolta: in effetti la fascia permetteva alla bimba di stare tranquilla, di dormire, e a me, di condurre una vita quasi normale con una certa libertà di movimento.

I neonati tenuti in fascia ritrovano un ambiente simile al ventre materno,
caldo, contenuto, con rumori e odori simili e per questo sono più rilassati, dormono di più e tendono a soffrire meno di coliche gassose. Una ricerca scientifica diretta da A. Hunziker e R.Barr, pubblicata su Pediatrics 1986, 77, infatti, ha provato che i neonati portati nella fascia piangono il 43% in meno dei loro coetanei durante il giorno e il 51% in meno durante le ore serali!!

Insomma, mamme che non avete ancora una fascia, siete ancora lì?

Nello shop on line di Mammarsupio potete trovarne tantissime. Sono colorate e a fantasia e vien voglia di comprare tante!!

Cosa ne pensate allora della fascia portabebé? Vi va di raccontarmelo?

Bismama

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Sonno, rumori e vicini di casa.

Si parla di: attualità, sonno

Bimbi, sonno e rumori molesti. Io sono della scuola di pensiero che i bimbi devono essere abituati a dormire anche se ci sono dei rumori di sottofondo, soprattutto di giorno. Quando, però, si ha a che fare con dei bimbi che dormono poco e hanno il sonno leggero dovrebbe essere varato un decreto legge che da ai genitori la possibilità di effettuare un casting per la scelta dei vicini di casa. Abito in questa casa da nove anni, nessun trasloco mio ma molte tipologie di vicini avute nel frattempo. Tutti accomunati da un’unica caratteristica: l’essere rumorosissimi. Perché a me?

Il cordless no: ci sono quelli che, ovviamente negli orari più impensati e di solito destinati o alla pennica o al riposo notturno, aborrono l’uso di strumenti di comunicazione a distanza (tipo i cordless o gli interfono) e usano la voce in modalità “avviso alla cittadinanza” anche per motivi di una futilità imbarazzante e anche argomenti privati. Scopri certe cose delle quali faresti volentieri a meno!

Ci piace cambiare: quelli che sono attenti all’arredamento e ai principi dello Yin e Yang e del feng shui. Così per catturare le energie positive e scacciare le aure negative, spostano i mobili due volte al giorno: nel primo pomeriggio e la notte. Sono compresi anche i quadri con i relativi chiodi, certo! Il motivo per il quale fanno questi spostamenti è solo un’ipotesi, perché non mi capacito né riesco a partorire altre giustificazioni.

L’allergico: l’allergico tossisce e starnutisce in continuazione. La notte, poi, è una tortura. Per lui ma anche per voi che gli dareste gentilmente una mano per smettere di soffrire: gli dareste un antistaminico. Lui, però, si cura solo con l’omeopatia e i principi ayurvedici e l’antistaminico ve lo restituisce ringraziando e tossendovi in faccia.

Il musicista: ovviamente non è che si tratta di un violinista o un pianista, no! Un batterista di una band hard rock che prova tutte le sere le stesse canzoni tentando di variare e creare i presupposti per un Grammy. Lui è uno che sogna… ma non fa sognare me però! Argh!

L’animalista convinto: ha un cane, due gatti e le galline (sul balcone giuro!!). Le galline che, povere bestie, fanno le uova sempre al mattino prestissimo tirando giù i santi dal calendario in fila indiana. Il cane guaisce tutta la notte perché è un san Bernardo (non un chihuahua) costretto a vivere in 60mq + servizi. Lui, il vicino, è convinto che prendendosi cura di questo zoo e mangiando ogni mattina uno zabaione con le uova freschissime, stia contribuendo attivamente a salvare il mondo. Voi sperate si imbarchi presto su una nave di GreenPeace.

Queste alcune delle tipologie di “vicini” incontrati sul nostro cammino. Nel mentre i miei bimbi hanno imparato a convivere un po’ con queste situazioni ma la piccola, che ha il sonno leggero e i risvegli frequenti, spesso si sveglia e fatica a riaddormentarsi per i rumori. Ora speriamo nei prossimi vicini e nella loro normalità! Voi, che rapporti avete coi vicini relativamente al sonno dei vostri bimbi?

bismama

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Avete presente lo zapping in tv? Io sono una di quelle che lo fa in continuazione. In più, ormai ho l’abitudine di “zappingare” anche su internet.

Vado su google, digito una cosa qualsiasi, seguendo il neurone meno concentrato in quel momento, e comincio a cliccare qua e là. Un po’ come un remake vivente della Tamaro “Va dove ti porta il click” ecco.

In quei momenti mi sento veramente fatalista.

Comunque.

Facendo zapping nella rete sono arrivata in un sito che non potevo tenere per me. Il mondo delle “mamme zombie causa bimbi insonni” mi avrebbe odiata per sempre. E così eccomi qua a presentarvi Le Fate della Nanna.

Risolvere il tuo problema e riconquistare un sonno sereno per te e il tuo bambino è meno difficile di quello che pensi!

In due righe: “Le Fate della Nanna” nasce con l’obiettivo di aiutare i neo genitori a sentirsi sicuri nel loro nuovo ruolo di guida ma soprattutto far prendere la consapevolezza ai genitori che amare un figlio significa trasferirgli l’autonomia… è il regalo più bello che potete fargli e ve ne sarà grato per sempre. Si comincia da subito, appunto, con l’insegnare al bimbo ad addormentarsi da solo.

Le “Fate della Nanna” é stato fondato circa 6 anni fa (anche se in realtà è on line da solo due settimane) da Rondine De Luca che, oggi per farci capire meglio i servizi che propone e i metodi che utilizza, risponderà a qualche mia domanda.

Come ti é venuto in mente di fondare “Le Fate della Nanna”?

Lavoro giorno e notte ma l’essere umano é la mia passione e sulla mia passione ci ho creato un lavoro.  Dopo aver letto il libro “Il linguaggio segreto dei neonati”  di Tracy Hogg ho detto: voglio fare quello che faceva lei! Sono ormai 6 anni che mi sono appassionata al sonno del bambino e alla risoluzione dei problemi ad esso legati.  Faccio corsi di formazione in comunicazione.

Come aiuti i genitori a trovare una soluzione all’insonia dei piccoli? E soprattutto, di solito, questa da cosa dipende?

Il comportamento dei bambini si basa sull’associazione celebrale e per il 90% dei casi il loro non dormire è legato alle cattive abitudini. Associano il loro sonno a determinati comportamenti della mamma! Un bimbo quando nasce èun libro bianco ed è il genitore che ci scrive su.

Nella pratica faccio l’affiancamento alle mamme per trasferire loro il metodo giusto. Dormo da loro e spalleggio la mamma ogni secondo. Non tocco mai  il bimbo, lo faccio fare da subito a lei altrimenti quando me ne vado lei non sa come fare e la renderei dipendente da me. Invece io lavoro sul principio di autonomia: tolgo le dipendenze legate alla nanna ai piccoli e rendo le mamme  autonome! Ad esempio: stasera ho un affiancamento di una mamma con una bimba di 6 mesi che da 6 mesi dorme esclusivamente in bagno dentro la vaschetta del bagnetto con il PHON attaccato tutta la notte!! Pensa che ho deciso di scrivere un libro sui milioni di modi che ho visto per far dormire un bambino.

Da quanto esiste “Le Fate della Nanna”?

Come ho detto prima, lavoro ininterrottamente solo per referenza da circa 6 anni. Il sito, invece, esiste da solo 2 settimane.

Quanti bambini e quanti genitori hai aiutato in questi 6 anni di lavoro?

Tanti tanti tanti! Non lo so nemmeno io… adesso faccio solo questo di lavoro, prima ho fatto altre cose per potermi mantenere al corso di comunicazione. Il mio progetto era fare questo e ci sono riuscita!

“Le Fate della Nanna” operano su territorio nazionale?

Sono Toscana ma abito a Milano. Ad esempio la prossima settimana sarò a Catania per una consulenza e un affiancamento. Viaggio in italia e anche all’estero purché le famiglie siano italiane, mi devono capire bene quando parlo! Quando le mammme abitano lontano uso skype per il colloquio preliminare, se sono vicine vado a casa.

Un’ultima cosa, hai un consiglio da dare ai genitori che baratterebbero un rene per un’ora di sonno?

L’educazione al sonno si può fare dal primo giorno proprio per evitare di cadere in una educazione involontaria. Le mamme devono essere serene, non sentirsi in colpa di niente. Tutto é risolvibile.

Qui, potete trovare i contatti di Rondine De Luca che ringrazio per essere stata così gentile ed esaustiva.

Bismama

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Playlist per favorire il sonno.

Si parla di: sonno

Le avete provate tutte?

L’oggetto transizionale, il bagnetto prima della ninna (!), l’omeopatia, le erbe e le tisane, letto rivolto a nord o a sud, la stanza deumidificata, la stanza riscaldata, la camomilla in flebo e le gocce di Valium (per voi).

Un’alternativa è la musica.

Molti bambini, già in pancia, reagiscono rilassandosi se gli si fa ascoltare una determinata tipologia di musica. Non c’è una regola assoluta, bisogna trovare la musica adatta al proprio bimbo.

Dopo averle fatto ascoltare i ColdPlay, i Simply Red, i Supertramp, Madonna e anche Britney Spears (rea confessa) ho rispolverato un cd acquistato durante la prima gravidanza. E si! Ha funzionato di nuovo.

La playlist è la seguente:

1. Madeleinne’s Lullaby (la sua preferita)

2. Notte di stelle

3. J. Brahms: Ninna Nanna

4. Tutti a aanna

5. Stella stellina (classico!)

6. Luna d’argento

7. C. Debussy: Suite Bergamasque – Chiaro di Luna

Difficilmente andiamo oltre la 3.

Provateci. Un tentativo in più, uno in meno. L’importante è dormire!

Bismama

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Il sonno dei neonati è uno dei misteri della natura. Altamente paragonabile al 4° mistero di Fatima.

Le mamme dei neonati assonnati o iperattivi, sono distribuite in due macrocategorie.

Quelle che sono state prese sotto la propria ala dalla dea bendata e che riconosci dal tatoo in fronte: “Ci penso io a te baby. By DeaB” e quelle che la sfiga le accompagna pure sotto la doccia quando usano per sbaglio lo shampoo da 18 euro al millilitro per lavarsi le ascelle.

Le prime si beano della loro situazione e ci sguazzano come fossero nella piscina comunale ad agosto.  Si vantano di avere “un bambino che dorme” e se ne prendono il merito perché è grazie alle loro ricerche sul campo che hanno ottenuto questo risultato.

Particolarissime tecniche zen, posizionamento della spalliera del letto verso nord per scacciare l’aura negativa (!),  miracolosa tisana naturale che usano tutte le sere in dosi indefinite “tanto sono erbe, non fanno male.” Punti di vista.

In ogni caso, si scordano di dirti che lo spostamento dei mobili è gratis ma la miracolosa tisana costa quanto una vera di diamanti. Meglio l’insonnia.

Ebbene: io, ho fatto parte della prima categoria per ben (e dico ben) 5 anni. Poi, sono stata punita per essermi vantata e sono finita sconfinata tra le mamme sfigate.

Queste donne che giacciono in fondo alla catena mammifera, sono suddivise, a loro volta, in due categorie: LaMammaVicinaAllBeatificazione e quella che “trovatemi una soluzione oppure il letto del fiume sarà l’ultima cosa che vedrò. Da viva.”

Nel primo gruppo rientrano quelle mamme che, qualsiasi cosa il nano faccia, è il padrone incontrastato della casa ma soprattutto della libertà dei suoi genitori. Per cui, le esigenze del LaMammaVicinaAllaBeatificazione, vengono dopo quelle del nano! Il bimbo non ha sonno? Amen, cantiamo e balliamo tutta la notte Stella Stellina. Di giorno, poi, si iniettano caffeina in vena o usano gli stuzzicadenti installati nelle palpebre.

Io, ora, faccio parte del secondo gruppo.

Penso seriamente che il sonno sia un bisogno primario; come l’acqua e il cibo. Senza sonno IO non vivo. Divento psicologicamente instabile e tendenzialmente solidale a Nightmare.

Per questo motivo, ho pensato, di cominciare una serie di Lesson sul sonno del neonato, ma più che altro, su come gestire il NON –  sonno.

Il primo punto importante è che bisogna scordarsi del legame tra sonno e notte. Bisogna, invece, pensare che ogni occasione è buona per dormire. Anche di giorno, anche se i panni da stirare e da lavare vi imbruttiscono e non avete più nulla da mettere: fregatevene! Se il pupo dorme mezz’ora la mattina, fatelo insieme a lui.

Un possibile inconveniente, potrebbe essere il nano che appena lo appoggiate nella carrozzina si sveglia. Ecco. Qua già la cosa diventa più complicata. La soluzione è che potrete ovviare allo stare ferme col pupo in braccio, usando la fascia portabebè. Questo, però, non comporta l’opzione aggiunta: MammaDorme. Le più fortunate, riescono a dormire anche sedute, altre, invece no.

Provate con il cuscino per l’allattamento. Mettetelo a U nel lettino e poggiateci il bimbo in mezzo. A volte, il fatto che li faccia sentire “accoccolati” facilita la cosa.

Se così non fosse, state lontane dai fiumi.

Alla prossima lesson.

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