Race for the cure 2010 -cancro al senoDopo il successo della decima edizione del 2009, con oltre 43.000 partecipanti, la Race for the Cure tornerà a Roma domenica 16 maggio 2010 per l’undicesima edizione.

Evento simbolo della Susan G. Komen Italia, è una mini-maratona di raccolta fondi, della lunghezza di 5 km (con passeggiata di 2km) che si propone di esprimere solidarietà alle donne che si confrontano con il tumore del seno e di sensibilizzare l’opinione pubblica sull’importanza della prevenzione. È una manifestazione unica e aperta a tutti, che ha la capacità di coniugare al meglio sport, divertimento, emozioni ed impegno sociale.

Caratteristica principale dell’evento è la presenza delle “Donne in Rosa”, donne che hanno affrontato personalmente il tumore del seno e che, per dimostrare l’atteggiamento positivo con cui si confrontano con la malattia, scelgono di rendersi intenzionalmente visibili indossando una maglietta ed un cappellino rosa.

Il week end della “Race for the Cure” è un evento che abbraccia lo sport, la salute e l’impegno sociale e che si rivolge a tutta la famiglia in un’atmosfera davvero festosa.

Uomini, donne, bambini, agonisti, sportivi della domenica e sedentari potranno trascorrere una domenica mattina di relax e benessere visitando gli stand degli sponsor, ascoltando l’intrattenimento musicale o semplicemente prendendo il sole sul prato dello Stadio delle Terme di Caracalla. Tutti con un unico obiettivo: rendere il tumore del seno una malattia sempre più curabile.

Anche noi di Working Mothers Italy abbiamo costituito una squadra (con tanto di mascotte scodinzolante) e vi aspettiamo tutti nell’area stand dove saremo presenti!

Maria Cimarelli

Working Mothers Italy

Immagine di Komen

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mamme,lavoro, donne e webA Milano il 16 marzo scorso si è svolta la II edizione di “Donne e tecnologia mobile”, organizzato da Microsoft all’interno del progetto  Futuro@lFemminile per le pari opportunità.

Nel rapporto tra universo femminile e tecnologie mobili circa 8.3 milioni di donne italiane sono on-line (il 32% delle donne nel nostro Paese) con una crescita del 7% annua. In questo universo femminile nel web le donne dai 16 ai 34 anni coprono il 76%.

La responsabile Microsoft di Futuro al Femminile – dott.ssa Roberta Cocco – riassume:

“[...]Promuovere l’uso delle nuove tecnologie infatti è fondamentale per gestire con efficacia il capitale rappresentato dalle informazioni aziendali e dal know how personale e questo equivale alla possibilità di esprimere al meglio il proprio potenziale, di migliorare le proprie performance, di emergere

Dobbiamo considerare che il modo di concepire il posto di lavoro sta cambiando. [...] Strategie aziendali improntate alla flessibilità permettono di non doversi trovare fisicamente in ufficio per svolgere le proprie mansioni e quindi spesso si traducono nella possibilità di gestire in autonomia il proprio tempo, organizzando la giornata non solo in base agli impegni professionali ma anche alle esigenze familiari.”

Lavorare da casa, organizzare appuntamenti, fare la spesa, pagare bollette o fare bonifici, organizzare e prenotare viaggi…sono solo alcuni degli esempi di utilizzo a nostro vantaggio del web ma “[...]non devono rimanere appannaggio delle grandi aziende. In un contesto come quello italiano, basato sulla media impresa, potrebbero trovare applicazione concreta e risolvere, tra l’altro,  il problema dell’abbandono del lavoro da parte delle donne a seguito della maternità e il bilanciamento tra vita professionale e personale.”

Sappiamo bene che il web e gli strumenti correlati possono essere nostri grandi alleati, anche se non possono rappresentare l’unica soluzione.

Quindi “cadiamo nella rete“! …Ma soprattutto aiutiamo le donne che conosciamo ad utilizzarla, potrà essere solo un vantaggio per loro e per noi, nonché uno strumento di conoscenza e networking!

PS: Auguri a tutti i papà!

 

Maria Cimarelli

Working Mothers Italy

 

Illustrazione di TakeAWay Production

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Qualche giorno fa ho avuto una grande soddisfazione per la nostra associazione, infatti siamo state inserite tra i referenti italiani dalla Commissione Europea per l’Occupazione, gli Affari Sociali e le Pari Opportunità nell’ambito della campagna di informazione Gender Pay Gap sul divario di retribuzione tra uomini e donne in Europa.

Ero felicissima ma poi mi sono chiesta, come referenti per l’informazione: le persone sanno dell’esistenza di questa indagine, in cosa consiste, oppure le donne “sanno solo” quello che sperimentano ogni giorno nella loro vita quotidiana? Ovvero che se sono brave e preparate il minimo che possa succedere è che vengano pagate meno dei loro colleghi maschietti nel team.

Sorvolando su temi importantissimi sui quali ci si dovrebbe ispirare e fondare come l’uguaglianza, la parità e la democrazia in un paese, ma anche semplicemente in un sistema educativo e sociale….arriviamo al tema.

Il termine Gender Pay Gap ormai è chiaro, significa differenziale retributivo di genere ovvero tra uomini e donne. Nella primavera 2009 l’Unione Europea si è fatta carico del problema con una campagna informativa per sottolineare il divario esistente lungo tutto l’arco della vita, e non da ultimo per i riflessi ciò avrà sulle pensioni future delle donne. Ma come si calcola?gender pay gap lavoro donne mamme

Senza perderci in meandri metodologici (da brava “statistica” mi piacerebbe ma non vi ammorberò..) è calcolato come differenza tra il salario medio orario di uomini e donne calcolata in percentuale rispetto al salario orario maschile.

Una parte del differenziale può essere ricondotta a differenze nelle caratteristiche degli individui e del posto di lavoro (età, istruzione, formazione sul lavoro, settore, tipo di occupazione).

Un’altra parte può venir spiegata dal diverso modo in cui le stesse caratteristiche sono retribuite.

I risultati di questo indicatore ci dicono che se la composizione della forza lavoro tra i sessi rispetto alle caratteristiche personali ed occupazionali fosse identica, rimarrebbe comunque un considerevole divario tra le retribuzioni di uomini e donne.

Depurando una serie di fattori che in Italia sono essenziali, si arriva a sostenere che in questo paese le donne percepiscono tra il 50 e il 70% di ciò che guadagnano annualmente gli uomini.

Voi mi direte: bella scoperta! E cosa cambia?

Dimostrare scientificamente e diffondere informazione su quello che sperimentiamo tutti i giorni nella realtà serve sempre, a smentire chi dice che non sia così e a portare a tutti i livelli la nostra …. (cerco di essere elegante)… rabbia.

Maria Cimarelli

Working Mothers Italy

 

Illustrazione dal sito EU

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