E’ iniziato alla Camera l’esame del testo per l’introduzione di un congedo obbligatorio per i neopapà di quattro giorni retribuiti al 100%.

In Working Mothers Italy riceviamo feedback continui sulla necessità di condivisione dei carichi familiari e (fortunatamente) spesso anche di compagne e mamme molto felici del supporto dei propri compagni quindi verrebbe spontaneo commentare: “Era ora!” … eppure c’è qualcosa che non convince.papà congedo

Iniziamo con il fare un confronto con altri paesi UE: in Inghilterra e Germania i papà rimangono con la famiglia tre giorni, in Spagna quattro e, udite udite, in Francia undici ed in Svezia trenta.

Quindi anche all’interno dell’Unione Europea c’è un’estrema eterogeneità di soluzioni e, come spesso accade, ci attestiamo sulla sponda meno “conciliante” tra le alternative possibili.

Ma il vero dubbio che rimane nel momento in cui (se…) effettivamente passerà questa proposta è quanto cambierà lo stato di fatto.

Un papà, che rimarrà quattro giorni a casa con la propria famiglia per godersi il nuovo bimbo arrivato e (si spera) per supportare la propria compagna, sperimenterà in questo frangente quanto è essenziale la “condivisione”? Sarà un’esperienza che cambierà il modo di agire e pensare di una società?

Io credo che la risposta sia NO. Credo i quattro giorni non cambieranno lo stato della consapevolezza in positivo o negativo PERO’ credo allo stesso tempo che se queste introduzioni rappresentassero un’iniziale apertura verso provvedimenti più completi e specifici allora potremmo dire di aver iniziato il percorso verso la condivisione e migliore conciliazione dei carichi ed impegni familiari…

Con tutte le specificità dei ruoli e diverse caratteristiche di una mamma e di un papà, ma sempre in condivisione.

Siete d’accordo?

Maria Cimarelli

Working Mothers Italy

 

Foto di yippidu

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