Ho letto un articolo uscito qualche giorno fa basato sullo studio di Gordon Flett della York University canadese.

Live ScienceCon lo studio sono state seguite 100 mamme alla loro prima gravidanza per valutare il loro livello di attenzione alla perfezione ed i segnali collegati alla depressione.

E’ emerso che se la mamma percepisce dagli altri un livello alto di attese, ovvero di ciò che gli altri si aspettano da lei, e la mamma è di quelle che “ci tiene” affinchè le cose siano sempre realizzate al meglio, la probabilità che la depressione colpisca diventa molto alta.

Questo perché proprio le mamme che appaiono sicure e tranquille spesso sono semplicemente più in gamba a nascondere una profonda insicurezza e si adattano di meno alle difficoltà post-parto.

Tale situazione è potenzialmente pericolosa essendo più difficile per i familiari individuare i problemi vissuti dalla neo-mamma.

Penso che questa analisi colga nel segno di diversi aspetti veri e importanti come l’indole di ricerca della perfezione da parte delle mamme, gli atteggiamenti che spesso si tengono per proteggersi da critiche o nascondere insicurezze e la profonda solitudine che a volte ne può conseguire.

Che siano neo-mamme o meno il messaggio è: facciamo emergere le nostre difficoltà, dubbi o insicurezze verso noi stesse e gli altri!

Non esiste la donna e mamma perfetta, dobbiamo esserne consapevoli e non ricercare a tutti i costi i modelli di perfezione che ci siamo costruite mentalmente.

Cerchiamo il supporto dei nostri familiari e soprattutto del nostro compagno o marito, spogliandoci della profonda convinzione che “come lo faccio io… lui non lo saprà mai fare” e cedendo “fette di potere” nella gestione familiare.

Che ne pensate? Siete disposte a farlo, già lo fate o lo fareste ma non avete supporto in tal senso?

 

Maria Cimarelli

Working Mothers Italy

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E’ iniziato alla Camera l’esame del testo per l’introduzione di un congedo obbligatorio per i neopapà di quattro giorni retribuiti al 100%.

In Working Mothers Italy riceviamo feedback continui sulla necessità di condivisione dei carichi familiari e (fortunatamente) spesso anche di compagne e mamme molto felici del supporto dei propri compagni quindi verrebbe spontaneo commentare: “Era ora!” … eppure c’è qualcosa che non convince.papà congedo

Iniziamo con il fare un confronto con altri paesi UE: in Inghilterra e Germania i papà rimangono con la famiglia tre giorni, in Spagna quattro e, udite udite, in Francia undici ed in Svezia trenta.

Quindi anche all’interno dell’Unione Europea c’è un’estrema eterogeneità di soluzioni e, come spesso accade, ci attestiamo sulla sponda meno “conciliante” tra le alternative possibili.

Ma il vero dubbio che rimane nel momento in cui (se…) effettivamente passerà questa proposta è quanto cambierà lo stato di fatto.

Un papà, che rimarrà quattro giorni a casa con la propria famiglia per godersi il nuovo bimbo arrivato e (si spera) per supportare la propria compagna, sperimenterà in questo frangente quanto è essenziale la “condivisione”? Sarà un’esperienza che cambierà il modo di agire e pensare di una società?

Io credo che la risposta sia NO. Credo i quattro giorni non cambieranno lo stato della consapevolezza in positivo o negativo PERO’ credo allo stesso tempo che se queste introduzioni rappresentassero un’iniziale apertura verso provvedimenti più completi e specifici allora potremmo dire di aver iniziato il percorso verso la condivisione e migliore conciliazione dei carichi ed impegni familiari…

Con tutte le specificità dei ruoli e diverse caratteristiche di una mamma e di un papà, ma sempre in condivisione.

Siete d’accordo?

Maria Cimarelli

Working Mothers Italy

 

Foto di yippidu

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Part-time meno rigidi, reversibilità della maternità anticipata, possibilità di negoziazione di accordi all’interno dell’azienda, frazionamento dell’orario del congedo facoltativo, accordi aziendali interni più semplici e flessibili, incentivi per l’introduzione di pratiche di flessibilità.

Queste sono solo alcune delle richieste o delle difficoltà riscontrate dalle aziende nell’attuazione di forme di conciliazione famiglia-lavoro a favore di lavoratrici madri.

Lo scenario è  stato censito durante la fase pilota del progetto Moms@work già moms@workdescritto in un precedente post , il primo servizio di intermediazione professionale dedicato alle mamme che lavorano sostenuto e promosso da Gi Group, che presenta i primi risultati nel convegno patrocinato dalla fondazione Gi Group Academy e da AIDP “Moms@work: le mamme come risorse per le aziende” a cui parteciperanno Mara Carfagna, Ministro per le Pari Opportunità, Francesca Pelaia del Dipartimento Politiche per la Famiglia, Giulio Boscagli, Assessore Regionale alla Famiglia, Gianluigi Petteni, Segretario Regionale CISL Lombardia, Stefano Colli-Lanzi e numerose aziende.

Appuntamento al convegno per giovedì 24 giugno alle ore 9,15 presso il Palazzo del lavoro di Gi Group in piazza IV Novembre 5 a Milano.

A maggio si è conclusa la fase pilota del servizio sulla zona di Milano, – afferma Anna Zavaritt, consulente di Gi Group per il progetto Moms@work -

E’ interessante notare che, nonostante le diverse tipologie aziendali, le criticità evidenziate nell’attuazione di forme di conciliazione famiglia-lavoro sono comuni e trasversali. Si rendono, quindi, necessari momenti di incontro e dibattito tra le parti come quello odierno, utili alla condivisione delle informazioni e base di partenza per sostenere e promuovere nuove azioni e iniziative legislative che possano promuovere l’occupabilità delle lavoratici madri“.

E voi che ne pensate di questa iniziativa?

 

Maria Cimarelli

Working Mothers Italy

 

Foto di Moms@work

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Fate partecipare le vostre aziende al Premio NOI!

Working Mothers Italy è partner e parte della giuria nella 4° Edizione del Premio NOI – Nuovi Orizzonti d’Impresa promossa da Confindustria-Unione degli Industriali e delle imprese di Roma.PREMIO NOI

Il Premio, dal 2010, è rivolto a tutte le aziende italiane che abbiano valorizzato e sostenuto politiche di inclusione di genere e di conciliazione dei tempi di vita e professionali per le lavoratrici e i lavoratori, nonché creato una rete di servizi mirati alla riorganizzazione aziendale e di mercato. 

La scadenza per la presentazione delle candidature è fissata al 16 giugno 2010.

Le aziende vincitrici per le tre diverse categorie del Premio

-  Leadership Femminile Plurale;

-  Prodotti e/o servizi alla persona;

-  Iniziative e/o buone pratiche

saranno premiate nell’ambito di un evento che si terrà il 19 luglio 2010 alle ore 20,45 nella splendida cornice del Globe Theatre, il Teatro Elisabettiano all’interno del “parco dei musei” di Villa Borghese di Roma.

VI INVITIAMO a diffondere l’informativa presso le aziende per presentare la propria candidatura!

La documentazione di riferimento:

- Bando Premio NOI 2010

- Scheda candidatura Premio NOI 2010

- Presentazione Premio NOI

Per partecipare dovrà essere inviata la “Scheda candidatura 2010″ debitamente compilata all’email: iscrizionepremionoi@unioneindustriali.roma.it.

Ulteriori informazioni sono disponibili nel sito di Confindustria/Unione Industriali di Roma o scrivendoci all’email: mammealavoro@gmail.com .

Aspettiamo candidature!

Maria Cimarelli

Working Mothers Italy

 

Foto di UIR

 

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Da uno studio della LSE London School of Economics: esiste un link tra il tasso di divorzio ed il coinvolgimento e supporto dei mariti nell’ambito delle attività familiari.

LSELo studio si basa sull’analisi di 3.500 coppie sposate inglesi dopo la nascita del primo figlio.

Il presupposto è cambiare punto di vista rispetto alle molte ricerche già svolte in passato che avevano posto l’attenzione alla connessione tra la percentuale di divorzi ed l’impiego lavorativo delle mogli mentre ancora non si era indagato l’aspetto e l’impatto dell’interazione maschile.

In breve nello studio The link between divorce and men who help around the house si dimostra la teoria secondo la quale i matrimoni più “stabili” e a minor rischio di divorzio quando i mariti contribuiscono alle cure domestiche e alla cura dei figli  indipendentemente dalla situazione lavorativa delle mogli.

Ancora più interessante è la generazione di genitori sulla quale si è basato lo studio, ovvero quella degli attuali nonni, ciò implica che sarebbe molto interessante conoscere l’impatto per l’attuale generazione di mamme e papà, per la quale la collaborazione è ormai imprescindibile e uno strumento di sopravvivenza, non un plus.

Maria Cimarelli

Working Mothers Italy

 

Foto di LSE

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monica bellucci incintaLe donne che nel nostro paese rimandano il progetto di un figlio oltre la soglia dei 40 anni sono sempre più numerose, basti pensare a Monica Bellucci che all’età di 45 anni ha dato alla luce la sua seconda bimba, Leonie.

Il fenomeno riguarda molti paesi, il Regno Unito per esempio ha registrato un notevole incremento delle gravidanze tardive secondo uno studio dell’Ufficio Nazionale di Statistica inglese. La ricerca fatto emergere un dato importante: nel 2009 quasi 30 mila donne inglesi hanno avuto un figlio oltre i 40 anni. Un’incidenza doppia rispetto al 1999 e tripla rispetto al 1989.

In Italia la crescita in percentuale è anche superiore: 12 mila donne di 40 anni e più hanno partorito nel 1995, oltre 32 mila nel 2008 ovvero un incidenza quasi tripla in 13 anni!

Al fenomeno delle mamme “over 40″ contribuisce la consapevolezza che un figlio incida negativamente sul percorso di carriera, unitamente al concetto, ormai diffuso e sostenuto da molti psicologi, di “adolescenza tardiva” che vivono un numero sempre maggiore di coppie in termini di evasione, avventura o spensieratezza.

Ma siamo così convinti che una scelta così importante per una coppia venga rimandata esclusivamente in funzione della carriera o della paura di perdere uno status di “libertà”?

Personalmente sono abbastanza convinta che siano cause importanti ma non esclusive, anche se le mamme lavoratrici vivono in un contesto sempre più difficile nel quale gestire la propria vita familiare e professionale.

Aspetto commenti in merito!

Maria Cimarelli

Working Mothers Italy

 

Foto di Magazinet

 

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La festa delle mamme e dei papà che lavorano è giunta alla quindicesima edizione.

Si svolgerà venerdì 21 maggio: mamme e papà, porteranno sui loro luoghi di lavoro i propri figli.

Sicuramente la presenza di bambini e bambine in azienda e in ufficio, che va segnalata e concordata con le direzioni aziendali, porterà allegria e caos nelle imprese. Le iniziative saranno di diverso tipo: c’è chi organizza feste, chi offre giochi e merende, chi promuove visite guidate.

Lo scopo è sottolineare il valore della scelta della genitorialità, scelta sempre troppo poco spesso sposata completamente da parte dei papà e la maggior parte delle volte dalle mamme, sempre in difficoltà per la difficile conciliazione tra vita familiare e vita professionale.

Portare i figli in azienda significa anche mostrare loro i luoghi dove sono i genitori quando non sono a casa.

Significa anche vedere i propri lavoratori/lavoratrici calarsi nel ruolo familiare e come persone, non solo come braccia o menti a lavoro.

Vuole essere anche un’occasione (sperando che non sia l’unica!) per far toccare con mano ai padri e ai mariti la necessaria condivisione della genitorialità.

E’ uscita da poco anche la notizia diffusa da uno studio della (LSE) London School of Economics: esiste un link tra il tasso di divorzio ed il coinvolgimento e supporto dei mariti nell’ambito delle attività familiari.

Purtroppo sappiamo benissimo che una giornata “a ricordo” delle difficoltà nella conciliazione lavoro-famiglia non è sufficiente per sanare le situazioni che vengono testimoniate ogni giorno nel nostro network dalle mamme lavoratrici, servono iniziative concrete, fondi, detassazione del lavoro prestato o di supporto e tante altre iniziative che impattino sulla cultura sociale e aziendale.

Premesso cio’: e la vostra azienda?Organizzerà un’iniziativa il 21 maggio?

Maria Cimarelli

Working Mothers Italy

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Race for the cure 2010 -cancro al senoDopo il successo della decima edizione del 2009, con oltre 43.000 partecipanti, la Race for the Cure tornerà a Roma domenica 16 maggio 2010 per l’undicesima edizione.

Evento simbolo della Susan G. Komen Italia, è una mini-maratona di raccolta fondi, della lunghezza di 5 km (con passeggiata di 2km) che si propone di esprimere solidarietà alle donne che si confrontano con il tumore del seno e di sensibilizzare l’opinione pubblica sull’importanza della prevenzione. È una manifestazione unica e aperta a tutti, che ha la capacità di coniugare al meglio sport, divertimento, emozioni ed impegno sociale.

Caratteristica principale dell’evento è la presenza delle “Donne in Rosa”, donne che hanno affrontato personalmente il tumore del seno e che, per dimostrare l’atteggiamento positivo con cui si confrontano con la malattia, scelgono di rendersi intenzionalmente visibili indossando una maglietta ed un cappellino rosa.

Il week end della “Race for the Cure” è un evento che abbraccia lo sport, la salute e l’impegno sociale e che si rivolge a tutta la famiglia in un’atmosfera davvero festosa.

Uomini, donne, bambini, agonisti, sportivi della domenica e sedentari potranno trascorrere una domenica mattina di relax e benessere visitando gli stand degli sponsor, ascoltando l’intrattenimento musicale o semplicemente prendendo il sole sul prato dello Stadio delle Terme di Caracalla. Tutti con un unico obiettivo: rendere il tumore del seno una malattia sempre più curabile.

Anche noi di Working Mothers Italy abbiamo costituito una squadra (con tanto di mascotte scodinzolante) e vi aspettiamo tutti nell’area stand dove saremo presenti!

Maria Cimarelli

Working Mothers Italy

Immagine di Komen

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Sui generis -pari opportunità donne e lavoroVi segnalo due manifestazioni ed eventi dedicate alle donne e mamme sui temi del lavoro, imprenditoria e conciliazione lavoro-famiglia alle quali Working Mothers Italy parteciperà attivamente in termini di interventi, seminari o sostegno e consulenza alle mamme.

La prima manifestazione dedicata alla donna e lavoro è Sui Generis a Mantova dal 6 all’8 maggio, dove WMI interverrà giovedì 6 maggio ore 20:30 per la premiazione delle aziende che hanno introdotto strumenti e politiche di conciliazione.

Qui più importanti esperti a livello nazionale si confronteranno per approfondire ricerche e strategie su pari opportunità, lavoro e famiglia, inserimento della donna nel lavoro, discriminazione e strumenti di contrasto, per riflettere su politiche di genere, stato attuale dell’occupazione femminile in Italia e nella provincia mantovana.

Sarà una manifestazione propositiva che darà un contributo sensibile all’elaborazione di strategie e strumenti finalizzati alla progettazione di un modello di pari opportunità rivolgendosi non solo agli addetti ai lavori ma coinvolgerà e sensibilizzerà un pubblico allargato attraverso eventi ludici e di alleggerimento.

La seconda manifestazione dedicata all’imprenditoria femminile è Ottomarzotuttol’anno e si terrà a Pavia dal 7 al 10 maggio. Un salone delle imprese femminili costellato da incontri, convegni, riflessioni, opportunità che si pone nell’anno europeo della lotta contro l’esclusione sociale con il seguente tema: 
“Rilanciare l’economia, definire nuovi equilibri sociali: i paradigmi per la società post-crisi.il ruolo delle donne “.
 

Incontreremo le famiglie domenica 9 maggio alle ore 15 sul tema della flessibilità, dei congedi parentali e gli strumenti a disposizione della conciliazione lavoro-famiglia.

Inoltre interverremo venerdì 7 maggio alle 16 nella Tavola Rotonda dedicata al “Soffitto di Cristallo” ovvero la barriera invisibile presente nel mondo del lavoro che impedisce alle donne di accedere a posizioni di responsabilità.

Questo “soffitto”, invisibile ma impenetrabile come un cristallo, determina appunto il limite invalicabile degli strati alti delle carriere e schiaccia le donne verso la base che trattiene un gran numero di manager e politici donne, docenti, ricercatrici e scienziate ai livelli minimi della loro carriera.

Vi aspettiamo! 

Maria Cimarelli

Working Mothers Italy

 

Foto di SuiGeneris

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Come associazione per sostenere le mamme nel mondo del lavoro  abbiamo recentemente proposto un programma di attività, corsi e strumenti a sostegno della scelta di perseguire una realizzazione personale sia nel lavoro sia nella maternità. Una realizzazione sempre più difficile da attuare.

Da un lato, sappiamo bene che l’attuale cultura aziendale dominante, di stampo maschile, penalizza le mamme. Sia per un supposto calo di rendimento permanente, sia perchè l’organizzazione del lavoro è fondata su regole a volte inutilmente costrittive.mamme e sensi di colpa

Dall’altro lato, uno dei nodi comuni alle mamme nel lavoro sono i sensi di colpa rispetto ai loro bambini e bambine. Ci si sente sempre di sacrificare qualcosa: tempo, attenzioni, vicinanza.

Tutto questo è inevitabile?

E’ possibile una diversa organizzazione del lavoro? E’ possibile scegliere tutto, non sacrificare pezzi di sé? E, soprattutto, i sensi di colpa perché ci si sente mamme carenti, sono così fondati?Come vivono veramente la situazione i figli? E’ possibile che, insieme ai problemi, possano trovare nel modo di essere delle loro mamme anche qualche ricchezza in più?

Aprire ad una diversa visione di questi problemi, dare strumenti di comprensione per un miglior modo di affrontarli è lo scopo di un workshop “Mamme e lavoro: tra organizzazione aziendale e sensi di colpa” che stiamo organizzando come Working Mothers Italy consolidando la partnership da tempo instaurata con Luisa Pogliana su questi temi.

Il workshop, della durata di mezza giornata, si articolerà in due tappe e i temi saranno focalizzati su due aree:

- la cultura aziendale e l’organizzazione del lavoro: capire il modello maschile, le reazioni che suscita in noi, la colpevolizzazione rispetto all’azienda; vedere proposte di soluzioni di cui eventualmente provare ad appropriarsi.

- i sensi di colpa verso i figli: cambiare prospettiva mettendo al centro i figli, analizzando così se e quanto i sensi di colpa delle mamme possano essere andati oltre il disagio reale dei figli, condizionati dalla pressione di modelli sociali. Tra queste pressioni, un altro tipo di colpevolizzazione: quella di lavorare per piacere, per se stesse e la propria realizzazione, e non solo per dovere o necessità.

Alla fine la riflessione verrà  consolidata con una discussione finale su cosa abbiamo imparato  e cosa ci ha dato questo incontro.

Se siete interessate a partecipare contattateci a: mammealavoro@gmail.com

Maria Cimarelli

Working Mothers Italy

Foto di amicagio

 

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I percorsi professionali delle donne vengono penalizzati dall’eccessivo carico lavorativo del compagno.

Questi i risultati di un’indagine realizzata da ricercatori della Cornell University su oltre 25.000 lavoratori e lavoratrici con partner, descritta e pubblicata da Youngjoo Cha sull’American Sociological Review (la rivista edita dell’associazione dei sociologi americani).

American Sociological ReviewEmerge infatti che se il partner lavora più di 50 ore a settimana la compagna è spesso costretta a lasciare il lavoro accentuando ancora di più le disparità professionali tra uomini e donne con la spinta del genere femminile verso compiti casalinghi.

Se il marito lavora, ogni settimana, una media tra 50 e 60 ore, il numero di donne che abbandonano il proprio impiego, rispetto ai valori medi, cresce del 16%. La probabilità poi sale del 42% nel caso in cui il marito, volente o nolente, non si nega mai alle richieste aziendali e supera le 60 ore a settimana.

I percorsi professionali sono così influenzati dal fatto che il totale del tempo dei componenti familiari possono dedicare al lavoro non può essere portato oltre un tetto massimo, soprattutto in considerazione degli impegni familiari alla fine in carico alla donna.

Questo accade anche perché le organizzazioni aziendali appaiono ancora incapaci di misurarsi con la realtà e ancora troppo predisposte, per lo più, a premiare chi impegna se stesso più in termini “quantitativi” che in termini “qualitativi”.

L’impatto sulle traiettorie professionali è più accentuato proprio in quei casi in cui la partner ricopre incarichi di alto profilo. La percentuale di chi lascia il lavoro sale così del 51%: quanto più le donne salgono verso l’alto, tanto più sono esposte alla pressione degli straordinari del proprio partner.

Se poi ci sono anche i figli, la probabilità che la mamma lasci l’impiego cresce del 34% con un marito che lavora tra le 50 e le 60 ore settimanali. Percentuale che si incrementa del 90% quando il marito supera le 60 ore settimanali mentre il percorso di carriera del padre non è affatto influenzato dal numero di ore che la mamma dedica alla propria professione anche superando il tetto delle 60 ore settimanali!

Ridisegnare le regole. L’indagine chiede un ripensamento delle norme organizzative, sociali e culturali negli ambienti di lavoro.

Sarebbe anche ora… che ne pensate?

Maria Cimarelli

Working Mothers Italy

 

Foto di American Sociological Review

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Mi sono imbattuta in un sito che reputo intelligente ed in linea con le necessità attuali di ottimizzazione di tempi, soldi, benzina e gas vari!

E’ Posto in auto . Il servizio viene offerto senza scopo di lucro in modo del tutto indipendente da aziende e strutture politico-amministrative.

Si parla e ci si organizza per fare “carpooling” ovvero condividere la stessa macchina per tratti di strada comuni.

E’ dedicato a due categorie di persone: persone che viaggiano in auto ma hanno dei posti liberi in macchina e persone che vogliono sfruttare proprio questi posti liberi.

posto in auto viaggia rosa donneA differenza di altri siti simili già avviati:

  • è indipendente e non collegato a nessuna azienda o organizzazione politico-amministrativa;

  • offre un servizio a livello nazionale, non solo locale;

  • si rivolge sia ai pendolari sia a chi vuole effettuare viaggi lunghi o saltuari;

  • punta sulla sicurezza grazie al feedback, all’obbligo della registrazione e dell’indicazione del numero della targa;

  • è il primo sito di carpooling in Italia a offrire un servizio di carpooling per le donne, il viaggio rosa riservato alle donne, con autista donna e passeggeri donna.

Come funziona il Viaggio Rosa?

È semplice: se sei una donna e sei registrata a postoinauto.it, offrendo un passaggio puoi scegliere se offrire un passaggio “normale” (cioè aperto a tutti) oppure un viaggio rosa: in questo caso soltanto donne potranno prenotare i posti liberi nella tua auto.

Infatti per molte donne il carpooling solleva delle preoccupazioni a livello di sicurezza, non si sentono a proprio agio nell’offrire passaggi a sconosciuti o nel salire in auto con degli sconosciuti.

Ma non solo! Questa novità può essere di aiuto anche alle mamme!

Puoi offrire un viaggio rosa anche se viaggi in compagnia di bambini!

Quindi… Mamme unitevi, potrebbe diventare un modo simpatico per viaggiare, risparmiare e, perché no, fare network o scambiarsi consigli!

 

Maria Cimarelli

Working Mothers Italy

 

Immagine di PostoInAuto

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mamme,lavoro, donne e webA Milano il 16 marzo scorso si è svolta la II edizione di “Donne e tecnologia mobile”, organizzato da Microsoft all’interno del progetto  Futuro@lFemminile per le pari opportunità.

Nel rapporto tra universo femminile e tecnologie mobili circa 8.3 milioni di donne italiane sono on-line (il 32% delle donne nel nostro Paese) con una crescita del 7% annua. In questo universo femminile nel web le donne dai 16 ai 34 anni coprono il 76%.

La responsabile Microsoft di Futuro al Femminile – dott.ssa Roberta Cocco – riassume:

“[...]Promuovere l’uso delle nuove tecnologie infatti è fondamentale per gestire con efficacia il capitale rappresentato dalle informazioni aziendali e dal know how personale e questo equivale alla possibilità di esprimere al meglio il proprio potenziale, di migliorare le proprie performance, di emergere

Dobbiamo considerare che il modo di concepire il posto di lavoro sta cambiando. [...] Strategie aziendali improntate alla flessibilità permettono di non doversi trovare fisicamente in ufficio per svolgere le proprie mansioni e quindi spesso si traducono nella possibilità di gestire in autonomia il proprio tempo, organizzando la giornata non solo in base agli impegni professionali ma anche alle esigenze familiari.”

Lavorare da casa, organizzare appuntamenti, fare la spesa, pagare bollette o fare bonifici, organizzare e prenotare viaggi…sono solo alcuni degli esempi di utilizzo a nostro vantaggio del web ma “[...]non devono rimanere appannaggio delle grandi aziende. In un contesto come quello italiano, basato sulla media impresa, potrebbero trovare applicazione concreta e risolvere, tra l’altro,  il problema dell’abbandono del lavoro da parte delle donne a seguito della maternità e il bilanciamento tra vita professionale e personale.”

Sappiamo bene che il web e gli strumenti correlati possono essere nostri grandi alleati, anche se non possono rappresentare l’unica soluzione.

Quindi “cadiamo nella rete“! …Ma soprattutto aiutiamo le donne che conosciamo ad utilizzarla, potrà essere solo un vantaggio per loro e per noi, nonché uno strumento di conoscenza e networking!

PS: Auguri a tutti i papà!

 

Maria Cimarelli

Working Mothers Italy

 

Illustrazione di TakeAWay Production

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Bimbi in Fiera

 

Cogliamo l’occasione per invitarvi a partecipare con WMI Sabato 27 e domenica 28 marzo (l’orario è dalle 10 alle 19) a Roma alla manifestazione Bimbinfiera dove saremo presenti con un nostro stand.Working Mothers Italy a Bimbi in Fiera

Vi aspettiamo tutte per conoscerci ma non solo…è il più importante salone espositivo italiano dedicato alle donne in attesa, alle neomamme, ai neopapà e alle famiglie.

I bimbi fino a 10 anni non pagano e si può scaricare un buono sconto per entrare a prezzo ridotto.

Con Working Mothers Italy parteciperete gratuitamente al Concorso a Timbri, ovvero con il nostro timbro e quello di altri stand potrete partecipare all’estrazione di bellissimi premi!

Potrete cimentarvi nella Strollerace il campionato italiano di corsa con il passeggino, si potrà vedere, toccare, confrontare e acquistare tutte le novità e i migliori prodotti e servizi legati al mondo delle mamme e bimbi.

Se avete dubbi sulle difficoltà logistiche non temete, ci sarà comfort per mamme e papà con una nursery attrezzata per il cambio bimbi, un’area massaggio dei neonati, un’area allattamento con divani e scalda biberon, un baby ristoro dove pranzare utilizzando gli scaldavivande o gustando prodotti, merende e succhi offerti.

In più (se non bastasse) un intero padiglione della fiera è dedicato all’intrattenimento di grandi e piccoli (gonfiabili, animazioni, “Baby Dance”, spettacoli e lezioni di magia e tanti altri giochi).

Ma dove ci troverete?Siamo nel Padiglione 1, stand n.7!

L’indirizzo esatto

Nuova Fiera di Roma

via Eiffel, 30

Dalle ore 10 alle ore 19 (ingresso fino alle 18.30)

Vi aspettiamo!

Maria Cimarelli

Working Mothers Italy

 

Illustrazione di BimbiInFiera

Foto di Working Mothers Italy

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Qualche giorno fa ho avuto una grande soddisfazione per la nostra associazione, infatti siamo state inserite tra i referenti italiani dalla Commissione Europea per l’Occupazione, gli Affari Sociali e le Pari Opportunità nell’ambito della campagna di informazione Gender Pay Gap sul divario di retribuzione tra uomini e donne in Europa.

Ero felicissima ma poi mi sono chiesta, come referenti per l’informazione: le persone sanno dell’esistenza di questa indagine, in cosa consiste, oppure le donne “sanno solo” quello che sperimentano ogni giorno nella loro vita quotidiana? Ovvero che se sono brave e preparate il minimo che possa succedere è che vengano pagate meno dei loro colleghi maschietti nel team.

Sorvolando su temi importantissimi sui quali ci si dovrebbe ispirare e fondare come l’uguaglianza, la parità e la democrazia in un paese, ma anche semplicemente in un sistema educativo e sociale….arriviamo al tema.

Il termine Gender Pay Gap ormai è chiaro, significa differenziale retributivo di genere ovvero tra uomini e donne. Nella primavera 2009 l’Unione Europea si è fatta carico del problema con una campagna informativa per sottolineare il divario esistente lungo tutto l’arco della vita, e non da ultimo per i riflessi ciò avrà sulle pensioni future delle donne. Ma come si calcola?gender pay gap lavoro donne mamme

Senza perderci in meandri metodologici (da brava “statistica” mi piacerebbe ma non vi ammorberò..) è calcolato come differenza tra il salario medio orario di uomini e donne calcolata in percentuale rispetto al salario orario maschile.

Una parte del differenziale può essere ricondotta a differenze nelle caratteristiche degli individui e del posto di lavoro (età, istruzione, formazione sul lavoro, settore, tipo di occupazione).

Un’altra parte può venir spiegata dal diverso modo in cui le stesse caratteristiche sono retribuite.

I risultati di questo indicatore ci dicono che se la composizione della forza lavoro tra i sessi rispetto alle caratteristiche personali ed occupazionali fosse identica, rimarrebbe comunque un considerevole divario tra le retribuzioni di uomini e donne.

Depurando una serie di fattori che in Italia sono essenziali, si arriva a sostenere che in questo paese le donne percepiscono tra il 50 e il 70% di ciò che guadagnano annualmente gli uomini.

Voi mi direte: bella scoperta! E cosa cambia?

Dimostrare scientificamente e diffondere informazione su quello che sperimentiamo tutti i giorni nella realtà serve sempre, a smentire chi dice che non sia così e a portare a tutti i livelli la nostra …. (cerco di essere elegante)… rabbia.

Maria Cimarelli

Working Mothers Italy

 

Illustrazione dal sito EU

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Nell’ultimo post “Uma Thurman: una mamma come noi?” concludendo avevo anticipato che ci sarebbero state anche belle notizie legate al mondo delle mamme e del lavoro.

Stanno nascendo siti di informazione, finanziamenti regionali e progetti a sostegno della flessibilità e conciliazione delle mamme nel lavoro.

La regione Lazio ha stanziato un totale di circa 9,5 milioni di euro per la creazione di servizi di Flexicurity, ovvero di flessibilità e conciliazione delle mamme (e famiglie). Ogni progetto potrà essere finanziato fino a 350.000€ su due anni con l’obiettivo principale di fornire servizi alle famiglie ma migliorare anche la flessibilità di coloro che lavorano nell’azienda legata al progetto.

Ecco il link al bando che avrà come prima scadenza la fine di maggio.

Altra bella notizia: è nato il progetto Moms@work dalla collaborazione tra due mamme tostissime e molto preparate, Cecilia Spanu e Anna Zavaritt, con Gi Group, primo gruppo italiano nei servizi per il mondo del lavoro, per rispondere alle specifiche esigenze di lavoro delle madri.

mamme-e-lavoro.jpgGi Group ha deciso di sostenere il progetto pilota con un duplice obiettivo: da un lato aiutare donne qualificate e motivate a rientrare, o a trovare il proprio spazio, nel mondo del lavoro; dall’altro aiutare le aziende a capire e a cogliere i vantaggi, anche economici, del lavoro flessibile. Fornendo ad entrambi servizi di recruitment e consulenza specializzati.

In bocca al lupo da parte di Mommy Pride, Working Mothers Italy e tutte noi per un progetto di mamme per migliorare la vita professionale delle mamme!

Maria Cimarelli

Working Mothers Italy

 

Foto di Moms at work

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“Lavoro e figli mettono a dura prova nervi e forza di volontà, e a volte capita di sentirsi molto sole, anche incomprese per l’ansia che ci portiamo appresso”, dichiara Uma Thurman a ‘Tu Style’, il settimanale in edicola oggi. L’attrice americana parla delle difficoltà di conciliare il lavoro con l’educazione dei due figli: “Faccio del mio meglio, qualunque madre che lavora dirà la stessa cosa“, afferma Thurman. “Credo che ogni mamma che lavora sia una specie di supereroe“.

mamma a lavoroE dico poco… Se per un’attrice e mamma, per di più americana, la conciliazione lavoro-famiglia, ovvero l’arte dello scovare un sistema per far funzionare il binomio vita privata e lavoro, è difficile…ci si chiede come noi normali mamme lavoratrici, per di più italiane, prive di tutti i privilegi e facilitazioni delle grandi star, riusciamo ad arrivare “incolumi” alla fine di ogni giornata!

Di sicuro, anche se apparentemente portiamo avanti un numero incredibile di attività e scadenze in parallelo, così “fresche e riposate” non ne usciamo…

Il rapporto pubblicato da ManagerItalia dimostra che oltre un quarto delle donne lascia il lavoro dopo la maternità. Sembra che la realizzazione del ruolo di mamma e moglie in casa con quello di donna in carriera in ufficio sia una chimera. Un quarto delle intervistate ha dichiarato di aver abbandonato il proprio posto di lavoro in seguito ad una gravidanza, grazie all’inesistenza di un Welfare adeguato alle esigenze (come asili nido inaccessibili in base al proprio reddito, pochi posti disponibili e baby-sitter troppo onerose).

E’ dimostrato che la causa di un tasso occupazionale femminile così basso in Italia sia proprio imputabile all’abbandono del posto di lavoro, dopo la nascita del primo o del secondo figlio.

Una efficace politica di sostegno all’occupazione potrebbe quantomeno contenere la situazione che coinvolge oltre 3 milioni di donne e mamme … come noi.

Sembra comunque che qualcosa si muova, nel prossimo post… prometto novità positive!

Maria Cimarelli

Working Mothers Italy

 

Foto di  TakeAWay Production

 

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C’è tempo fino al 10 marzo per potersi iscrivere e partecipare all’edizione 2010 del Cartier Women’s Iniziative Award, indetto da Cartier, che vuole premiare le migliori iniziative imprenditoriali femminili nel mondo.

 

Il concorso, nato nel 2006, ha infatti carattere  internazionale. Unico requisito richiesto: essere a capo di un’azienda da almeno tre anni, che risponda alla creatività e alla capacità di sostenere economicamente lo sviluppo responsabile della stessa.

I premi vengono consegnati ogni anno a cinque laureate, una per ciascun continente: Africa, Asia, Europa, America Latina e America del Nord.

Le  finaliste sono quindici e verranno selezionate da una giuria indipendente, mentre le vincitrici riceveranno svariati premi.

Oltre infatti al trofeo, potranno usufruire di un anno di coaching con professionisti Cartier, McKinsey & Co. e la business school INSEAD, un premio di 20.000 dollari, un viaggio a Parigi per le finali internazionali e  un network di conoscenze utile per lo sviluppo della propria azienda.

Per poter partecipare alla selezione occorre presentare un’idea imprenditoriale originale,  ma ovviamente non finisce qui. A “partorire” l’idea deve essere una donna che occupa la posizione di leadership.

Il concorso è aperto a tutte le donne di ogni nazionalità e settore.

L’edizione 2009 del Cartier Women’s Initiative Award ha visto la partecipazione di 820 donne di 70 nazioni differenti.

E’ un’iniziativa interessante e volevamo segnalarvela!

 

Maria Cimarelli

Working Mothers Italy

 

 

Per info: http://www.cartierwomensinitiative.com/cms/  

Foto: Cartier Womens Iniziative

 

 

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“Buongiorno dottoressa. Il direttore generale (ndr: o direttore delle risorse umane) la aspetta nel suo ufficio”.

Quando alle neomamme manager, e non, viene detta questa frase la prima reazione o pensiero non è più “vorranno farmi i complimenti per la bimba” ma “per quanto ancora avrò il mio posto di lavoro?”.

Questo è il primo pensiero dopo l’ennesimo caso di uscita concordata di una brava neomamma manager di una nota multinazionale austriaca che coordinava un team di 28 persone.Manager_mamma

 Laurea in Bocconi a pieni voti, una che i compiti a casa e sul lavoro li sapeva fare….E che li aveva anche fatti: ultima riunione fino ad una settimana prima del parto, non “sparendo” durante il congedo di maternità come spesso si “accusano” (!) le mamme soprattutto (ma non solo) a certi livelli.

 Stefania Boleso ha avuto il coraggio di raccontare la sua storia pur sapendo che il rischio che correva era di non trovare un’altra azienda che le offrisse un lavoro e rompendo il silenzio di tantissime donne e mamme come lei che hanno vissuto e stanno vivendo la sua stessa esperienza.

Riporto l’ultima frase dell’intervista:

Il rischio c’è. Ma credo vada corso. Quantomeno per aiutare mia figlia a vivere  in un mondo migliore.

Vorrei non ripetere sempre le stesse cose che vengono ricordate dopo queste notizie, però semplicemente fare poche considerazioni su cosa accadrebbe se  queste aziende fossero “segnalate”:

la prima è che la pubblicità negativa derivante forse disincentiverebbe queste pratiche, se non altro perché magari non in linea con i “Valori” pubblicizzati dal marchio (famiglia, lealtà, ecc ecc);

la seconda è che sarebbe utile per sfatare o per lo meno “sgonfiare” il mito della neomamma che sfrutta qualsiasi trucco o tipologia di astensione e malattia per rimanere a casa alle spalle di un’azienda…purtroppo sono sempre di più i casi in cui sono le aziende che non danno a priori opportunità di sviluppo; la terza è che se fossi un responsabile delle Risorse Umane di un’azienda (magari competitor della multinazionale in questione) farei a gara per accaparrarmi la mamma manager dell’articolo, se non altro cinicamente per ottenere un’immagine esattamente opposta a quella dell’azienda che l’ha licenziata…

Vi aspetto per i commenti!

Maria

WMI Team

Foto di Erik

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Ciao a tutte!

Mi presento, sono Maria di Working Mothers Italy, una mamma e professionista come tante che cerca di conciliare la vita privata e la famiglia con gli impegni professionali.

Proprio per le innumerevoli gioie ma altrettante difficoltà incontrate sulla nostra strada dall’istante in cui abbiamo scoperto di aspettare le nostre piccole, io e Manuela abbiamo fondato la 1° associazione italiana per

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mamme lavoratrici con l’obiettivo di creare un network professionale, di sostegno reciproco e di contatto diretto con il mondo del lavoro, di scambio di informazioni e di esperienze attraverso il social network sul web dell’associazione al quale si può accedere gratuitamente.

WMI ha tra gli obiettivi anche corsi di formazione per mamme, sessioni di coaching alle mamme  (o mom coaching) e aiuto nella preparazione professionale a colloqui o stesura curriculum vitae.

I temi del mercato del lavoro in Italia, delle reali opportunità che vengono offerte alle donne e mamme sono sempre di più riportati e commentati da tutti i media ma le soluzioni…?!?

Per questi e tantissimi altri motivi interverrò nel Blog Mommy Pride di Donna Moderna ogni mercoledì e venerdì per seguire e commentare con tutte voi argomenti legati a donne/maternità e lavoro, imprenditoria femminile o semplici news sul mondo del lavoro.

Vi aspetto numerose con i vostri interventi, commenti e suggerimenti sugli argomenti che vorreste fossero approfonditi nel blog ma anche nel Forum lavoro di Donna Moderna

Cosa aggiungere?Gli inglesi direbbero…Stay tuned!

A prestissimo,

Maria

WMI Team

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