Se siete Mamme imprenditrici (o vorreste esserlo) sappiate che con il Dpr n.160 del 7 settembre 2010 sono stati introdotti gli Sportelli unici per le attività produttive (SUAP), che, in base alla normativa vigente (art.38 del decreto legge 112/08), devono essere l’unico punto d’accesso per le pratiche amministrative relative allo svolgimento dell’attività imprenditoriale.

Lo Sportello unico assicura al richiedente una risposta telematica unica e tempestiva in luogo degli altri uffici comunali e di tutte le amministrazioni pubbliche comunque coinvolte nel procedimento. Il Decreto entra in vigore il 15 ottobre 2010, ma per rendere operativi i Suap e iniziare l’attività i Comuni hanno sei mesi di tempo, che diventano dodici per le procedure più complesse …. ci sarà tempo quindi…!

Le aziende avranno a disposizione anche un altro strumento:  le “Agenzie per le imprese”.

Si tratta di soggetti privati accreditati dal Ministero dello sviluppo economico a cui gli imprenditori potranno rivolgersi per attestare la presenza dei requisiti richiesti dalla legge per realizzare, trasferire o cessare un’attività. Le Agenzie, quindi, potranno aiutare le aziende a rivolgersi agli sportelli unici.

Tra le novità che permettono di velocizzare l’avvio di un’impresa, la possibilità di una contestuale presentazione della segnalazione di inizio attività (Scia)  e della comunicazione unica per la nascita d’impresa presso il Registro delle imprese, che quindi trasmette la Scia allo Sportello unico. Quest’ultimo rilascia ricevuta e in seguito di ciò il richiedente può avviare immediatamente l’attività.

Il SUAP sarà il soggetto pubblico di riferimento per tutti i procedimenti che abbiano ad oggetto l’esercizio di attività produttive e di prestazione di servizi, e quelli relativi alle azioni di localizzazione, realizzazione, trasformazione, ristrutturazione o riconversione, ampliamento o trasferimento, nonché cessazione o riattivazione delle suddette attività.

Spero rappresenti un passo avanti per facilitare la vita alle imprese…

Cosa ne pensate?Avete avuto esperienze in questo senso? Quali sono fino ad oggi i feedback?

Maria Cimarelli

Working Mothers Italy


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Un premio alle donne…creative!

Si parla di: mamme e lavoro

Premio ITWIIN migliore donna creativa e inventriceE’ partita l’edizione 2010 del Premio ITWIIN per donne italiane eccezionalmente creative, in tutti i settori e per tutte le professioni, per il riconoscimento dei successi professionali negli ambiti della ricerca, dell’innovazione e del trasferimento tecnologico.

I due premi principali, Migliore Inventrice e Migliore Innovatrice, saranno assegnati a donne italiane o residenti nel territorio italiano in possesso di un brevetto o di un prodotto/processo/servizio innovativo, e consisteranno in un montepremi complessivo di 5.000 euro e in servizi di consulenza.

Le domande di partecipazione vanno inoltrate all’indirizzo email

premio.itwiin@googlemail.com

inviando gli appositi moduli entro e non oltre il 26 maggio 2010.

I requisiti principali per la candidatura al Premio Migliore Inventrice sono:

- l’invenzione proposta deve essere coperta da brevetto;

- può partecipare al concorso sia un’inventrice che una co-inventrice.

Possono invece partecipare al concorso per il Premio Migliore Innovatrice:

- le ricercatrici in possesso di laurea che abbiano un contratto di ricerca attivo con un ente pubblico o privato,

- le imprenditrici o socie d’impresa e

- le imprenditrici di spin-off.

In occasione del Concorso ITWIIN 2010, i Partner della manifestazione hanno messo in palio tre Premi Speciali:

- THE PREMIO AWARD per la scienziata italiana in America più votata dalla comunità di ricercatori e professionisti;

- il Riconoscimento AIWECA destinato ad un’esperta che, formatasi nel centro di Valenzano, abbia intrapreso un percorso lavorativo in grado di rinsaldare il dialogo e la cooperazione e mantenere rapporti di collaborazione e vicendevole scambio in campo agricolo tra Europa e Mediterraneo;

- il Premio DISTI-TELPRESS con 500 euro l’autrice del progetto che, tra le concorrenti del Premio ITWIIN e dei Premi Speciali associati, abbia dimostrato la maggior efficacia nella comunicazione.

Tutte le informazioni ed i moduli di partecipazione in:

http://www.itwiin.it/premio-itwiin-associazione-donne-inventrici-innovatrici.html

 

Maria Cimarelli

Working Mothers Italy

Immagine di ITWIIN

 

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il cervello di mamma e papàNon potevo esimermi dal supportare una iniziativa tanto intelligente per quanto innovativa

Viene da Serena e Silvia  ideatrici di Genitori Crescono.

“Le neuroscienze confermano che il cervello delle mamme, ma anche dei papà e di chi accudisce un’altra persona, si modificano in modo profondo, aumentando capacità di percezione, efficienza, resistenza, motivazione e intelligenza emotiva.

Queste qualità rendono la maternità o paternità un momento di arricchimento.

Per questo siamo orgogliosi di scriverlo sul nostro Curriculum Vitae.”

Questa iniziativa ha trovato conferma nel libro “The Mommy Brain: How Motherhood Makes Us Smarter” di Katherine Ellison dal quale Serena ha avuto modo di scrivere un post un po’ provocatorio, nel quale propone di aggiungere alcune righe al CV che indichino proprio tutto quello che si è imparato nei mesi di maternità, e che potrebbe essere d’interesse per un’azienda.

Con l’iniziativa si propone quindi di: dichiarare che un figlio NON è un intralcio ma anzi una ricchezza in termini di formazione personale, anche in ambito professionale; far capire che si può conciliare lavoro e famiglia con orari flessibili che non castrino ne’ l’uno ne’ l’altro; smettere di giustificarsi per il tempo “perso” in maternità/paternità.

Dicono Serena e Silvia: “Da quando siamo diventate mamme, ci sentiamo più intelligenti. Abbiamo affinato skills che sono sicuramente molto ambite da molte aziende. E allora perché non possiamo scriverlo nel CV? Perché non possiamo considerare la maternità come un momento di crescita, anche professionale, da evidenziare magari in grassetto? E naturalmente questo vale anche per i papà!”

Io sono d’accordo. Cosa ne pensate?

Riscrivereste il vostro CV inserendo l’esperienza della genitorialità?

Aspetto commenti!

Per avere dettagli sull’iniziativa:

- Il link dell’articolo

- Il gruppo su Facebook

 

Maria Cimarelli

Working Mothers Italy

 

Immagine di GenitoriCrescono

 

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“Lavoro e figli mettono a dura prova nervi e forza di volontà, e a volte capita di sentirsi molto sole, anche incomprese per l’ansia che ci portiamo appresso”, dichiara Uma Thurman a ‘Tu Style’, il settimanale in edicola oggi. L’attrice americana parla delle difficoltà di conciliare il lavoro con l’educazione dei due figli: “Faccio del mio meglio, qualunque madre che lavora dirà la stessa cosa“, afferma Thurman. “Credo che ogni mamma che lavora sia una specie di supereroe“.

mamma a lavoroE dico poco… Se per un’attrice e mamma, per di più americana, la conciliazione lavoro-famiglia, ovvero l’arte dello scovare un sistema per far funzionare il binomio vita privata e lavoro, è difficile…ci si chiede come noi normali mamme lavoratrici, per di più italiane, prive di tutti i privilegi e facilitazioni delle grandi star, riusciamo ad arrivare “incolumi” alla fine di ogni giornata!

Di sicuro, anche se apparentemente portiamo avanti un numero incredibile di attività e scadenze in parallelo, così “fresche e riposate” non ne usciamo…

Il rapporto pubblicato da ManagerItalia dimostra che oltre un quarto delle donne lascia il lavoro dopo la maternità. Sembra che la realizzazione del ruolo di mamma e moglie in casa con quello di donna in carriera in ufficio sia una chimera. Un quarto delle intervistate ha dichiarato di aver abbandonato il proprio posto di lavoro in seguito ad una gravidanza, grazie all’inesistenza di un Welfare adeguato alle esigenze (come asili nido inaccessibili in base al proprio reddito, pochi posti disponibili e baby-sitter troppo onerose).

E’ dimostrato che la causa di un tasso occupazionale femminile così basso in Italia sia proprio imputabile all’abbandono del posto di lavoro, dopo la nascita del primo o del secondo figlio.

Una efficace politica di sostegno all’occupazione potrebbe quantomeno contenere la situazione che coinvolge oltre 3 milioni di donne e mamme … come noi.

Sembra comunque che qualcosa si muova, nel prossimo post… prometto novità positive!

Maria Cimarelli

Working Mothers Italy

 

Foto di  TakeAWay Production

 

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C’è tempo fino al 10 marzo per potersi iscrivere e partecipare all’edizione 2010 del Cartier Women’s Iniziative Award, indetto da Cartier, che vuole premiare le migliori iniziative imprenditoriali femminili nel mondo.

 

Il concorso, nato nel 2006, ha infatti carattere  internazionale. Unico requisito richiesto: essere a capo di un’azienda da almeno tre anni, che risponda alla creatività e alla capacità di sostenere economicamente lo sviluppo responsabile della stessa.

I premi vengono consegnati ogni anno a cinque laureate, una per ciascun continente: Africa, Asia, Europa, America Latina e America del Nord.

Le  finaliste sono quindici e verranno selezionate da una giuria indipendente, mentre le vincitrici riceveranno svariati premi.

Oltre infatti al trofeo, potranno usufruire di un anno di coaching con professionisti Cartier, McKinsey & Co. e la business school INSEAD, un premio di 20.000 dollari, un viaggio a Parigi per le finali internazionali e  un network di conoscenze utile per lo sviluppo della propria azienda.

Per poter partecipare alla selezione occorre presentare un’idea imprenditoriale originale,  ma ovviamente non finisce qui. A “partorire” l’idea deve essere una donna che occupa la posizione di leadership.

Il concorso è aperto a tutte le donne di ogni nazionalità e settore.

L’edizione 2009 del Cartier Women’s Initiative Award ha visto la partecipazione di 820 donne di 70 nazioni differenti.

E’ un’iniziativa interessante e volevamo segnalarvela!

 

Maria Cimarelli

Working Mothers Italy

 

 

Per info: http://www.cartierwomensinitiative.com/cms/  

Foto: Cartier Womens Iniziative

 

 

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“Buongiorno dottoressa. Il direttore generale (ndr: o direttore delle risorse umane) la aspetta nel suo ufficio”.

Quando alle neomamme manager, e non, viene detta questa frase la prima reazione o pensiero non è più “vorranno farmi i complimenti per la bimba” ma “per quanto ancora avrò il mio posto di lavoro?”.

Questo è il primo pensiero dopo l’ennesimo caso di uscita concordata di una brava neomamma manager di una nota multinazionale austriaca che coordinava un team di 28 persone.Manager_mamma

 Laurea in Bocconi a pieni voti, una che i compiti a casa e sul lavoro li sapeva fare….E che li aveva anche fatti: ultima riunione fino ad una settimana prima del parto, non “sparendo” durante il congedo di maternità come spesso si “accusano” (!) le mamme soprattutto (ma non solo) a certi livelli.

 Stefania Boleso ha avuto il coraggio di raccontare la sua storia pur sapendo che il rischio che correva era di non trovare un’altra azienda che le offrisse un lavoro e rompendo il silenzio di tantissime donne e mamme come lei che hanno vissuto e stanno vivendo la sua stessa esperienza.

Riporto l’ultima frase dell’intervista:

Il rischio c’è. Ma credo vada corso. Quantomeno per aiutare mia figlia a vivere  in un mondo migliore.

Vorrei non ripetere sempre le stesse cose che vengono ricordate dopo queste notizie, però semplicemente fare poche considerazioni su cosa accadrebbe se  queste aziende fossero “segnalate”:

la prima è che la pubblicità negativa derivante forse disincentiverebbe queste pratiche, se non altro perché magari non in linea con i “Valori” pubblicizzati dal marchio (famiglia, lealtà, ecc ecc);

la seconda è che sarebbe utile per sfatare o per lo meno “sgonfiare” il mito della neomamma che sfrutta qualsiasi trucco o tipologia di astensione e malattia per rimanere a casa alle spalle di un’azienda…purtroppo sono sempre di più i casi in cui sono le aziende che non danno a priori opportunità di sviluppo; la terza è che se fossi un responsabile delle Risorse Umane di un’azienda (magari competitor della multinazionale in questione) farei a gara per accaparrarmi la mamma manager dell’articolo, se non altro cinicamente per ottenere un’immagine esattamente opposta a quella dell’azienda che l’ha licenziata…

Vi aspetto per i commenti!

Maria

WMI Team

Foto di Erik

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Ciao a tutte!

Mi presento, sono Maria di Working Mothers Italy, una mamma e professionista come tante che cerca di conciliare la vita privata e la famiglia con gli impegni professionali.

Proprio per le innumerevoli gioie ma altrettante difficoltà incontrate sulla nostra strada dall’istante in cui abbiamo scoperto di aspettare le nostre piccole, io e Manuela abbiamo fondato la 1° associazione italiana per

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mamme lavoratrici con l’obiettivo di creare un network professionale, di sostegno reciproco e di contatto diretto con il mondo del lavoro, di scambio di informazioni e di esperienze attraverso il social network sul web dell’associazione al quale si può accedere gratuitamente.

WMI ha tra gli obiettivi anche corsi di formazione per mamme, sessioni di coaching alle mamme  (o mom coaching) e aiuto nella preparazione professionale a colloqui o stesura curriculum vitae.

I temi del mercato del lavoro in Italia, delle reali opportunità che vengono offerte alle donne e mamme sono sempre di più riportati e commentati da tutti i media ma le soluzioni…?!?

Per questi e tantissimi altri motivi interverrò nel Blog Mommy Pride di Donna Moderna ogni mercoledì e venerdì per seguire e commentare con tutte voi argomenti legati a donne/maternità e lavoro, imprenditoria femminile o semplici news sul mondo del lavoro.

Vi aspetto numerose con i vostri interventi, commenti e suggerimenti sugli argomenti che vorreste fossero approfonditi nel blog ma anche nel Forum lavoro di Donna Moderna

Cosa aggiungere?Gli inglesi direbbero…Stay tuned!

A prestissimo,

Maria

WMI Team

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